Correva l’anno 1996 e Mark, Spud, Sick Boy e Begbie hanno appena rubato in un negozio e corrono inseguiti dalla polizia. La voce off di Mark così recita: “Scegliete la vita, scegliete un lavoro, scegliete una carriera, scegliete la famiglia, scegliete un maxitelevisore del cazzo, scegliete lavatrici, macchine, lettori cd e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita, scegliete un mutuo a interessi fissi, scegliete una prima casa, scegliete gli amici, scegliete una moda casual e le valigie in tinta, scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo, scegliete il fai da te e chiedetevi chi cacchio siete la domenica mattina, scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio ridotti a motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi. Scegliete un futuro, scegliete la vita. Ma perché dovrei fare una cosa così? Io ho scelto di non scegliere la vita, ho scelto qualcos’altro, le ragioni? Non ci sono ragioni, chi ha bisogno di ragioni quando hai l’eroina?”

t2 locOggi a distanza di 20 anni, tornano Mark, Spud, Sick Boy e Begbie e contro il loro stesso passato oggi la più grande trasgressione sembra essere la ricerca di una vita normale, di una famiglia, dell’affetto negli occhi di un figlio.

Mark fuggito in Olanda dopo essersi impossessato dell’intera refutiva del “colpo” proprio a discapito degli amici di una vita, torna a Edimburgo per “rimettere le cose a posto” con gli ex-amici di un tempo che sembrano nonostante l’età che avanza e famiglie interrotte alle spalle, essersi ancorati ad antichi rancori. C’è chi si fa ancora pesantemente, chi è rinchiuso in una prigione da cui evadere e chi sopravvive tra piccoli e grandi atti delinquenziali. Apparentemente nulla sembra essere cambiato a Edimburgo; in realtà è cambiato proprio tutto o quasi. Ed i primi a essere cambiati sono proprio i nostri “addicted” protagonisti!

Scegliete della lingerie firmata, sperando che vi riporti indietro alla vostra vecchia relazione, ormai morta. Scegliete un iPhone fatto in Cina da una donna che è saltata da una finestra, scegliete Facebook, Twitter, Snapchat, Instagram per piacere a persone che non avete mai conosciuto. Scegliete di aggiornare il vostro profilo, dicendo a tutti cos’avete mangiato a colazione e sperate che a qualcuno da qualche parte freghi qualcosa. Scegliete di ricercare vecchie fiamme, così disperati da credere che non vi guardino così male come in realtà fanno. Le interazioni umane ormai non sono altro che dati virtuali. Scegliete reality show, slut shaming, revenge porn, misoginia. Scegliete che l’11 settembre non sia mai accaduto. Scegliete contratti precari, un viaggio di due ore per andare a lavoro, e scegliete lo stesso per i vostri figli, o anche peggio, e poi di soffocare il dolore con una dose sconosciuta di una droga sconosciuta fatta nella cazzo di cucina di uno sconosciuto. Fate un respiro profondo. Scegliete promesse vuote. Scegliete di desiderare di poter rifare tutto diversamente. Scegliete di non imparare dai vostri stessi errori, scegliete di guardare la storia ripetersi. Scegliete la delusione. Scegliete di veder morire le persone a voi vicine, scegliete di perdere un pezzo alla volta la vostra vita. Scegliete il futuro. Scegliete la t2-1vita.” La scelta è sempre quella, aggiornata si, ma sempre quella! Faranno la cosa giusta?

Trainspotting 2, ispirato al romanzo ‘Porno’ di Irvine Welsh è un viaggio nel tempo nei ricordi adolescenziali di molti, guidati ieri come oggi, da quel Danny Boyle dall’estetica Pop assai spinta; ieri al servizio di un film “rivoluzionario” oggi un poco manierista. Più che concentrarsi troppo sulla trama e sull’interazione dei singoli personaggi, questo T2 ha il pregio di essere uno specchio sociologico perfetto dei tempi che viviamo, della disillusione dei giovani di oggi, delle difficoltà di “scegliere la vita” quando tutta una serie di “dipendenze” ci offuscano gli occhi e distraggono dalle buone intenzioni. T2 va visto, vissuto, goduto, tenendolo ad una certa visuale di lontananza per poterne evidenziare i pregi ed attenuarne i difetti.

[per la traduzione del monologo di T2 si ringrazia Alessandro Missana di Project Excape]

Titolo originaleid.
RegiaDanny Boyle
SceneggiaturaJohn Hodge
FotografiaAnthony Dod Mantle
MontaggioJon Harris
ScenografiaMark Tildesley
CostumiSteven Noble
CastEwan McGregor, Jonny Lee Miller, Robert Carlyle, Ewen Bremner, Kelly Macdonald, Anjela Nedyalkova
ProduzioneCloud Eight Films, DNA Films, Decibel Films, TriStar Pictures
Anno2017
NazioneUK
GenereDrammatico
Durata113'
DistribuzioneWarner Bros.
Uscita23 febbraio 2017