Come l’eloquente titolo anticipa, Allan Karlsson (Robert Gustafsson) nel giorno del suo centesimo compleanno decide improvvisamente di fuggire dall’ospizio che lo ospita; da lì giunge a piedi in una stazione di autobus dove un teppista metà biker e metà skinhead gli affida la propria ingombrante valigia in quanto obbligato a recarsi urgentemente alla toilette.
Per sua sfortuna però, proprio in quel momento passa il pullman del vecchio che si imbarca col suo bagaglio, per giungere in uno sperduto paesino scandinavo dove verrà ospitato da un altro arzillo signore appena conosciuto. Tutto potrebbe risolversi facilmente se la valigia non fosse imbottita di soldi e se il centenario in questione non avesse dalla sua un curriculum pieno di azione, esplosioni, amicizie con dittatori e una grande dose di buona sorte.
L’inseguimento da parte della banda leggitima proprietaria della valigia sarà senza esclusione di colpi e porterà i due attempati eroi ad ampliare il proprio team durante il cammino con altri bizzarri personaggi, come un trentenne laureando in quasi tutto lo scibile ma senza però un solo attestato e una ragazza che si è presa cura di un elefante sottratto alla prigionia di un circo.il-centenario-loc

La trama di questa trasposizione di un fortunato best-seller svedese, perfettamente equilibrata tra la vicenda attuale e i flashback sulla vita del centenario, chiede allo spettatore due sforzi piuttosto usuali di questi tempi: la rinuncia ad una visione razionale e attenta alla verosimiglianza (è più difficile credere ad una vita a contatto con Franco, Stalin e Reagan solo grazie all’amore per le detonazioni o al fatto che due anziani signori possano affrontare un action movie senza colpo ferire?) e la sospensione di un qualsiasi giudizio morale, operazione altrettanto scontata da quando il cinema alla Tarantino ha iniziato a rendere simpatico qualsiasi tipo di criminale con il suo corollario di nefandezze.

Così la narrazione della più classica delle vicende pulp (c’è il Mac Guffin che muove tutta la storia e i cattivi parossistici e ridicoli destinati spesso a morti violente) è inframezzata da escursioni nel Ventesimo Secolo per raccontare le gesta di un novello Forrest Gump, che ha potuto vivere la Storia da vicino grazie al caso e al fatto che abbia fin troppo in comune con il “Bombarolo” cantato da De Andrè.

Così tanti ingredienti, ancor prima di un ritmo serrato, nelle intenzioni degli autori dovrebbero garantire quasi due ore di risate, grazie ad un protagonista a suo agio nei toni comici e ad una ricerca costante della gag anche più immediata. Purtroppo al coinvolgimento iniziale segue un accumulo di personaggi e situazioni che rendono la trama ipertrofica e danno la sensazione che non ci sia a monte una mano capace di amalgamare il tutto e trasportarlo verso una direzione ben precisa.

Probabilmente qualcuno apprezzerà il fatto che il film si lasci vedere osteggiando la noia come un demone malvagio, ma ogni tanto il compito della critica è anche quello di ricordare come il confine tra leggerezza e superficialità sia più labile e sottile di quanto si possa credere.

Titolo italianoIl centenario che salto' dalla finestra e scomparve
Titolo originaleHundraåringen som klev ut genom fönstret och försvann
RegiaFelix Herngren
SceneggiaturaFelix Herngren, Hans Ingemansson
FotografiaGoran Hallberg
MontaggioHenrik Kallberg
ScenografiaMikael Varhelyi
CostumiMadeleine Kihlbom Thor
MusicaMatti Bye
CastRobert Gustafsson, Iwar Wiklander, David Wiberg, Mia Skaringer
ProduzioneNice Flx Pictures, Film i Vast, TV4, Buena Vista International Sweden
Anno2013
NazioneSvezia
GenereCommedia
Durata105'
DistribuzioneEagle Pictures
Uscita24 aprile 2014