hardcore poster95 minuti di proiezione. 197 morti ammazzatti. 12 videocamere HERO3 Black Editions a disposizione della produzione. 3 distrutte durante le riprese. 3 direttori della fotografia che si sono alternati nei 2 anni di durata della produzione. Questi alcuni dei numeri che caratterizzano la prima pellicola girata in assoluta soggettiva dal punto di vista del protagonista. Questi i numeri del pazzoide Hardcore!.

L’idea nasce quando il regista nonchè front man del gruppo punk Biting Elbows, Ilya Naishuller, realizza il videoclip “Bad Motherfucker” girato completamente dal punto di vista del protagonista. Un video talmente ipnotizzante e rivoluzionario da diventare un vero e proprio fenomeno virale, raggiungendo oltre 120 milioni di visualizzazioni nel mondo. Tra questi viewers c’era il regista produttore Timur Bekmambetov che incoraggiò Naishuller ad espandere tale visione in un lungometraggio.

dal backstage

dal backstage

“Il cinema d’azione – racconta il regista qui al suo primo lungometraggio – ha sempre prosperato lì dove riusciva a dare la sensazione di partecipare a situazioni pericolose che nella vita reale la maggior parte delle persone eviterebbe. L’obiettivo del film era allontanare ulteriormente questo limite, mettendo lo spettatore direttamente nel corpo del protagonista, permettergli di vivere direttamente quelle sensazioni emozionanti e primordiali a cui generalmente assiste da una distanza più sicura. La mia maggior preoccupazione non è mai stata l’azione ma se sarei stato in grado di raccontare una storia in una gabbia creativa.”

Ed in realtà di storia in Hardcore ce ne pochina, giusto un abbozzo, appena il minimo indispensabile per dare via all’azione di una serie di ammazzamenti più o meno truculenti, tutti vissuti dallo ‘spettattore’ in prima fila (altro che abbonato RAI) nei panni del protagonista. L’operatore, che con un casco progettatto ad hoc per attuttire le vibrazioni della camera ivi posizionata, è un vero atleta, somiglia ad un ‘tracciatore’ il praticante del parkour, quella disciplina che consiste nell’eseguire un percorso, superando qualsiasi genere di ostacolo vi sia presente con la maggior efficienza di movimento possibile, adattando il proprio corpo all’ambiente circostante, naturale o urbano, attraverso volteggi, salti, equilibrio, scalate, arrampicate e chi più ne ha più ne metta. In più il nostro protagonista, ovvero tutti noi, utilizza ogni tipo di arma bianca, nera, rossa ed arcobaleno per annientare l’esercito di Akan, uno psicopatico dai poteri sovrannaturali che si è messo in testa la deviante idea di conquistare il mondo.

hardcoreSembra di essere all’interno di un videogioco ed in effetti lo siamo, di quelli della tipologia “trova e ammazza”; all’inizio è pure divertente, ma passati i primi venti minuti di novità, sarebbe servita una dose di ironia maggiore di quanta sparsa con estrema parsimonia nella pellicola, per poter reggere il giochetto per un’ora e mezza.

Titolo originaleid.
RegiaIlya Naishuller
SceneggiaturaIlya Naishuller
FotografiaSeva Kaptur, Fedor Lyass, Pasha Kapinos
MontaggioSteven Mirkovich, Vlad Kaptur
ScenografiaMargarita Ablaeva
CostumiAnna Kudevich
MusicaDasha Charusha
CastSharlto Copley, Danila Kozlovsky, Haley Bennett, Andrey Dementyev, Dasha Charusha, Sveta Ustinova, Tim Roth
ProduzioneBazelevs, Versus Pictures Production
Anno2016
NazioneRussia, USA
GenereAzione
Durata95'
DistribuzioneKey Films
Uscita13 aprile 2016