Opera prima ispirata ad una vicenda personale del regista e sceneggiatore Theodore Melfi, St. Vincent raccoglie molti tipici cliché del cinema indipendente americano. Bill Murray ne è l’eccezionale assoluto protagonista che grazie alla sua ‘ingombrante’ presenza, caratterizza e rende unico un lungometraggio che senza di lui non avrebbe avuto di certo lo stesso interesse e la stessa attenzione.

Murray interpreta Vincent, un burbero, veterano alcolizzato che si improvvisa baby sitter e mentore di un giovane vicino di casa cresciuto da una madre single. E’ un dispositivo di personaggi intergenerazionali che potrebbe ricordare Gran Torino o Babbo bastardo (Bad Santa). Perfetto nel ruolo di antipatico vecchio e scontroso, è tuttavia impossibile non cedere al suo fascino e non restare vittime del suo incantesimo. Sia divertente che commovente, Murray è indubbiamente un grande interprete, al suo fianco ci sono Naomi Watts la “signora della notte” Daka ed il suo accento improbabile nel ruolo di una prostituta russa; Chris O’Dowd nel ruolo di Padre Geraghty, il simpatico professore-sacerdote che si occupa dell’educazione scolastica del ragazzino; Terrence Howard nei panni di uno squalo delle scommesse di corse ai cavalli; Melissa McCarthy madre super impegnata che ritroviamo in un registro in cui non abbiamo l’abitudine di vedere e che ci rivela un lato dolcemente umano e per la prima volta sullo schermo l’eccellente, delizioso Jaeden Lieberher nel ruolo di Oliver, il ragazzino protagonista.st-vincent-poster

Maggie (Melissa McCarthy), madre single, si trasferisce a Brooklyn con il figlio dodicenne Oliver (Jaeden Lieberher). Costretta a lavorare fino a tardi, la donna non ha altra scelta che lasciare il figlio nelle mani del loro nuovo vicino, Vincent (Bill Murray), uno scorbutico pensionato con la passione per l’alcool e per le scommesse. La bizzarra coppia stringe una singolare amicizia: insieme ad una spogliarellista incinta di nome Daka (Naomi Watts), Vincent coinvolgerà Oliver nella sua routine quotidiana, portandolo all’ippodromo, in uno strip club e al baretto di fiducia. L’uomo aiuterà Oliver a crescere, mentre il ragazzino comincerà a vedere in lui una umanità che nessuno percepisce, il suo essere un uomo incompreso e dal cuore d’oro.

Presentato all’ultimo Festival del Cinema di Toronto dove ha ricevuto ottime recensioni grazie alla straordinaria verve di Murray, unitamente alla tessitura “indie” del film, St. Vincent ha fatto parlare di sé già da tempo: basti pensare alla celebre clip già cult dove l’attore, in un lungo piano sequenza a far da sfondo ai titoli di coda, tenta di annaffiare maldestramente e invano una piantina cantando “Shelter From The Storm” di Bob Dylan.

Il titolo del film deriva da un compito assegnato al giovane Oliver a scuola: trovare un santo cattolico per lui fonte di ispirazione e individuare qualcuno nella sua vita che incarna le virtù di quel santo; il ragazzino sceglierà proprio Vincent, dichiarando l’unicità e la profondità di un rapporto che ha finito per cambiare la vita ad entrambi.
Il duo vincente Vincent – Oliver è il centro del film; è l’incontro di un uomo burbero e solitario che non ha voglia di vivere secondo i canoni tanto meno di confrontarsi con le persone o con un bambino che si affaccia alla vita con la sua innocenza ed il suo entusiasmo. Impareranno gli uni dagli altri per venire fuori più alla grande entrambi. Una bella storia di amicizia e di scoperta umana che si concluderà con una scena che potrebbe farvi versare qualche lacrimuccia.

Bill Murray ha trascorso gli ultimi quattro o cinque anni di lavoro con crescente costanza diventando un attore iconico in ruoli indie-pop e personaggi eccentrici (Grand Hotel Budapest, Moonrise Kingdom, Broken Flowers, Le avventure acquatiche di Steve Zissou, Lost in Translation), ma St Vincent è il suo miglior ruolo degli ultimi anni e non saremmo sorpresi di vederlo nominato agli Oscar per il suo lavoro svolto qui.

Prodotto dai fratelli Weinstein, accorsi al progetto una volta confermato l’interesse di Murray, il film combina trucchi e luoghi comuni di un cinema pseudo-indipendente americano dal risultato sicuro. Nel complesso, è un buon film, rimanendo un dramedy, un dramma dolce con momenti di comicità, molto piacevole grazie alle avventure coinvolgenti, semplici ed emozionanti di Vincent e Oliver.
Dai toni della commedia e della tragedia piene di buoni sentimenti, ai personaggi buffi e divertenti, al soundtrack stiloso (The National, Bob Dylan, Jefferson Airplane): tutto in St Vincent chiede l’approvazione di chi guarda, non volendo correre troppi rischi.
Difficile resistere a questa commedia in cui Murray è ancora una volta impeccabile nel ruolo di vecchio perdente amareggiato che a 64 anni salta ancora come un adolescente emozionato davanti alla macchina da presa.

Titolo originaleid.
RegiaTheodore Melfi
SceneggiaturaTheodore Melfi
FotografiaJohn Lindley
MontaggioSarah Flack
ScenografiaInbal Weinberg
CostumiKasia Walicka-Maimone
MusicaTheodore Shapiro
CastBill Murray, Naomi Watts, Melissa McCarthy, Jaeden Lieberher, Chris O'Dowd, Terrence Howard, Scott Adsit, Lenny Venito, Kimberly Quinn, Katharina Damm
ProduzioneChernin Entertainment, Crescendo Productions, The Weinstein Company
Anno2014
NazioneUSA
GenereCommedia
Durata102'
DistribuzioneEagle Pictures
Uscita18 dicembre 2014