Dopo l’11 Settembre 2001, negli Stati Uniti ma non solo, con la scusa della Sicurezza Nazionale e della lotta al terrorismo, i cittadini hanno abdicato parte della propria privacy a una causa maggiore, la sicurezza personale. Aumentati i controlli e perquisizioni in locali pubblici e luoghi a rischio, accettazione ad essere osservati da telecamere sparse in ogni dove, sopportare misure di sicurezza strette ed invasive. Ma in favore del bene comune ma sopratutto la paura di essere vittime di attacchi terroristici hanno permesso e giustificato tutto o quasi.
snowden-locUn quasi che ha assunto una dimensione enorme, inimmaginabile grazie ad Edward Snowden, consulente esperto di informatica, analista della CIA, che durante il suo lavoro presso l’Agenzia viene a conoscenza di giganteschi programmi di sorveglianza informatica elaborati dal governo degli Stati Uniti. Una montagna virtuale di dati che vengono registrati tracciando ogni forma di comunicazione digitale, non solo relativamente a governi stranieri e a potenziali gruppi di terroristi, ma anche a quella di normali cittadini americani.

Disilluso, lascia l’Agenzia e decide di raccontare tutto a due giornalisti inglesi del The Guardian Glenn Greenwald (Zachary Quinto) e Ewen MacAskill (Tom Wilkinson) ed alla regista documentarista Laura Poitras (Melissa Leo).
Ed è proprio nella stanza di un grande albergo di Hong Kong, che la pellicola di Oliver Stone si apre e circolarmente si chiude con l’entrata in campo dello stesso Snowden, un colpo ad effetto ma che in un certo qual modo ci saremmo potuti aspettare dal regista americano.

Sì perchè Snowden, presentato in anteprima alla da poco conclusasi Festa del Cinema di Roma, è il classico film alla Oliver Stone. Film dove esiste solo il bianco e il nero, una parte o l’altra, i buoni ed i cattivi. Mancano le sfumature di grigio che proprio in casi come questi meglio definirebbero gli eventi e i suoi protagonisti. Invece Snowden viene descritto come un moderno paladino dei diritti civili a tutto tondo, gli stessi che inizialmente contribuisce a calpestare prima di ravvedersi e passare dall’altra parte, assumendosi – va riconosciuto – un grandissimo rischio a livello pubblico e personale.

snowden-01Stone è bravo a costruire la sua tesi, come sempre, risultando convincente e coinvolgente (grande merito per un narratore di mestiere) tanto che le due ore e quindici minuti di proiezione passano senza pesare troppo sulla pazienza dello spettatore. Il retrogusto che la visione però lascia è quella di una pellicola costruita per semplificazioni – non saprei dire se per necessità puramente cinematografiche o ideologiche – lasciando l’amara sensazione che la realtà sia stata e sia tutt’ora un poco più complessa di quella qui rappresentata.

Dal punto di vista meramente cinematografico invece bravo e convincente Joseph Gordon-Levitt nei panni del protagonista, mentre caratteristi nei ruoli di protagonisti (Rhys Ifans) e grandi star (Nicholas Cage) in ruoli di contorno, vivacizzano e colorano un film a tesi che potrebbe altrimenti risultare un po’ troppo stoppaccioso.

Titolo originaleid.
RegiaOliver Stone
SceneggiaturaOliver Stone, Kieran Fitzgerald
FotografiaAnthony Dod Mantle
MontaggioAlex Marquez
MusicaCraig Armstrong, Adam Peters
CastJoseph Gordon-Levitt, Shailene Woodley, Melissa Leo, Zachary Quinto, Tom Wilkinson, Rhys Ifans, Nicholas Cage, Ben Schnetzer, Keith Stanfield
ProduzioneEndgame Entertainment, KrautPack Entertainment, Onda Entertainment
Anno2016
NazioneUSA
GenereThriller
Durata134'
DistribuzioneBiM Distribuzione
Uscita24 novembre 2016