Idealismo contro pragmatismo. Due modi di vedere la vita, affrontare i problemi, forse risolverli. Questo è il nucleo di Sicario, il film di Denis Villeneuve che racconta la sporca guerra della droga al confine tra gli Stati Uniti ed il Messico. Sporca perchè, al contrario dell’idealismo rappresentato nel film dall’agente dell’FBI Kate Macer (Emily Blunt, perfetta), combattuta da due fronti in cui nessuno è innocente e/o colpevole a priori. Lasciate ad altri la visione dicotomica del mondo in bianco e nero, buoni e cattivi, bene o male. Il teatro di guerra è un’immenso limbo di zone grigie, più o meno marcate a seconda delle esigenze pragmatiche di una o l’altra parte.sicario
Pragmatismo che prende corpo nella figura di un alto funzionario a capo di una task force governativa per la lotta alla droga (Josh Brolin). Tra i due poli, si muove come un pendolo mosso da forze misteriose che si dipaneranno lungo il corso della storia, l’ambiguo e impenetrabile consulente interpretato da Benicio Del Toro, il Sicario del titolo.

Questo triangolo è dunque il protagonista di una pellicola che sembra uno spin-off della serie televisiva The Bridge, ambientato nelle medesime località, dove la legge è sospesa come nel Far West; dove intere famiglie spariscono al tramonto per decisione di altrettante famiglie che viste nella loro intimità sembrano apparentemente normali; dove i corpi mutilati di nemici o traditori vengono appesi ai ponti delle highways o murati tra le intercapedini di vere e proprie case dell’orrore; dove al tramonto le strade si riempiono di spari e armi di ogni genere quasi fossero a Baghdad durante la Guerra del Golfo.

Benvenuti nell’inferno in terra che la pellicola mostra fin nei minimi dettagli, senza compiacenza ma con un attenzione al dettaglio quasi documentaristico. Ma chi si aspetta il solito action movie, rimarrà deluso. Perchè il sicario0004regista Denis Villeneuve, a discapito del cognome che porta, racconta il tutto tenendo il ritmo della narrazione molto basso, facendo pesare ogni pallottola sparata, ogni lacerazione profusa, ogni morte causata (glaciale quella della famiglia del boss) come un qualcosa di dolorosamente inevitabile e pragmaticamente ineluttabile.

Questo lascia allo spettatore il tempo di guardare, pensare, valutare, soppesare e riflettere su quella che è una vera e propria guerra fatta da troppe vittime civili ed indifese, contro la quale, una volta schieratisi, non si può guardare troppo per il sottile, sporcandosi le mani… pesantemente.

Lo spettatore, come l’agente dell’FBI, viene accompagnato in questa discesa negli inferi, immerso in quella melma oleosa di chiaroscuri in cui nulla è come appare a prima vista, ma i cui piani vengono lentamente svelati, rivelando la loro vera essenza. Un film che cresce col tempo, che se lasciato sedimentare, rivela a distanza i suoi aromi migliori.

Titolo originaleid.
RegiaDenis Villeneuve
SceneggiaturaTaylor Sheridan
FotografiaRoger Deakins
MontaggioJoe Walker
ScenografiaPatrice Vermette
MusicaJóhann Jóhannsson
CastEmily Blunt, Josh Brolin, Benicio Del Toro, Jon Bernthal, Jeffrey Donovan, Raoul Trujillo, Maximiliano Hernández, Sarah Minnich, Daniel Kaluuya, Lora Martinez-Cunningham
ProduzioneBlack Label Media, Thunder Road Pictures
Anno2015
NazioneUSA
GenereThriller
Durata121'
Distribuzione01 Distribution
Uscita24 settembre 2015