Un pianista jazz e un’aspirante attrice si incontrano e si innamorano nella città dove tutti sognano di diventare delle stelle (Los Angeles, California) dando via a una storia vivace e ricca di musica, ballo e canzoni.

la-la-land-1La La Land, che aveva inaugurato l’ultima edizione della Mostra Internzionale d’Arte Cinematografica di Venezia (Coppa Volpi a Emma Stone per la Miglior Attrice) e fresco vincitore di 7 Golden Globe (tra cui Miglior Film Commedia, Regia, Sceneggiatura e attori protagonisti), è un film che rende omaggio ai classici musical della Hollywood Anni 50. A partire dalla scelta estetica, il regista Damien Chazelle – reduce dai successi del suo film premio Oscar Whiplash – sceglie il formato Cinemascope e l’uso del Technicolor capace di esaltare i colori della messa in scena attraverso accesi blu, rossi, verdi e rosa, colori dominanti di questo sogno a ritmo di jazz.

Sì perchè il film è costruito come una partitura jazz, dove a turno ogni strumento prende il sopravvento sugli altri, destrutturando accordi e riscrivendoli secondo la propria sensibilità e peculiarità, mantenendo inalterata la melodia. Così è La La Land, una variazione sul musical a due voci, quelle dei due protagonisti Emma Stone e Ryan Gosling. La pellicola segue le vicende dei due protagonisti attraverso il loro punto di vista, alternandolo come voce narrante o dando dello stesso evento le due versioni. Questa alternanza crea azione e movimento che sono le peculiarità di una pellicola costruita come una giostra in continua evoluzione. La stessa macchina da presa è in continuo movimento accompagnando le azioni ed i passi di danza che costellano la storia: “Whiplash era montaggio, rifletteva il tempo e il ritmo delle percussioni – racconta il regista – La La Land è l’opposto. Whiplash è un film di angoli retti, La La Land di curve. Mi sono ispirato a Max Ophuls, maestro dei movimenti di macchina nella storia del cinema. La mia idea era avere una macchina da presa che senta la melodia, che diventi parte della coreografia.”
la_la_land_posterE così è in effetti a partire dal prologo, un numero musicale alla Busby Berkeley, girato all’incrocio di due autostrade alla periferia di Los Angeles la 110 e 105. Girato con un unico piano sequenza, la macchina da presa danza insieme agli attori tra le automobili ferme ed incolonnate, realizzando una scena che lascia senza fiato e gli occhi pieni di meraviglia. Una sensazione che si ripete da lì a poco nella sequenza casalinga con Emma Stone e le sue coinquiline protagoniste e la successiva alla festa in una villa sulle colline di Los Angeles. La macchina da presa, e di conseguenza lo spettatore, sono posti al centro dell’azione svelando la seconda influenza che ha colpito il regista prima delle riprese: “Toro scatenato pone una domanda: cosa succede se metti la macchina da presa all’interno del ring? E io ho voluto mettere la macchina all’interno del ballo e dare così l’impressione che tutto si svolga intorno a chi guarda.” Un po’ come fece il regista Baz Lurhmann nel suo stupefacente Mouline Rouge.

La la Land inizia in maniera corale (sia nella narrazione che nell’impostazione dei numeri musicali) dando il meglio di se e promettendo moltissimo. Ma con il procedere del racconto, questo si fa sempre più intimista, raccolto, asciutto nei personaggi di contorno come nei numeri danzanti, perdendo quel senso di “maraviglia” che aveva invece caratterizzato la prima parte. Il film mantenendo sempre l’abile il confine tra realtà e sogno, imbocca una via non troppo originale che sa di già visto (si amano, si lasciano e forse si riprendono…) perdendo per strada quel “barocchismo” estetico e artistico iniziale che tanto ci aveva colpito.

la-la-land-2Emma Stone e Ryan Gosling omaggiano alla grande le coppie storiche del cinema hollywoodiano da Fred Astaire e Ginger Roger nel ballo (vedere la sequenza del passo a due con vista su una Los Angeles notturna molto lynchana) e Spencer Tracy e Katherine Hepburn nel recitato. Ma questo continuo omaggiare, ricordare, recuperare i fasti di un passato glorioso, tolgono spontaneità, cuore, anima al film. Ne viene fuori una pellicola che ha il sapore dell’incompiutezza, che inizialmente spiazza e sorprende ma che non riesce mai a colpire emozionalmente.

Titolo originaleid.
RegiaDamien Chazelle
SceneggiaturaDamien Chazelle
FotografiaLinus Sandgren
MontaggioTom Cross
ScenografiaDavid Wasco
CostumiMary Zophres
MusicaJustin Hurwitz
CastRyan Gosling, Emma Stone, John Legend, J.K. Simmons, Finn Wittrock, Callie Hernandez, Jessica Rothe, Sonoya Mizuno, Rosemarie DeWitt
ProduzioneSummit Entertainment
Anno2016
NazioneUSA
GenereMusical
Durata127'
Distribuzione01 Distribution
Uscita26 gennaio 2017