hysteria locIsteria a) nella psichiatria ottocentesca, forma di nevrosi tipica delle donne caratterizzata davari disturbi psichici e da sintomi sensoriali e motori (eccitabilità, irritabilità, accessi nervosi, depressione, angoscia);
b) scoppio di ilarità incontrollata

La scintilla da cui nasce Hysteria è un fatterello storico perlopiù ignoto: l’invenzione del vibratore a batterie, brevettato alla fine dell’Ottocento da un medico inglese assai stimato, un tale Joseph Mortimer Granville, che progettò il dispositivo in tutta serietà per fini esclusivamente terapeutici. Granville lanciò l’apparecchio noto come “martello di Granville”, per alleviare i blocchi e i dolori muscolari. Ben presto, però, il dispositivo fu utilizzato per quello che, all’epoca, era consideratol’unico rimedio efficace per il disturbo, assai diffuso e notoriamente mistificatorio, noto come “isteria”.

Il trattamento consisteva in un “massaggio terapeutico” degli organi femminili “sino al punto del parossismo”, considerato nell’ottica vittoriana come un rilassamento rigorosamente clinico del sistema nervoso, da non confondere in nessun caso con l’orgasmo e privo di qualunque connotazione sessuale.

hysteria-01Ma lontano da ogni declinazione pruriginosa, Hysteria è una commedia che non approfondisce né la ‘malattia’ ne ‘l’invenzione meccanica’ che rimangono sullo sfondo e presto abbandonati per sposare la linea del manifesto femminista, sulla liberazione della donna dai legami e legacci costruiti intorno a lei dall’universo maschile, ben rappresentato nel film dal personaggio interpretato da Jonathan Pryce. Così il film rivela il suo background progressista, la sua dimensione di innocua ed un po’ scontata commediola, capace di accennare ad un tema importante senza né definirlo né approfondirlo.

hysteria-02Presentato in pompa magna al Festival del Cinema di Roma, il film si carattterizza nella prima parte per ritmo e leggerezza di racconto, per poi sgonfiarsi con l’incedere degli eventi e situazioni ed un Rupert Everett in stato di grazia che avrebbe meritato maggior spazio. L’attenzione invece viene presto spostata sui giochi amorosi, sulle dispute pseudo-intellettuali, sui dispetti sentimentali dei due protagonisti Maggie Gyllenhaal e Hugh Dancy che suscitano simpatia ma incapaci di coinvolgere e bucare lo schermo. Un po’ per colpa loro, un po’ per una sceneggiatura che sembra scritta con il Manuale della perfetta sceneggiatura, sin troppo prevedibile. Della serie vorrei… ma non posso!

Titolo originaleid.
RegiaTanya Wexler
SceneggiaturaJonah Lisa Dyer, Stephen Dyer
FotografiaSean Bobbitt
MontaggioJon Gregory
ScenografiaSophie Becher
CostumiNic Ede
MusicaChristian Henson
CastHugh Dancy, Maggie Gyllenhaal, Rupert Everett, Jonathan Pryce, Felicity Jones, Ashley Jensen
ProduzioneInformant Media, Beachfront Films, Forthcoming Productions
Anno2011
NazioneGermania, Francia, UK
GenereCommedia
Durata100'
DistribuzioneBiM Distribuzione
Uscita24 febbraio 2012