Vincitore a sorpresa (per molti, ma non per tutti…) dell’8a edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, TIR di Alberto Fasulo pedina in maniera zavattiniana la vita di Branko, insegnante per vocazione, camionista di professione.

Attraverso le strade d’Italia e d’Europa, trasportando indifferentemente oggi patate, domani maiali, dopodomani chissà, con l’ansia e l’obbligo di dover arrivare in orario a destinazione, per soddisfare principali e clienti, tarando dove necessario il computer di bordo per non incorrere in multe della stradale, essendo ore al volante e di riposo rigidamente imposte (contrariamente a quanto si creda).
Un On the Road anomalo ed inusuale, che affonda le radici nel documentario, con il protagonista Branko Zavrsan che ha effettuato un training su TIR prima di girare, raccogliendo molteplici esperienze poi riportate sullo schermo con l’aiuto del regista e sceneggiatore Alberto Fasulo.TIR-POSTER

Un mestiere, quello del camionista, difficile, fatto di molti tempi morti, di pasti frugali consumati sul retro del camion stesso, di docce improvvisate in mezzo ai campi lungo le autostrade, che il regista decide di testimoniare con dovizia di particolari sfidando la pazienza dello spettatore, a scapito di un ritmo narrativo assai lento seppur inesorabile.

Una scelta ortodossa che se in parte gli inimicherà pubblico e critica (bocca mia stammi zitta per non riportare alcuni commenti a seguito della proiezione stampa della pellicola al Festival) ma che permette di venire letteralmente a contatto con un mestiere assai particolare, lontano da luoghi comuni o mitizzazioni di varia e fumettistica natura, per chi avrà la pazienza di lasciarsi condurre nei meandri della solitudine del camionista, solo in parte mitigata dalla voce degli affetti lontani, da cui emergono segnali di una vita “altra” che comunque scorre e si consuma. Un mestiere che logora (vedi il collega che ad un certo punto molla…) e fortifica nello stesso tempo (l’idea di riuscire a guadagnare tre volte tanto rispetto la carriera di insegnante per aiutare il figlio a comprarsi casa) mostrata con una crudezza di rappresentazione lodevole ed a parer nostro giustamente premiata con l’augurio che questo possa dare spazio ad un’opera su cui altrimenti le luci della ribalta si sarebbero sin troppo rapidamente spente. E non è detto che questo non accada vista la “visibilità” che i vincitori del Festival di Roma hanno avuto in questi otto e tribolatissimi anni

RegiaAlberto Fasulo
SceneggiaturaCarlo Arciero, Alberto Fasulo, Enrico Vecchi
FotografiaAlberto Fasulo
MontaggioJohannes Nakajima
CastBranko Zavrsan, Lucka Pockja, Marijan Sestak
ProduzioneNefertiti Film, Focus Media, in collaborazone con Rai Cinema
Anno2013
NazioneItalia, Croazia
GenereDrammatico
Durata85'
DistribuzioneTucker Film
Uscita27 febbraio 2014