JulietaUn tessuto rosso che palpita, respira, freme. Un primo piano ravvicinatissimo che ci fa sentire la tensione che avvolge questa donna, Julieta, protagonista dell’omonimo film di Pedro Almodòvar, in concorso al Festival di Cannes e nelle sale italiane dal 26 Maggio. Una statuina di terracotta e metallo che raffigura un uomo seduto, emblema della passione e della forza dell’amore. Julieta è così: tenacia e fragilità, amore e arrendevolezza.

Julieta viaggia su un treno, e in questo ambiente stretto e soffocante, metaforico e pieno di suggestioni, tra fermate e scossoni, incontrerà il suo destino. In un attimo si imbatterà nell’amore e nel senso di colpa, le due forze che costituiscono la spina dorsale di questo film.

Con il suo ventesimo lungometraggio, il regista spagnolo ritorna al suo genere preferito: il melò o almodrama, e affida alle sue protagoniste (Adriana Ugarte, Julieta giovane e Emma Suàrez, Julieta matura, entrate di diritto nell’Olimpo del cineasta come muse ispiratrici) il ruolo di una donna tormentata dai sensi di colpa e dall’assenza della figlia che è scomparsa inspiegabilmente dalla sua vita appena compiuti i diciotto anni. Pedro Almodóvar torna a raccontare l’universo femminile ma lo fa con un tono molto diverso…

Qui l’allontanamento immotivato pervade tutto il film e fa di Julieta una eroina tragica, sempre pensierosa (e non è un caso che legga “La tragedia greca”), capace di creare ma priva della forza necessaria per tenere testa ad una vita lastricata da dilanianti addii e strazianti silenzi. Così finisce per soccomberle. In lei convivono le forze insondabili e misteriose di Eros e Thanatos, passione e dolore, vita e morte.

Julieta 1Non è una donna forte e determinata come le eroine a cui il regista spagnolo ci aveva abituato (Volver, Il fiore del Mio Segreto). In questo film a prendere le decisioni sono gli uomini: quel padre che sceglie la vita al dolore e la implora di non colpevolizzarlo, l’amante Lorenzo che sceglierà di rispettarla in silenzio e silenziosamente la aiuterà a ricomporre i pezzi di questo puzzle misterioso che è la sua vita passata. Lei al contrario è tormentata dal senso di colpa, e cerca di sfuggirgli allontanandosene, cercando di soffocare il dolore. Ma sarà il dolore a soffocare lei, perché i nodi vanno sciolti, non basta accantonarli e seppellirli in un angolo della nostra mente per superarli.

Mentre la figlia Antìa cresce, lei invecchia in un attimo. La geniale scena del bagno segna il passaggio dalla depressione alla risalita, dalla giovinezza all’età matura, dalla Ugarte alla Suàrez. L’universo coloratissimo di Pedro Almodovar, che caratterizza tutte le scene che ritraggono la protagonista nel passato e si concretizza nelle immagini di quell’appartamento dalle pareti optical e ricco di contrasti cromatici, sfuma nel bianco abbagliante e insignificante dell’appartamento in cui si rifugia per scappare al dolore, vuoto e impersonale, dove rumorosissimi silenzi fanno da sfondo a conversazioni sospese e sensi di colpa che lacerano.

E’ il senso di colpa il vero protagonista di questo film, capace di annidarsi nelle profondità dell’animo umano e di trasmettersi di generazione in generazione. Causando separazione, distacco, morte e rendendo il destino fatale. Ed ecco che l’almodrama assume a tratti i toni di un noir, soprattutto nella parte iniziale, dai ritmi più serrati e incalzanti.

Questo film è un omaggio alla scrittrice canadese Alice Munro, liberamente tratto da tre racconti della premio Nobel: “Fatalità”, “Fra Poco” e “Silenzio” che hanno come protagonista Juliet.

E’ un film sull’abbandono straziante e la tendenza a colpevolizzarsi che rimane quando qualcuno si allontana inspiegabilmente da noi. Il silenzio e la negazione non curano mai; a curare è l’accoglienza, è passare attraverso il dolore e i sentimenti, è accettarli e viverli. Solo così si può aspettare il miracolo. Solo così il cerchio si riesce finalmente a chiudere.

Titolo italianoJulieta
Titolo originaleJulieta
RegiaPedro Almodòvar
SceneggiaturaPedro Almodòvar
FotografiaJean-Claude Larrieu
MontaggioJosé Salcedo
ScenografiaAntxón Gómezs, Carlos Bodelóns, Federico García Camberos
CostumiSonia Grande
MusicaAlberto Iglesias
CastEmma Suarèz, Adriana Ugarte, Rossy De Palma, Inma Cuesta, Darío Grandinetti, Daniel Grao, Michelle Jenner, Nathalie Poza, Pilar Castro, Susi Sánchez, Priscilla Delgado, Joaquín Notario, Blanca Parés, María Mera, Agustin Almodóvar, Mariam Bachir, Jorge Pobes
ProduzioneEl Deseo
Anno2016
NazioneSpagna
GenereDrammatico
Durata98'
DistribuzioneWarner Bros. Pictures
Uscita26 maggio 2016