Natale è alle porte e con lui è pronto ad invadere le sale il solito esercito di pellicole luccicanti delle feste, tutte gioia e buoni sentimenti, ottime col panettone nelle fredde serate dicembrine. Ogni tanto però, qualcuna riesce a spiccare per originalità in questo mare magnum, magari finita qui in mezzo solo per strategia di marketing: Florence, ultima fatica di Stephen Frears, ci prova, ma forse non riesce del tutto.

New York, 1944: Florence Foster Jenkins (Meryl Streep), ricca ereditiera con una passione viscerale per la musica, sostiene energicamente la scena musicale della sua città, convinta che in tempi bui come quelli della guerra contro il nazifascismo l’arte debba essere più luminosa che mai. Sempre al suo fianco, l’amatissimo “marito” St. Clair Bayfield (Hugh Grant), attore di scarso talento ora in declino, si prende cura di lei, incoraggiando il patronage che Florence ama offrire a musicisti di successo e non, e assicurandosi che le sue condizioni di salute rimangano stabili. Florence ha infatti contratto la sifilide in giovane età e i medici consigliano il riposo, ma la signora ama cantare e, per quanto sia assolutamente inascoltabile, terribile, una tale verità non può certamente esserle florence-posterrivelata; è compito di St. Clair assicurarsi che l’illusione di essere una soprano straordinaria continui a cullarla. Ma che succede se Florence decide di esibirsi alla Carnegie Hall, davanti a tremila spettatori questa volta non controllati o “corrotti” da St. Clair? La vergogna di essere derisa potrebbe ucciderla o, al contrario, la serata rivelarsi perfino un successo?

Florence è un divertentissimo jingle biografico, caldo e frizzante, ma nulla di più. Certo, la mano di un regista dell’esperienza e del calibro di Stephen Frears c’è e si vede: brioso, ben confezionato, ma sì anche coinvolgente e commovente, senza infamia ma, purtroppo, anche senza particolare lode. Un prodotto insomma assolutamente lineare, proprio quello che ci aspettiamo entrando in sala: niente di più, niente di meno. Lo sceneggiatore, Nicholas Martin (al suo primo lavoro per il grande schermo), ha costruito una serie di quadri spassosi e altrettanti strappalacrime, eppure a fine pellicola è poco quello che ci rimane tra le mani, se non le meravigliose performance dei protagonisti.

Meryl Streep è straordinaria e ci regala una Florence fragile ed ingenua eppure credibile e assolutamente adorabile; ma poteva essere diversamente? Accanto a lei brilla un inedito Hugh Grant, contenuto, maturo e irresistibile nei panni di un personaggio specchio di quello di Florence, altrettanto innamorato dell’arte, altrettanto destinato al fallimento sul palco, forse più tragico ma non meno interessante. Sarebbe poi riduttivo definire “spalla” di questa luccicante coppia il bravissimo Simon Helberg (The Big Bang Theory), che nei panni di Cosme McMoon, il pianista che accompagnò Florence nelle sue esibizioni, riesce a dare libero sfogo sia alla sua abilità al pianoforte che alla sua incredibile verve comica. Con loro, una scoppiettante Nina Arianda che speriamo di vedere più spesso sullo schermo.

Un film perfetto per le feste, di qualità e con un cast straordinario, che pur non segnalandosi come commedia del secolo, almeno per quasi due ore fa il suo lavoro alla grande: intrattenere. Può bastare per questo Natale? Ci possiamo accontentare.

Titolo italianoFlorence
Titolo originaleFlorence Foster Jenkins
RegiaStephen Frears
SceneggiaturaNicholas Martin
FotografiaDanny Cohen
MontaggioValerio Bonelli
CostumiConsolata Boyle
MusicaAlexandre Desplat
CastMeryl Streep, Hugh Grant, Simon Helberg, Rebecca Ferguson, Nina Arianda, David Haig
ProduzionePathè, BBC Films, Qwerty Films
Anno2016
NazioneRegno Unito, Francia
GenereCommedia
Durata110'
DistribuzioneLucky Red
Uscita22 dicembre 2016