Padania Libre


Anno
2012

Genere
commedia

In scena
fino al 10 marzo 2013 Teatro de’Servi | Roma

Autore
Marco Costa
Regia
Marco Costa
Scene
Studio Costa Creative Lab
Costumi
Alessandro Bentivegna
Musica
Radiosa Romani
Interpreti
Fabrizio Sabatucci, Roberto Stocchi,
Antonella Alessandro, Andrea Planamente, Cristiana Vaccaro
Produzione
FMF Cinematografica e FORMI4

 

«C’avete solo la nebbia». È il coro più ascoltato negli stadi di tutti gli sport, lo sfottò della tifoseria “terrona” nei confronti di quella “polentona” e Marco Costa, autore e regista di “Padania Libre”, sembra ben ricordarselo in una delle prime scene della commedia.

Ginevra Casunziei (Cristiana Vaccaro), ragazza polentona di Forcola nella Valtellina, porta il fidanzato terrone Giuseppe Fornasetti (Fabrizio Sabatucci), detto Pepi, al cospetto della squinternata famiglia padana: il padre Egidio (Roberto Stocchi), macellatore di animali da pelliccia in pensione, Adelina (Antonella Alessandro) madre casalinga moderna frequentatrice di Facebook e il fratello Ottone (Andrea Planamente), disturbato dalla sindrome di Tourette (di «Toilette» per il padre padano). Si potrebbe pensare che sia una commedia furba, con citazioni evidenti dei film “Indovina chi viene a cena” e “Benvenuti al sud” e invece questa commedia è sorprendentemente divertente, verace, allegra, non pretende di essere socialmente impegnata, mostra con leggerezza che gli opposti sono conciliabili, che le fratture sono sanabili nel riconoscimento delle debolezze, delle paure e dei limiti proprio nel luogo italiano per eccellenza, la famiglia.

Padania libre” mette in scena le turbe e gli stereotipi italioti: dal salotto padano con la sacra immagine di Bossi, ai trofei animali alle pareti, al liquore con le foglie verdi, al padre Egidio con movenze dittatoriali, il fucile, il dispositivo fulminante per mettere fuori uso i diversi. Ma come fa Egidio di Pontida a tenere lontane modernità e diversità, quando la moglie è iscritta a Facebook con lo pseudonimo cotoletta golosa, il figlio passa la giornata su internet, masturbandosi con la musica di Whitney Houston e si innamora di Glenda, una psicopatica che dice di essere stata rapita dagli alieni? Meglio allora accogliere il genero terrone, che lavora in tv, tutto sommato uno come lui, genuinamente innamorato della figlia.

Gli attori sono tutti coinvolgenti. Ma emerge Planamente nelle vesti di Ottone, il fratello di Ginevra, esilarante nei balli alla Michael Jackson, nei tic ossessivi, nelle battute: il personaggio e l’interpreazione più riusciti. Una menzione particolare merita la Vaccaro, che con coraggio ha sostituito all’ultimo momento Veruska Rossi nella parte di Ginevra. La commedia funziona, a parte i cambi di scena tirati via frettolosamente e il registro dei dialoghi, che andrebbe definito con più precisione, per rendere le battute più comprensibili al pubblico. Il resto è sano divertimento. [deborah ferrucci]