Un ingegnere specializzato in demolizioni in lotta contro la burocrazia; una cameriera ed una cuoca dall’insospettabile istinto omicida; una sposa sconvolta dalla scoperta del marito fedifrago; un miliardario in trattativa per evitare la galera al figlio; un borioso automobilista cittadino in lotta con un volgare provincialotto; un misterioso volo aereo dove tutti i passeggeri sono legati da un unico comune misterioso denominatore.

Sono queste le storie che vanno a comporre quel patchwork cinematografico che è Storie pazzesche, prodotto da Pedro Almodovar e diretto da Damian Szifron: “Le storie di questo film sono frutto dell’immaginazione più sfrenata. Mentre lavoravo ad altri progetti ho cominciato a scrivere una serie di racconti per dare libero sfogo alle mie frustrazioni. Quando li ho raccolti in un volume, mi sono reso conto che erano legati da alcuni temi comuni: parlavano tutti di catarsi, vendetta e distruzione. E dell’innegabile piacere di perdere il controllo.
Spesso penso alla società capitalista occidentale come a una specie di gabbia trasparente che ci rende insensibili e distorce i nostri rapporti con gli altri. Questo film racconta le storie di alcuni individui che vivono dentro questa gabbia senza esserne consapevoli. E quando arrivano al punto di rottura, anziché reprimersi – o deprimersi – come facciamo quasi tutti, partono in quarta senza riuscire più a fermarsi.”

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Cinque storie di ordinaria follia, ed un prologo fulminante che crea il climax estetico della pellicola; una commedia venata di black humour, citazioni, rimandi, invenzioni e spunti presi tristemente dalla quotidianità in cui ognuno di noi può rispecchiarsi.

Storie nere, anzi nerissime dove ineguaglianze, ingiustizie e le pressioni del mondo in cui viviamo generano stress e depressione in molte persone. Alcune, però, esplodono, oltrepassano il sottile confine tra civiltà e barbarie. lecito ed illecito, ordine e caos. Il tradimento di un marito, il ritorno a un passato sepolto e la violenza che si insinua negli incontri di tutti i giorni, portano alla follia i personaggi del film, che si abbandonano all’innegabile piacere della perdita del controllo. Come in Un giorno di ordinaria follia di Joel Schumacher dove nel caldo afoso californiano l’impiegato Michael Douglas perdeva il controllo trasformandosi in una scheggia impazzita contro tutto e tutti, anche nella pellicola spagnola, la ribellione ad uno ‘status quo’ percepito come ingiusto ed opprimente diventa un canto irrefrenabile di libertà. Ma l’accento surreale, a tratti grottesco donato dal regista /sceneggiatore Szifron fa si che il tutto venga travolto da irrefrenabili risate che come insegnava in tempi non lontanissimi Charlie Chaplin era capace di com-battere anche i mostri più potenti (Il Grande Dittatore).

Un cast eterogeneo di divi di prima grandezza del continente sudamericano che non avevano mai lavorato fianco a fianco con attori del cinema indipendente, del teatro d’avanguardia e della televisione come Ricardo Darín, Julieta Zylberberg, Darío Grandinetti, Erica Rivas, Leonardo Sbaraglia mostrano di divertirsi un mondo nel perdere ogni controllo e dar sfogo alle pulsazioni più basse, malsane ma al contempo liberatorie. E noi insieme a loro. Terapeutico.

Titolo originaleRelatos Salvajes
RegiaDamiàn Szifron
SceneggiaturaDamiàn Szifron
FotografiaJavier Julia
MontaggioDamian Szifron, Pablo Barbieri Carrera
ScenografiaClara Notari
CostumiRuth Fischerman
MusicaGustavo Santaollata
CastRicardo Darín, Oscar Martinez, Leonardo Sbaraglia, Érica Eivas, Rita Cortese, Julieta Zylberberg, Darío Grandinetti
ProduzioneKramer & Sigman Films, El Deseo, TELEFE, Corner Contenidos
Anno2014
NazioneArgentina, Spagna
GenereCommedia
Durata121'
DistribuzioneLucky Red
Uscita11 dicembre 2014