Giunto al quinto capitolo, la serie Mission Impossible si stà avviando pericolosamente verso una Zero-Zero-Settimizzazione di cui l’ultimo capitolo (Rogue Nation) è uno calzante esempio a partire dal prologo adrenalitico prima dei titoli di testa fino a personaggi e situazioni.

Il Sindacato con cui l’agente Ethan Hunt (lo splendido, per tenuta fisica, 53enne Tom Cruise) si scontra in questo capitolo, assomiglia sin troppo all’organizzazione criminale della Spectre; il direttore del MIT (Mission Impossible Team) è un giovane, moderno e oggi maschile M.; la tecnologia di cui si avvalgono Ethan ed i suoi amici non ha nulla da invidiare a quella messi a disposizione di James Bond da Q. Anche qui nel giro di due ore e 10, la durata (eccessiva) della pellicola, si rischia di fare il giro del mondo, le scene d’azione sono sempre più mozzafiato e sbalorditive e c’è una donna canaglia e doppiogiochista come contr’altare al nostro eroe. Non mi sorprenderebbe da qui a due anni assistere ad una pellicola in cui l’agente Ethan Hunt si scontri con James Bond in persona; sarebbe come fare un film in cui Superman incontra Batman… (Batman v Superman: Dawn of Justice di Jack Snyder: uscita italiana 24 marzo 2016).

Certo Ethan non si fa tutte le donne del film come 007 (che siano colleghe, agenti nemici o vittime sacrificali); non beve Martini o altra sorta di alcolici; non ha la licenza di uccidere ma di distruggere ogni cosa gli capiti a tiro si, come esplicato nella sequenza in cui il capo della CIA – un imbolsito Alec Baldwin –  mostra gli effetti catastrofici dell’azione del Mission Impossible Team in giro per il mondo (che sia il Cremlino o centrali nucleari di paesi canaglia, poco importa).

Qui assitiamo alle sempre più acrobatiche esibizioni dell’agente Ethan, che agisce al di fuori della legalità (007 Vendetta Privata) vista la chiusura del MIT da parte della CIA e ricercato (Il fuggitivo) per i disastri compiuti in giro per il mondo, dare la caccia insieme al suo team carbonaro agli ideatori di questo famigerato (per pochi e non per tutti) Sindacato che pare coperto alle più alte sfere politiche ed economiche.

Chip e transazioni bancarie, giochi-doppiogiochisti-controdoppiogiochisti, piani di distruzione locale ed attentati alle più alte sfere politiche europee (dal Cancelliere Austriaco al Primo Ministro inglese) sono tutti elementi che vanno a comporre la sceneggiatura di Christopher McQuarrie, qui nelle vesti anche di regista, che con questo suo ultimo lavoro pare dimostrare ancora una volta di aver già dato il meglio di sè in carriera; d’altronde quando uno debutta con la sceneggiatura capolavoro de I soliti Sospetti, è difficile mantenere un tale livello di scrittura, ritmo, dialoghi e personaggi.

La visione di questa pellicola produce lo stesso risultato di un pranzo di Natale consumato in poco meno di mezz’ora. Un susseguirsi di piatti, ingredienti, portate che non si fa in tempo a degustare e godere. Il ritmo della narrazione è costantemente bloccato a cadenze vertiginose; i personaggi stereotipati al punto che se uno spetttatore non avesse visto alcuno dei quattro precedenti capitoli, non gli cambierebbe di una virgola il senso di quest’ultimo. Manca una climax emotivo, drammaturgico, – vabbè la sparo grossa – psicologico che aiuti lo spettatore ad entrare in minima confidenza con personaggi ed eventi.
Il risultato è un frastuono dagli effetti devastanti quanto quelli di un rave party. Fracassone!!!

Titolo originaleid.
RegiaChristopher McQuarrie
SceneggiaturaChristopher McQuarrie
FotografiaRobert Elswit
MontaggioEddie Hamilton
ScenografiaJames D. Bissell
CostumiChristof Roche-Gordon
MusicaJoe Kraemer
CastTom Cruise, Jeremy Renner, Simon Pegg, Rebecca Ferguson, Ving Rhames, Alec Baldwin, Sean Harris, Simon McBurney, Zhang Jingchu, America Olivo, Jens Hultén, Tom Hollander
ProduzioneBad Robot Productions, Skydance Productions, Paramount Pictures, China Movie Channel, Alibaba Pictures
Anno2015
NazioneUSA, Cina
GenereAvventura
Durata131'
DistribuzioneUniversal Pictures
Uscita19 agosto 2015