Un giorno del 1956, Michael Bond vide un orsetto di peluche sul ripiano di una vetrina di un negozio della stazione di Paddington e fu preso da un’insolita tenerezza; mentre lo portava a casa per regalarlo alla moglie, immaginò che arrivasse dall’”oscuro Perù” affascinato da Londra alla ricerca di una nuova famiglia. Ne nacquero una serie di vendutissimi libri per bambini, serie tv, cartoni e finalmente ora la trasposizione cinematografica, nella quale appunto l’orsetto viene adottato da una bizzarra famiglia inglese, trova una certa difficoltà ad usare i servizi igienici e la metropolitana, ma soprattutto deve stare attento a non finire impagliato nel Museo di Storia Naturale da una crudele tassidermista (Nicole Kidman).

Tra i tanti meriti di questo film, c’è quello di ambientare le vicende ai giorni nostri senza però snaturare lo spirito delle avventure e dei personaggi. Il fatto che Paddington si trovi in una metropoli, Paddington-Posterche sia animato al computer così scrupolosamente da recitare come e meglio di un uomo, non gli impediscono di restare lontano dalla volgarità e dalla rumorosità di tanto cinema per bambini contemporaneo. Con lo stesso cappello, la stessa educazione e la sua goffaggine riesce a far ridere senza dover mettersi a ballare in discoteca o fare pernacchie.

La stessa produzione di Harry Potter e un regista che nell’ambientazione strizza l’occhio a certi effetti retro alla Wes Anderson e in altri momenti gioca sulle gag slapstick dei vecchi cartoni Warner, sfruttano al meglio la patina british dell’ambientazione per raccontare le vicissitudini di questo novello Oliver Twist, giunto in Europa convinto di incontrare l’esploratore che gli aveva promesso ospitalità al loro primo incontro in Sud America. La dinamica con cui l’animale conquista uno ad uno i membri della nuova famiglia è quella usata al cinema da più un secolo, cioè da quando Charlie Chaplin nel “Il monello” non sapeva come liberarsi del bambino che aveva trovato sul suo cammino finché non capì che quell’incontro aveva cambiato per sempre la sua vita.

Dalle origini della letteratura, agli animali parlanti è riservato il compito di rappresentare determinati sentimenti e caratteristiche che negli uomini faticheremmo a riconoscere: una totale ingenuità e purezza d’animo sono appannaggio esclusivo di un cucciolo d’orso o di un bambino, che è anche il destinatario principale di quest’opera. Il messaggio sotteso è che non bisogna avere paura del “diverso”, che sia uno straniero arrivato da lontano, o semplicemente un animale che mette a soqquadro una casa perfettamente arredata. Giustamente il film esce a Natale, periodo in cui si dovrebbe essere ottimisti e immaginare che agli angoli delle strade suonino belle musiche caraibiche (il gruppo che appare è prodotto dall’etichetta di Damon Albarn) e tassidermisti e bracconieri siano isolati e patetici cattivi da sconfiggere sorridendo. Speriamo che a partire da quest’anno lo spirito natalizio duri un po’ più a lungo.

Titolo originaleid.
RegiaPaul King
SceneggiaturaPaul King, Hamish McColl
FotografiaErik Wilson
MontaggioMark Everson
ScenografiaGary Williamson
CostumiLindy Hemming
MusicaNick Urata
CastHugh Bonneville, Sally Hawkins, Nicole Kidman, Julie Walters
ProduzioneAnton Capital Entertertainment, TF1 Film Productions, Canal+
Anno2014
NazioneUK
GenereCommedia
Durata97'
DistribuzioneEagle Pictures
Uscita25 dicembre 2014