Coppie in multimproprietà
Autore: Pino Ammendola
Regia: Pino Ammendola
Scene: Gianluca Amodio Costumi: Mara Corasaniti
Luci:
Musica: Stefano De Meo
Produzione:
Interpreti: Pino Ammendola, Maria Letizia Gorga, Massimo Corvo, Annalisa Favetti, Giorgio Gobbi
Anno di produzione: 2009 Genere: commedia

In scena: fino al 16 gennaio 2011 al Teatro Ghione di Roma

Nell'immaginario collettivo una settimana su un'isola semideserta rappresenta il luogo deputato per rimettere insieme i cocci di una coppia che scoppia, ma quando ci mette lo zampino il destino cinico e baro, costringendo marito e moglie alla convivenza forzata con un'altra coppia, la crisi finisce per coinvolgere tutti i personaggi di questa commedia brillante che rimanda, talvolta in maniera inequivocabile, al lungometraggio cinematografico "Ferie d'agosto" di Paolo Virzì.

Mino ed Elena, interpretati da Pino Ammendola e Maria Letizia Gorga, sono una coppia di insegnanti piuttosto snob che hanno deciso di acquistare un appartamento in multiproprietà in quella che la pubblicità descrive come un'isola da sogno. In realtà la casa è fatiscente, i servizi inesistenti e il luogo è abitato quasi esclusivamente dal factotum Carlos, truffaldino e dallo spagnolo maccheronico, a cui presta il volto Giorgio Gobbi, l'attore che ha vestito i panni di Ricciotto ne "Il Marchese del Grillo" di Mario Monicelli. Ad aggravare la situazione ci pensa l'arrivo del macellaio romano Mauro (Massimo Corvo) e della compagna russa Beate (Annalisa Favetti) con i quali Mino ed Elena si contendono la proprietà dell'appartamento. Mino, amante della poesia e nostalgico del comunismo sovietico, subisce i modi rudi di Mauro, pratico nell'affrontare anche le situazioni più ardue e convinto di essere esponente di "quella maggioranza silenziosa che ha abbattuto il Muro di Berlino", mentre dall'altra è preda del fascino di Beate donna di quell'est europeo che per lui ha rappresentato idealmente il sol dell'avvenir. La catena di equivoci che coinvolge a ripetizione i quattro finisce per convincere Carlos che nell'appartamento si pratichi lo scambio di coppia, ma sul più bello saranno le differenze tra sessi a prevalere su quelle sentimentali.

La commedia di Pino Ammendola, tornato sul piccolo schermo al fianco di Massimo Ranieri in "Filumena Marturano", vive di battute il più delle volte facili e si alimenta della contrapposizione piuttosto scontata tra due stili di vita inconciliabili, visioni politiche e ideologiche opposte, ma al tempo stesso rappresenta, con un certo realismo lessicale, l'Italia dei nostri giorni. Oltre ad Ammendola, tra gli interpreti va ricordata la buona prova di Massimo Corvo, a suo agio nei panni del macellaio romano di verdoniana memoria. La scenografia di Gianluca Amodio, scabra ed essenziale, rende l'idea di un ambiente chiuso e maleodorante, dove il comfort non è che un'utopia.
[valerio refat]