Fiabole
Autore: Dodi Conti, Anna Meacci Traduzione:
Regia: Anna Meacci
Scene: Costumi:
Musica: Luci:
Compagnia: Produzione: Stefano Mascagni e Teatro dell'Istante
Interpreti: Anna Meacci
Anno di produzione: 2009 Genere: monologo
In scena: fino al 20 dicembre al Teatro Dei Satiri | via di Grottapinta 18 - Roma | tel.066871639

Se pensate che le fiabe siano racconti innocui, dalla morale spicciola ma educativa, dove tutto è chiaro e semplice, dove i ricchi sono veramente ricchi, i poveri sono schifosamente poveri, i belli sono incredibilmente belli, i brutti sono orribilmente brutti, i buoni sono candidamente buoni ed i cattivi sono mostruosamente cattivi… Aspettate: siamo sicuri che sia proprio così?
Prendiamo “Cappuccetto rosso”. Perché la mamma manda una bambina da sola nel bosco? Perché non l’accompagna? Che fine ha fatto il padre? Ed il lupo…. È veramente il cattivo della fiaba? Perché Cappuccetto Rosso si sveste e si mette nel letto della nonna/ovvero il lupo, senza batter ciglio?
Oppure “Hansel e Gretel”. La strega isolata dal mondo nella casa di marzapane ed i vetri di zucchero ha una coscienza di se indubbia. È asociale e quindi si è isolata dal mondo. I due marmocchi, abbandonati nella foresta dal Padre perché indigente, iniziano a mangiarle la casa… Voi al suo posto che avreste fatto?
Ed dei “Sette nani” ne vogliamo parlare? Lavorano ed accumulano, lavorano ed accumulano, lavorano ed accumulano, mentre l’ingenua Biancaneve lava e pulisce, lava e pulisce, lava e pulisce, lava ed apre la porta per ben tre volte ad una vecchietta orripilante accettando una mela rossa e succulenta. Ma se da sempre la mela è simbolo di peccato…
Questo è tanto altro ci racconta Anna Meacci nel suo esilarante Fiabole. Un viaggio destabilizzante attraverso, dentro e persino intorno al mondo delle fiabe, quelle con cui siamo cresciuti noi e le nuove generazioni. Certo magari Collodi, i Fratelli Grimm, Monsieur La Fontaine sono meglio dei vari Sergio, Cristina, Gabriele, Luca e Marco di un Grande Fratello qualsiasi. “Rileggendo” attentamente le suddette storie, qualche domanda in più sorge, per esempio: il “Gatto con gli stivali”, è intelligente lui o son bischeri gli altri?
Con l’irriverenza di una toscanaccia doc Anna Meacci incanta, coinvolge, dialoga con il pubblico, ironizzando su tutto e tutti senza mai cadere nel facile populismo. Gli applausi e le risate esondano in maniera naturale, in uno spettacolo il cui difetto è uno solo: troppo breve. Da vedere e rivedere, in scena fino al 20 dicembre al Teatro De Satiri a Roma.
[fabio melandri]