Ogni scuola ha un suo fantasma. Su questo assunto nasce, si sviluppa e presto si affloscia l’horror domestico The Gallows – L’esecuzione. Nel 1993 uno studente di liceo, Charlie Grimille, rimane ucciso con un cappio al collo in seguito ad un incidente accaduto durante la recita scolastica dell’opera teatrale L’esecuzione.
Vent’anni dopo, alla vigilia di una nuova messa in scena dell’opera maledetta, quattro studenti rimangono intrappolati di notte nell’auditorium della scuola, in compagnia di quello che sembra essere proprio il fantasma di Charlie, deciso a vendicarsi della sua morte “ingiusta”.

Scritto, diretto e prodotto da Chris Lofing e Travis Cluff, girato completamente al di fuori del sistema hollywoodiano, ha visto la luce grazie all’utilizzo da parte dei realizzatori, di un mezzo molto piccolo – un computer – ed al loro ingegno.
“Travis mi ha mostrato la sua idea iniziale – afferma Lofing – e da lì l’abbiamo sviluppata fino ad arrivare ad una sceneggiatura approssimativa. Abbiamo girato un trailer promozionale per vedere principalmente se potesse funzionare, e se ci sembrasse sufficientemente pauroso.”
Grazie a quel piccolo trailer i due trovarono i finanziamenti per sviluppare e realizzare la loro opera. Ed a oggi, dopo la visione del film, il trailer rimane la cosa migliore e più paurosa dell’intera operazione.gallows-poster

La pellicola risulta infatti confusa e confusionaria a partire dalla sua stessa realizzazione. I due registi, prendendo spunto dall’atavico The Blair Witch Project, decidono di raccontare la storia attraverso il punto di vista della videocamera mossa da uno dei quattro portagonisti. Peccato che senza alcuna soluzione di continuità, il punto di vista passi dalla videocamera di cui prima alla fotocamera di uno-cento-mille cellulari dei protagonisti per poi perdersi in un punto di vista esterno al racconto diegetico, prima di riprendere quello della videocamera e nuovamente la fotocamera di uno-cento-mille cellulari.

Il secondo punto debole è la sceneggiatura condita da dialoghi al cui confronto quelli di ‘Beautiful’ sembrano scritti dal grande filosofo esistenzialista Kierkegaard; dove i colpi di scena sono ampiamente prevedibili ed i personaggi odiosi come pochi. Affinchè un film horror funzioni sono due le strade da percorrere: creare una forte empatia tra lo spettatore e i protagonisti della pellicola affinchè i primi possano temere per le sorti dei secondi contro il pericolo incombente; creare personaggi fortemente antipatici in modo da tifare che il pericolo incombente si materializzi sulle vittime sacrificali eliminandole una dopo l’altra nella maniera più dolorosa, impressionabile e devastante possibile.

The Gallows, rimane in bilico tra le due situazioni tipo, creando personaggi talmente opachi ed insignificanti da non suscitare nello spettatore neanche il desiderio irrefrenabile della loro eliminazione fisica; mentre il fantasma di Charlie risulta così noioso nel suo manifestarsi che non vedi l’ora che la mattanza psicologica a cui è sottoposto lo spettatore in sala, cessi il prima possibile.

Un film che si basa su un’idea buona per un cortometraggio di 7 minuti. Peccato che la pellicola ne duri 80 di più.

Titolo originaleThe Gallows
RegiaChris Lofing, Travis Cluff
SceneggiaturaTravis Cluff, Chris Lofing
FotografiaEdd Lukas
MontaggioChris Lofing
MusicaZach Lemmon
CastCassidy Gifford, Ryan Shoos, Pfeifer Brown, Reese Mishler
ProduzioneBlumhouse Productions, Management 360, Tremendum Pictures
Anno2015
NazioneUSA
GenereHorror
Durata87'
DistribuzioneWarner Bros
Uscita19 agosto 2015