Gueros-posterGüeros è biondo, è pallido, è uova di gallina non fecondato, insomma nella realtà latinoamericana essere appellati così è una offesa bella e buona.

Città del Messico e la sua vertiginosa estensione è una città che allo stesso tempo affascina e spaventa, stordisce e incanta. Con i suoi 20 milioni di abitanti, i suoi colori, le sue atmosfere surreali. Nel primo lungometraggio di Alonso Ruizpalacios la città è protagonista e i colori mancano del tutto perché la scelta del regista è ricaduta sul bianco e nero. Quest’assenza di colori spiazza. Perché la multiforme, eccessiva, esasperante capitale messicana, privata del suo colore abbagliante, è una realtà urlata. I suoni in presa diretta si fanno protagonisti e diventano metafora del colore e delle pulsioni interne dell’animo dei personaggi di questo film che ha vinto il premio come Migliore Opera Prima alla 64esima edizione del Festival di Berlino ed è il film messicano più premiato al Ariel Awards Mexico 2015 con ben 7 riconoscimenti.

0013_stillsguerosDue sono le storie che si incrociano: la storia di Tomàs (interpretato dal bravo Sebastiàn Aguirre), adolescente di Veracruz che, dopo aver esasperato la madre con l’ennesima bravata, viene spedito nel DF dal fratello, e quella della realtà studentesca della capitale messicana, in cui è (o dovrebbe essere) coinvolto Sombra (Tenoch Huerta), il fratello di Tomàs. Arrivato a Città del Messico Tomàs viene catapultato in un disordine totale: il fratello vive con il coinquilino Santos (Leonardo Ortizgris) che dovrebbe essere un compagno di Università ma nel loro appartamento, oltre a mancare la luce, l’acqua, i detersivi e le reti dei letti, mancano anche i libri. Non mancano invece le birre, le carte da gioco, le avventure e la poesia. L’arrivo di Tomàs darà una svolta energica alle loro vite, convincendoli ad andare alla ricerca del suo cantante preferito, l’artista rock messicano Epigmenio Cruz, in fin di vita. Comincia così un lungo viaggio nelle viscere della città, che attraverserà i pericoli della strada e i bar di periferia, l’Università dove si dovrebbero costruire sogni ma spesso si finisce per parlarsi addosso e le feste borghesi, le strade trafficatissime e le traverse senza via d’uscita, lo zoo e l’ospedale, in un crogiuolo di atmosfere divertenti ed incalzanti sottolineate dal ritmo serrato dei movimenti della macchina da presa che non lascia mai prendere fiato.

34Nell’aprile del 1999 Città del Messico viene completamente bloccata dallo sciopero ad oltranza voluto dagli studenti dell’Università Autonoma del Messico contro l’introduzione della quota di iscrizione annuale. Questo dissenso diventerà ben presto un grande movimento studentesco in grado di coinvolgere tutta l’opinione pubblica e di causare numerosi scontri.
In questo film si respira la Rivoluzione e il percorso di formazione, c’è il road movie e perfino la storia d’amore tra Sombra e Ana (Ilse Salas); troviamo una riflessione sulle generazioni in rivolta e quella sulla gioventù immobile e indecisa. “Dove siamo? A Città del Messico” è una battuta ricorrente nel film. Qualunque cosa succeda, ovunque ti trovi, sei a Città del Messico: sud e ovest, centro e periferia, la città è un insieme di microcosmi che diventano macrocosmo e comprende in sé un continente intero, con le sue complessità e i suoi contrasti. Tutto convive in questo bellissimo film ambientato in una realtà così pulsante da sbalordire e affascinare allo stesso tempo, arricchita da una fotografia puntuale e meticolosa che accentua i contrasti della realtà.

0167_stillsguerosE’ un vero e proprio inno alla giovinezza spensierata ed impertinente, ma anche ad una mentalità tipicamente sudamericana che poco è incline al perbenismo forzato e d’apparenza e che vive di spontaneità. E’ un canto d’amore per un certo cinema, quello di Fellini (forse non è un caso che il vero nome di Sombra sia Federico!) e della Nouvelle Vague, con degli omaggi evidenti al Godard di Bande a Part e Due o Tre cose che so di lei. I paesaggi minimalisti e i campi lunghi della prima parte del film lasciano posto al road movie della seconda: la forma si libera, i personaggi respirano aria fresca e si lasciano andare a movimenti e sensazioni nuove. Come afferma lo stesso regista, che per costruire il personaggio di Sombra si è ispirato anche a vicende personali, come il senso di perdizione provato alla fine dell’esperienza universitaria, è una celebrazione della mobilitazione, che non è per forza rivoluzione ma che è lotta contro l’immobilismo e la paralisi. Perché “essere giovani e non essere rivoluzionari è una contraddizione”: ieri, oggi, sempre.

Titolo italianoGüeros
Titolo originaleGüEROS
RegiaAlonso Ruizpalacios
SceneggiaturaAlonso Ruizpalacios, Gibràn Portela
FotografiaDamiàn Garcia
MontaggioYibràn Asuad, Ana Garcia
ScenografiaSandra Cabriada
CostumiIngrid Sac
MusicaTomàs Barreiro
CastTenoch Huerta, Sebastiàn Aguirre, Ilse Salas, Leonardo Ortizgris, Alfonso Charpener, Laura Almela, Raul Briones Carmona
ProduzioneRamiro Ruiz
Anno2014
NazioneMessico
GenereCommedia
Durata111'
DistribuzioneBunker Hill
Uscita23 giugno 2016