Cosa c’è di meglio per una recensione cinematografica che scrivere di “Un sogno chiamato Florida“, l’ultimo film di Sean Baker?

Una scena del film

Questa America depressa e deprimente, dove la vita si svolge tra un motel e un cestino di patatine fritte, dove le persone sono alla deriva, non hanno più niente dentro al cervello, dentro all’anima, dove i bambini razzolano come animali e come animali sono cattivi ,allo sbando, ridono, giocano, mangiano, incendiano. Non c’è dignità, non c’è scopo, solo quello di tirare su 35 dollari al giorno per pagarsi la stanza dove dormire e trovare da mangiare per i figli.

Siamo a Orlando in Florida, a un passo da Disneyland, e qui si raccontano le giornate di Moonee, la sua figlioletta e di Bobby il manager del motel (l’unico personaggio se non positivo, vitale all’interno del film) nel deserto esistenziale che si produce spontaneamente ai margini del capitalismo selvaggio. Una vita senza alcun progetto, senza futuro, triste, sgradevole, cinica, senza speranza. E senza speranza e senza pietà è il racconto di questa esistenza inutile, accompagnato dalla fotografia di Alexis Zabè intensa ed espressiva tutta giocata sui colori confetto (rosa, azzurro e bianco), quasi un controcampo al grigiore della vita dei protagonisti e un accompagnamento simbolico a quella che la Florida è nell’immaginario dei milioni di turisti che la visitano annualmente: il paese del bengodi, dove tutti stanno bene…

Una scena del film

E’ un film però a doppia mandata. Lo si apprezza solo dopo averlo visto, è necessario un tempo di metabolizzazione. Mentre lo si guarda è irritante, noioso, non succede niente, i personaggi sono odiosi, stupidi, cattivi, anche i bambini non suscitano empatia, mangiano hamburger, ruttano, si comportano con crudeltà, non hanno la scintilla, sono lontani anni luce per esempio dalla poesia di Antoine dei “400 colpi“.

Un ritratto sgradevole quindi, amaro, di un’America tenuta nascosta, un’America squallida che rivaluta il vecchio aforisma di George Bernard Shaw: «Sono socialista perché odio gli operai».

Titolo italianoUn sogno chiamato Florida
Titolo originaleThe Florida Project
RegiaSean Baker
SceneggiaturaSean Baker, Chris Bergoch
FotografiaAlexis Zabé
MontaggioSean Baker
ScenografiaStephonik Youth
CostumiFernando Rodriguez
MusicaMatthew Hearon-Smith
CastWillem Dafoe, Brooklynn Prince, Bria Vinaite, Valeria Cotto, Christopher Rivera, Caleb Landry Jones, Macon Blair, Karren Karagulian, Sandy Kane, Cecilia Quinan
ProduzioneCre Film, Freestyle Picture Co.
Anno2017
NazioneUsa
GenereDrammatico
Durata116'
DistribuzioneCinema
Uscita22 marzo 2018