paradise-beach-locIl più feroce predatore della Terra contro il più feroce predatore dei Mari: Uomo vs Squalo Bianco.

Potremmo semplificare in questa sorta di uno contro uno, il cuore di un film che ha il pregio di non andare troppo per il sottile, senza preamboli che non siano funzionali al raggiungimento del fulcro della narrazione che è l’incontro-scontro tra una giovane surfista in una spiaggia misteriosa del Messico ed un immenso squalo bianco, che a poche decine di metri dalla spiaggia, decide testardamente di voler pasteggiare con le giovani carni della nostra protagonista (Blake Lively) nonostante un enorme cetaceo spiaggiato a disposizione.

Misteri della natura o meglio di un certo cinema di pura evasione.

La differenza che passa tra un classico come Lo squalo di Spielberg e questa pellicola è la medesima che passa tra il concetto di tensione e quello di shock. Immaginate due uomini seduti ad un tavolo. Sotto di questo è posto una bomba con timer pronta ad esplodere.
Caso 1 (suspense): la macchina da presa indugia sulla conversazione dei due ignari commensali, staccando di tanto in tanto sul timer della bomba sempre più vicina alla deflagrazione. Questo rende lo spettatore conscio del pericolo imminente creando tensione e costruendo una suspense più o meno sostenibile.
Caso 2 (shock emotivo): la macchina da presa inquadra i due commensali all’oscuro della bomba posta sotto il loro tavolo, alla stessa stregua dello spettatore che viene sorpreso dall’improvvisa esplosione della bomba e dalle carni lacerate dei due.

paradise-beach-01Paradise Beach – Dentro l’incubo manca completamente la suspense che la pellicola di Spielberg sapeva costruire prima di sfociare nel liberatorio finale, ma punta senza fronzoli allo shock emotivo dell’attacco, dei denti aguzzi pronti a lacerare giovani carni irrorate di rigoglioso e saporito sangue. D’altra parte dietro la macchina da presa si cela quel Jaume Collet-Serra, regista spagnolo, noto ai più per l’inguardabile remake de La Maschera di cera, memorabile solo per la scena in cui l’odiosa Paris Hilton (si proprio lei) viene massacrata dal cattivo della situazione, ed un background nell’ambito pubblicitario e videomusicale che riemerge nelle sequenze iniziali da Ufficio Promozione Turistico.

Lasciate da parte la metafora delle nostre peggiori paure impersonata del grande squalo bianco; concentratevi sul viscerale corpo a corpo tra uomo e la natura, amore e odio, difesa ed attacco su cui il film è costruito e si sviluppa concludendosi come peggio non potrebbe. Insomma una pellicola di fine estate che ci si potrebbe godere a casa in dvd, durante una fredda serata d’inverno sognando le vacanze appena concluse e progettando le future, eslcudendo misteriose spiagge messicane popolate da surfisti boriosi e privi di minima empatia.
Confesso senza ritegno di aver tifato per lo squalo per tutti gli 86 minuti di proiezione…

Titolo originaleThe Shallows
RegiaJaume Collet-Serra
SceneggiaturaAnthony Jaswinski
FotografiaFlavio Labiano
MontaggioJoel Negron
ScenografiaHugh Bateup
MusicaMarco Beltrami
CastBlake Lively, Óscar Jaenada
ProduzioneWeimaraner Republic Pictures, Ombra films, Sony Pictures Entertainment (SPE)
Anno2016
NazioneUSA
GenereHorror
Durata86'
DistribuzioneWarner Bros. Pictures
Uscita25 agosto 2016