Ancora la Buy? Già, ancora la Buy. Sembra che il cinema italiano non possa farne a meno: soprattutto quando si tratta di interpretare una donna di mezz’età dall’aria stanca e vagamente depressa, con qualche difficoltà relazionale e un paio di incubi notturni.

Mentre sta girando il suo ultimo film, un regista si trova ad affrontare la malattia della madre: la storia di “Mia madre” nasce proprio dall’esperienza autobiografica di Nanni Moretti, che tuttavia ha preferito non interpretare direttamente il ruolo del pmia-madre-locandina-lowrotagonista e lo ha trasferito su una donna, la Buy appunto. Moretti ha ritagliato invece per sé la parte del fratello: è un alter ego della protagonista, la voce della coscienza, del buon senso e della follia consapevole. Margherita Buy è perfettamente calata nella parte, ma il suo ruolo è ricalcato in modo così evidente sulla personalità di Nanni Moretti, che ad ogni battuta si sente nostalgia di quest’ultimo, si pensa inevitabilmente a come l’avrebbe pronunciata lui. Un po’ come accade nel cinema di Woody Allen: quando Allen fa interpretare ad un altro attore il suo personaggio, si sente nostalgia di Allen, lo si vede in controluce.

Si può rintracciare la chiave di una simile scelta nella frase che la protagonista ama ripetere sul set: «deve vedersi l’attore, accanto al personaggio». Evitare dunque una completa identificazione tra personaggio e attore, e ricercare al contrario un’interpretazione leggermente distaccata e straniante.

In realtà, “Mia madre” è un film lontano dagli arzigogoli intellettuali, doloroso senza eccessi retorici; siamo dalle parti di “La stanza del figlio“: con meno complessità, forse. È un’opera intima, semplice, delicata, anche nelle scelte musicali. La componente metacinematografica, spesso presente in Moretti, è qui occasione per alleggerire il tono, con un Turturro esilarante nella parte dell’attore burlone e svampito. Non manca un tocco di autoironia nel tratteggiare la figura del regista: in fondo, «il regista è uno stronzo», che non dovrebbe essere assecondato sempre e comunque.

Realistico e commovente, nell’interpretazione di Giulia Lazzarini, il ritratto dell’anziana insegnante in pensione, che quando il corpo e la mente sembrano sfuggire al controllo, si aggrappa ai suoi cari libri, al senso logico dell’amato latino.

RegiaNanni Moretti
SceneggiaturaNanni Moretti, Francesco Piccolo, Valia Santella
FotografiaArnaldo Catinari
MontaggioClelio Benevento
ScenografiaPaola Bizzarri
CostumiValentina Taviani
CastMargherita Buy, John Turturro, Giulia Lazzarini, Nanni Moretti, Beatrice Mancini
ProduzioneFandango, Sacher Film, Rai Cinema in co-produzione con Le Pacte e con Arte
Anno2015
NazioneItalia
GenereDrammatico
Durata106'
Distribuzione01 Distribution
Uscita16 aprile 2015