Il mattino ha l'oro in bocca
id.
Regia
Francesco Patierno
Sceneggiatura
Francesco Patierno, Marco Baldini
Fotografia
Mauro Marchetti
Montaggio
Renata Salvatore
Scenografia
Tommaso Bordone
Costumi
Eva Coen
Musica
Pivio & Aldo De Scalzi
Interpreti
Elio Germano, Laura Chiatti, Martina Stella, Carlo Monni, Raffaella Lebboroni,
Gianmarco Tognazzi, Umberto Orsini, Francesco Casisa, Corrado Fortuna, Dario Vergassola,
Donato Placido, Gerardo Amato, Edoardo Gabriellini, Pietro Fornaciari
Produzione
Rodeo Drive, Medusa Film, Sky
Anno
2008
Nazione
Italia
Genere
commedia
Durata
100'
Distribuzione
Medusa Film
Uscita
29-02-2008
Giudizio
Media

Marco Baldini, spalla comica di Fiorello in radio prima (Radio Deejay, RadioDue) e poi in televisione (Stasera pago io, Viva Radio Due…minuti) ha un passato oscuro, controverso, caratterizzato dal vizio del gioco alle corse dei cavalli, da frequentazioni malavitose, da buffi lasciati a destra e sinistra da ripianare attraverso l’aiuto della famiglia (il padre) e di amici e colleghi (Radio Deejay). Questo passato è stato raccontato dallo stesso Baldini in un libro Il giocatore, oggi fonte di ispirazione per il film di Francesco Paterno Il mattino ha l’oro in bocca.
Firenze, primi anni Settanta. Marco (Elio Germano), un giovane come tanti che vive ancora in famiglia. Ha una fidanzata, Cristina (Martina Stella), e non sa bene cosa fare della sua vita. Ha una sola certezza: la passione per la musica. Inizia a fare il deejay in una discoteca dove viene notato da Aniello Apicello (Antonio Buonomo), direttore di una nascente radio privata, che gli affida un programma del mattino. Grazie a una buona dose di fortuna, il suo programma decolla.
Il successo non toglie però a Marco quel senso di inquietudine che lo accompagna. Gli manca l’emozione vera che giungerà un bel giorno con la sua entrata in una sala corse. Da quel momento la vita di Marco cambia.
Dopo una prima esaltante vincita di seicentomila lire, la sua carriera di scommettitore segue il percorso comune ai più. Alti e bassi, ma soprattutto bassi. Marco inizia a perdere più soldi di quei pochi che ha. Sorprendentemente, però, le cose sul lavoro iniziano ad andare sempre meglio. Aniello gli aumenta lo stipendio ma lo inizia anche al poker, e non basta neanche il doppio lavoro di deejay in discoteca a coprire i debiti che inizia ad accumulare.
Ancora una volta la fortuna lo aiuta: viene notato da Cecchetto (Dario Vergassola) e chiamato a Milano per un provino a Radio Deejay. Le prime trasmissioni di prova non vanno bene, gli manca il ritmo giusto. Non sa che fare. Tutto solo, in una città enorme e con la paura di dover tornare alla vita di prima, si ritrova dopo un vagabondare davanti ad una sala corse. Entra e la vita, come d’incanto, torna ad essere elettrizzante. Anche il lavoro sembra andare a gonfie vele: è finalmente pronto per la sua prima vera trasmissione radiofonica. Arriva il successo tanto desiderato e contemporaneamente le prime batoste al gioco. In poco tempo la sala ippica diventa la sua seconda casa, e quei pittoreschi personaggi che la popolano, la sua famiglia. Nemmeno la relazione con Cristiana, la graziosa cassiera della sala corse (Laura Chiatti) sembra farlo desistere dalla sua insana passione. In radio Cecchetto gli affianca Fiorello (Corrado Fortuna) e con la trasmissione radio Deejay i due decollano. Purtroppo anche i debiti….
Per raccontare una vicenda che mantiene nella finzione cinematografica nomi e cognomi di personaggi non solo esistiti ma addirittura viventi, contemporanei, e che pone le sue radici in vicende fortemente autobiografiche (come la coscia di pollo nel letto di Fiorello, anche se rimane il dubbio per la sequenza della rapina, non chiarita in sede di conferenza stampa), si potevano scegliere i toni scuri del thriller pulp o i colori forti ed accesi della commedia. Francesco Paterno, alla sua seconda prova cinematografica dopo l’eccellente debutto di Pater Familia, scegli i toni sospesi della favola, rileggendo la storia di Marco Baldini da Firenze come quella di un Pinocchio del 2008. “Così Baldini è diventato il burattino di legno che cerca di liberarsi di una vita dal suo destino di marionetta, suo padre è diventato Geppetto, Giggetto la volpe, Aniello Apicello Mangiafuoco e così via… - racconta il regista – ma soprattutto il paese dei balocchi non poteva che essere rappresentato dalla sala corse dove il protagonista subisce la sua degradazione e arriva al punto più basso della sua breve esistenza.”
Sorretto da un cast in stato di grazia, con Elio Germano che reinventa un Baldini lontano da stereotipi radiofonici, Dario Vergassola misuratissimo e convincente nel ruolo di Cecchetto, una Laura Chiatti presenza lieve ed aurea, ed un mefistofelico Umberto Orsini, Il mattino ha l’oro in bocca è un film di difficile classificazione, capace di commuovere – vedi il rapporto tra Marco ed il padre nel momento de3l bisogno – e di divertire senza cadere nel macchiettiamo – ottima l’interpretazione di Fiorello da parte di Corrado Fortuna.
Certo, la sensazione generale è che tutti siano sin troppo buoni e tolleranti nei confronti del protagonista, soprattutto i suoi creditori, ma in fin dei conti non stiamo raccontando una favola? [fabio melandri]