gioiellino locIl capitalismo in Italia è come un attacco a tre punte: un giornale, una squadra di calcio, una banca. Il capitalismo in Italia è un sistema fatto di debiti: se il debito ammonta a 100.000 euro è un problema dell’imprenditore, a 1.000.000 è un problema della banca, a 10.000.000 è un problema dello Stato. Così la pensa Amanzio Rastelli, padre-padrone di una grande azienda agro-alimentare ramificata nei cinque continenti, quotata in Borsa, in continua espansione verso nuovi mercati e nuovi settori: quello che si dice un gioiellino. Il management è composto da parenti stretti (figlio, nipote) e personalità di provata fiducia nonostante i loro studi si fermino al diploma di ragioneria. Un management inadeguato ad affrontare le sfide che pone il mercato. E infatti il gruppo s’indebita. Sempre di più. Non basta falsificare i bilanci, gonfiare le vendite, chiedere appoggio ai politici, accollare il rischio sui risparmiatori attraverso operazioni di finanza creativa sempre più ardite… La voragine è diventata troppo grande e si prepara a inghiottire tutto.

gioiellino-01Qualsiasi riferimento a fatti o persone note è voluto. Callisto Tanzi, il caso Parmalat è più di uno spunto intorno al quale è costruito il nuovo lavoro di Andrea Molaioli dopo il notevole La ragazza del lago. E’ il caso emblematico preso a pretesto per raccontare un certo capitalismo creativo, in cui se non hai i soldi, te li inventi. “Ho cercato – racconta il regista – di dar vita ad una storia che potesse essere in qualche modo paradigmatica di quelle condotte imprenditoriali, spregiudicate e sprezzanti di ogni regola, partendo dal presupposto che dietro agli intricati percorsi della finanza si affaccino uomini non sempre all’altezza dei ruoli che ricoprono. Per questo la scelta di raccontare una storia di perdizione e fallimento entrando dentro gli uffici e inseguendo i comportamenti di chi si è reso protagonista di quegli eventi.”

gioiellino-03Una pellicola che non vuole essere un inchiesta sul caso Parmalat, capire i perchè ed i percome, ma cinema puro costruito su quei personaggi che fecero “le imprese”. Un film dal respiro cinematografico grazie ad una sapiente regia che si sente sempre senza vedersi mai, raccontato con ritmo pacato ma incalzante grazie anche alle ipnotiche musiche di Teho Teardo, affidato ad una coppia di attori come Remo Girone nel ruolo di Rastelli/Tanzi e un glaciale Toni Servillo in quello dell’eminenza grigia di tutto, il capo, il ragioniere Ernestino Botta/Fausto Tonna, capaci di opacizzare il pubblico dei loro personaggi per evidenziarne in maniera verosimile e convincente il privato. Il film evita descrizioni sommarie e superficiali; una pellicola che è un gioiellino, di nome e di fatto.

RegiaAndrea Molaioli
SceneggiaturaLudovica Rampoldi, Gabriele Romagnoli, Andrea Molaioli
FotografiaLuca Bigazzi
MontaggioGiogio' Franchini
ScenografiaAlessandra Mura
CostumiRossano Marchi
MusicaTeho Teardo
CastToni Servillo, Remo Girone, Sarah Felberbaum, Lino Guanciale, Fausto Maria Sciarappa, Lisa Galantini, Vanessa Compagnucci, Maurizio Marchetti, Renato Carpentieri
ProduzioneIndigo Film, Babe Films, Rai Cinema, Bim Distribuzione
Anno2011
NazioneItalia
GenereDrammatico
Durata110'
DistribuzioneBiM Distribuzione
Uscita04 marzo 2011