Presentato in concorso al Festival del Cinema di Berlino e accolto con grande clamore dalla critica internazionale, Fuocoammare del regista Leone d’Oro a Venezia 2013 con Sacro GRA, uscirà nelle sale italiane il 18 febbraio per 01 Distribution.

Girato e ambientato a Lampedusa è un documentario che racchiude in se alcune storie che girano attorno all’isola situata nel confine, attualmente più complesso tra l’Africa e l’Europa. Se da una parte troviamo le vicende di qualche lampedusano, come il piccolo Samuele che a 12 anni ama tirare con la mazza fionda, andare da solo dai medici ed ha difficoltà nell’imparare l’inglese, dall’altra ci sono i migranti che partono alla ricerca di una speranza, una terra che li possa accogliere.

Dopo El Sicario – Room 164, Boatman, Below Sea Level e appunto Sacro Gra, Rosi intraprende un altro viaggio e fuocoammare-locandinasi sposta sino ai confini italiani con l’Africa, tra i più caldi dal punto di vista della cronaca: Lampedusa.
Per entrare nelle vite degli isolani e per riuscire a trasmettere nel modo migliore il suo messaggio, ha vissuto nell’isola per un anno, documentandosi e documentandoci il contrasto tra la vita sulla terraferma e ciò che accade in mare.
C’è la storia di un giovane, scevro da ogni tecnologismo, che preferisce imparare ad andare in barca piuttosto che utilizzare uno smartphone; ci sono i racconti dei poveri disperati, disposti a spendere migliaia di dollari per fuggire dalle sofferenze del proprio paese; in mezzo uno spazio dedicato a un dottore mostrato nel pieno delle sue mansioni, colto nei racconti dei suoi salvataggi, a contatto con i disperati costretti a viaggiare su barche stracolme dove spesso, non potendosi permettere biglietti di prima classi si trovano a dormire a stretto contatto con la nafta, rimanendo addirittura ustionate.

Nel raccontarci queste storie Rosi è abile nel coinvolgere lo spettatore attraverso un uso della telecamera come possibile occhio di un passante qualunque. Un occhio che entra dentro le storie e utilizza alcuni elementi simbolici e ricchi di possibili significati ulteriori come ad esempio la coperta di color d’oro scelta per coprire i migranti che arrivavano nei centri d’accoglienza, la stessa che viene usata spesso per incartare dei regali, quasi a simboleggiare che quelle persone possono essere un valore aggiunto al paese.

Il titolo “Fuocoammare”, è preso da canzone siciliana della prima metà del Ventesimo secolo, che narra come in caso di problemi in mare come attacchi stranieri o mare mosso durante la navigazione, era uso lanciare dei razzi di soccorso in cielo di color rosso. Oggi il color rosso è dato dai begala di soccorso che Capitaneria di Porto insieme alle associazioni umanitarie, lanciano per illuminare le notti per recuperare centinaia di migliaia di migranti in difficoltà, troppo spesso già morte.

Perchè se un messaggio lancia la pellicola è quello che “è dovere di ogni uomo, che sia un uomo, aiutare ogni persona che si trovi in difficoltà.” Si chiama umanità. [francesco salvetti]

RegiaGianfranco Rosi
FotografiaGianfranco Rosi
MontaggioJacopo Quadri
MusicaGianfranco Rosi
CastSamuele Pucillo, Mattias Cucina, Samuele Caruana, Pietro Bartolo, Giuseppe Fragapane, Maria Signorello, Francesco Paterna, Francesco Mannino, Maria Costa
Produzione21 Uno Film, Stemal Entertainment, Istituto Luce con Cinecittà e Rai Cinema
Anno2015
NazioneItalia
GenereDocumentario
Durata108'
Distribuzione01 Distribution
Uscita18 febbraio 2016