Esistono due categorie di film che proprio non riesco a digerire. Pellicole per cui scatta automatico un profondo, irrazionale e pregiudiziale fastidio: la prima categoria è quella delle pellicole promosse come “tratte da una storia vera”, la seconda categoria è quella dei film ambientati nel mondo del baseball.

I film tratti da una storia vera non li tollero perché è grottesco considerare l’ispirazione ad un episodio reale un valore arte-di-vincere locaggiunto di un prodotto di finzione, per giunta articolato con un suo linguaggio e una sua precisa retorica. Ovvio, questa contestazione non è contro i film, quanto piuttosto contro una certa ingenuità diffusa tra gli spettatori che gli uffici marketing spesso cavalcano.

I film ambientati nel mondo del Baseball mi mettono ansia perché, prima di tutto, mi fanno pensare a Sam Raimi (sic) nel momento più basso della sua carriera che dirige un Kevin Costner (uahahaha) nel momento più disperato della sua carriera e, in secondo luogo, perché se di tutta la cultura americana Baseball e burro d’arachidi sono i soli due prodotti che non hanno mai trovato riscontro alcuno in Europa forse un motivo ci sarà.

Con queste premesse, voi capite, L’arte di vincere ai miei occhi partiva malissimo. E invece…

E invece ci troviamo di fronte ad un film magistralmente scritto da Aaron Sorkin, stesso sceneggiatore che già era riuscito a colpirci in The social network. Un film dove il Baseball è poco più di un pretesto, come già lo era Facebook nel film di Fincher, per cogliere e raccontare in modo sottile un certo spirito dei tempi.

Poi, certo, il regista Bennett Miller non ha il talento di David Fincher e L’arte di vincere finisce così per risolversi tutto nei suoi dialoghi brillanti e nella sua metafora. Perché a dire che il film è una storia vera ci pensano quelli dell’ufficio marketing. Uno sceneggiatore sa che una storia è sempre e comunque una metafora del reale, anche quando registra o racconta un fatto realmente accaduto e Aaron Sorkin ci mette uno strepitoso scambio di battute finali per ricordarcelo. [davide luppi]

Titolo originaleMoneyball
RegiaBennett Miller
SceneggiaturaAaron Sorkin, Steven Zaillian
FotografiaWally Pfister
MontaggioChristopher Tellefsen
ScenografiaJess Gonchor
CostumiKasia Walicka-Maimone
MusicaMychael Danna
CastBrad Pitt, Jonah Hill, Philip Seymour Hoffman, Robin Wright, Chris Pratt, Stephen Bishop, Brent Jennings, Tammy Blanchard, Glenn Morshower, Sergio Garcia
ProduzioneColumbia Pictures, Scott Rudin Productions, Michael De Luca Productions, Film Rites, Specialty Films
Anno2011
NazioneUSA
GenereDrammatico
Durata133'
DistribuzioneSony Pictures Releasing Italia
Uscita27 gennaio 2012