La locandina

La locandina

La vita del primo artista nero ad avere successo in Francia. In estrema sintesi è questa la storia raccontata in “Mister Chocolat”, diretta da Roschdy Zem (attore molto noto nel cinema francese). Siamo agli inizi del secolo in un circo di periferia: qui l’ex schiavo Rafael Padilla, nome d’arte Chocolat (Omar Sy), si guadagna da vivere spaventando il pubblico nella parte di un selvaggio. Quando il clown Footit (James Thiérrée), lo vede esibirsi, ne intuisce le potenzialità e gli propone di creare un duo comico: il clown bianco e l’augusto. «Non sto cercando un negro, cerco un clown», gli dichiara convinto.

Siamo negli anni della Belle Epoque parigina ed è ancora molto difficile fare strada per un uomo di colore, considerato a tutti gli effetti un diverso. Eppure la loro bravura e originalità è così travolgente che dal circo di periferia passano velocemente al successo di provincia, fino alla scrittura in un noto teatro di Parigi grazie a Joseph Oller, un impresario parigino. Oltre alla fama, però iniziano i veri problemi: Chocolat ama le donne, le droghe e il gioco d’azzardo… Finisce in prigione dopo essere stato denunciato perché sans papier; il compagno di cella è un haitiano politicamente attivo che lo stimolerà a smettere di farsi «prendere a calci dai bianchi», spingendolo ad intraprendere la carriera di attore. Chocolat si lancia nella prosa, proponendosi per il ruolo del primo Otello “vero non dipinto”. Il successo sperato non arriva, tanto meno la fama: la carriera e la vita si concludono in una roulotte, a soli 50 anni.

Omar Sy nei panni di Otello

Omar Sy nei panni di Otello

Senza trascurare le innegabili qualità della vicenda, che racchiude in sé un pezzo di storia del teatro, del circo e dell’evoluzione del gusto, “Mister Chocolat” non sostiene le premesse. Omar Sy interpreta per tutto il film il personaggio che conosciamo, scoperto grazie a “Quasi amici” di François Cluzet: si compiace del suo bel sorriso aperto e sincero, cambia abito e pettinatura ma non è in grado di reggere una vicenda così realistica. Scene e costumi danno l’idea di aver sì investito economicamente, ma più in un negozio che affitta abiti in costume, che in un reparto di sartoria. Discorso valido anche per la fotografia, piatta, senza le giuste luci che come diceva Alfred Hitchcock sono l’unico mezzo che trasforma l’immagine in cinema. Eppure quando Sy recita al fianco del coprotagonista e spalla James Thiérrée (nipote di Charles Chaplin e anche nella realtà artista circense), scatta la magia e si torna al cinema, ci si appassiona quasi si fosse davanti ad uno spezzone di “Amanti perduti (Les Enfants du paradis)” di Marcel Carné. Certo, un paragone troppo pesante, ma che probabilmente dà l’idea di quello che avrebbe potuto essere e invece non è “Mister Chocolat”.

Titolo italianoMister Chocolat
Titolo originaleChocolat
RegiaRoschdy Zem
SceneggiaturaCyril Gely
FotografiaThomas Letellier
MontaggioMonica Coleman
ScenografiaJeremie D. Lignol
CostumiPascaline Chavanne
MusicaGabriel Yared
CastOmar Sy, James Thierree, Clotilde Hesme, Olivier Gourmet, Frédéric Pierrot, Noémie Lvovsky, Alice de Lencquesaing, Olivier Rabourdin
ProduzioneMandarin Films, Gaumont, M6 Films
Anno2016
NazioneFrancia
GenereDrammatico
Durata110'
DistribuzioneVidea
Uscita07 aprile 2016