Lucius Modestus (Hiroshi Abe) è un ambizioso architetto specializzato nell’ideazione di terme che ha la fortuna di operare nel secondo secolo dopo Cristo a Roma sotto l’Impero di Adriano, rimasto celebre per il culto che fece dei bagni pubblici. Al giovane però manca l’ispirazione per segnare davvero la storia della sua disciplina e il destino gli viene incontro per mezzo di un vortice spazio-temporale che lo catapulta di tanto in tanto nel Giappone di oggi, altra civiltà che fa dell’”onsen” un rito e un momento di particolare rilievo sociale, permettendogli di restituire ai suoi contemporanei innovazioni che lo portano presto alla ribalta. Ad accompagnarlo in queste improbabili peregrinazioni intorno alle meraviglie generate da duemila anni di ingegneria idraulica, sarà una giovane aspirante scrittrice di manga piuttosto svampita (Aya Ueto), che finirà anche lei nel “tubo temporale” e darà una mano a Lucius per risollevare le sorti dell’Impero in difficoltà.

Un “peplum” con attori giapponesi è un’idea talmente comica e assurda in sé che quasi si capisce come mai il regista Hideki Takeuchi non abbia pensato di allontanarsi dai toni della commedia e della gag più immediati. THERMAE ROMAE POSTERQualche momento riuscito non manca (ma d’altronde sull’umorismo intorno ai sanitari e agli accessori per il bagno è stato detto molto, come insegna la peggiore tradizione comica nostrana), ma purtroppo personaggi monodimensionali e una storia piuttosto ripetitiva e presto prevedibile nei suo andirivieni tra le due epoche storiche finiscono per stancare presto. È vero che il film, come il manga di Mari Yamazaki da cui è tratto, è stato un vero successo in Oriente e quindi parte dello humour surreale di matrice nipponica si perde sicuramente in un contesto occidentale, ma la reiterazione degli stessi elementi (la non originale musica lirica a sottolineare ogni scena d’azione, i minuti di effetti digitali che accompagnano ogni spostamento temporale, lo spaesamento sistematico di Lucius e dei protagonisti di oggi a contatto con i mondi sconosciuti) rivelano una povertà di idee che ha fatto troppo affidamento sull’originale soggetto iniziale.

Il rimpianto più grande è dato da una ricostruzione minuziosa, in parte digitale e per il resto interamente realizzata negli studi di Cinecittà con comparse italiane, che avrebbe sicuramente meritato maggiore giustizia. D’altronde anche qui un appunto va fatto: fa piacere vedere la cura con cui è stato ricostruito il colore delle colonne dei templi del Foro Romano, ma quando poi l’Imperatore Adriano ha gli occhi a mandorla e il suo entourage potrebbe tranquillamente far parte di un clan della yakuza è lecito sollevare più di qualche dubbio sulla verosimiglianza. In passato il nostro cinema ha messo un kimono giallo addosso ad un Kim Rossi Stuart molto meno espressivo di una Hello Kitty infangando di fatto una disciplina nobile come il karate e la sua relativa impressionante filmografia; dopo questo pasticcio fantastorico incentrato sull’epoca più gloriosa della nostra Storia, possiamo finalmente sentirci meno in colpa di fronte ai nostri amici giapponesi.

Titolo italianoThermae Romae
Titolo originaleTerumae Romae
RegiaHideki Takeuchi
SceneggiaturaShogo Muto
FotografiaKazunari Kawagoe
MontaggioHiroshi Matsuo
ScenografiaMitsuo Harada
CostumiHaruki Koketsu
MusicaNorihito Sumitomo
CastHiroshi Abe, Aya Ueto, Kazuki Kitamura, Riki Takeuchi
ProduzioneFilmmakers, Dentsu
Anno2012
NazioneGiappone
GenereCommedia
Durata108'
DistribuzioneTucker Films
Uscita26 giugno 2014