La locandina

Povero Pessoa, che fine hai fatto! Mi ricordo gli anni in cui sei precipitato nella mia vita, la traduzione di Tabucchi del “Libro dell’inquietudine”, gli eteronomi, quell’atmosfera portoghese di malinconia, intelligenza, profondità ingabbiata in un quotidiano troppo stretto, la capacità di interrogarsi, di andare oltre la superficie, di lacerarsi nell’indistinto, di assaporare la vita nelle piccole cose e farsi consumare dalla mancanza di amore o forse, dall’incapacità di amare.

Oggi sono andato al cinema spinto da questa intermittenza del cuore. Avevo trent’anni, leggevo Pessoa, regalavo Pessoa, rimorchiavo parlando di Pessoa, poi come sempre succede nel mare dell’inconscio all’onda subentra un’altra onda e piano piano ciò che era il centro del mio mondo intellettuale scompare, diventa un ricordo nostalgico ma privo della sostanza dell’attualità. Dunque vedo il cartello del film “Il banchiere anarchico” tratto dal un racconto di Fernando Pessoa, regia di Giulio Base. Entro nella sala, curioso di veder materializzato l’ingegno di un grande poeta, emozionato di rivivere un capitolo mentale della mia vita cosi significativo.

Povero Pessoa, ti hanno sbranato, ucciso, letteralmente fatto a pezzi. Un guazzabuglio estetizzante, un saggio di fine anno di una scuola privata per giovani senza talento, un esercizio di autoassoluzione per autori di regime. Che tristezza, povero, Pessoa, vedere il tuo banchiere anarchico, cosi raffinato e pieno di chiaro scuri, di spinte e controspinte, costruito per entrare nelle pieghe delle contraddizioni che sono la stoffa dei pensieri con cui si costruiscono le ideologie, trasformarsi in un film vuoto, superficiale, ridondante nella messa in scena inutilmente laccata, esteriore nella recitazione, furbo in una regia troppo magniloquente per non mascherare il vuoto dell’ispirazione.

Povero Pessoa, era meglio se rimanevi là sperduto nei meandri della mia mente, che vigilavi senza che me ne rendessi conto. Vederti così, esplicito e volgare, mi ha fatto male. E rischia di bruciarmi la memoria.

Titolo italianoIl banchiere anarchico
Titolo originaleid.
RegiaGiulio Base
SceneggiaturaGiulio Base
FotografiaGiuseppe Riccobene
MontaggioGabriele Burchiellaro
ScenografiaValter Caprara
CostumiCristiana Alagna
MusicaPietro Freddi
CastGiulio Base, Paolo Fosso
ProduzioneAgnus Dei Production, Rai Cinema, Solaria Film, G.B. Productions, AlberTeam Group
Anno2018
NazioneItalia
GenereDrammatico
Durata82'
DistribuzioneSun Film Group
Uscita10 ottobre 2018