1300 a.C.: come è noto, Dio è amore e dunque da 400 anni costringe gli Ebrei, suo popolo eletto, ad una terribile schiavitù sotto il giogo egiziano. Tutto cambia quando Mosè (Christian Bale) scopre che pur essendo stato allevato insieme al futuro faraone Ramses (Joel Edgerton) è in realtà un ebreo sfuggito ad una persecuzione appena nato e dato in adozione alla corte del faraone (John Turturro). Benché guerriero abilissimo e amato dal popolo, Ramses appena salito al trono lo manda in un lungo esilio laddove troverà prima moglie (Maria Valverde) e poi si ricongiungerà al popolo ebraico guidandolo verso Canaan. Purtroppo i Giudei sono stremati e disarmati, quindi dopo un’iniziale guerriglia ai danni degli egiziani, Dio li aiuta amorevolmente subissando di piaghe il territorio (coccodrilli, rane, mosche, cavallette) e concludendo in un ultimo slancio di amorosa bontà con l’uccisione di tutti i piccoli primogeniti egiziani, compreso quello di Ramses. Da qui, ovviamente gli Ebrei hanno via libera verso il Mar Rosso, che si aprirà al loro passaggio affogando però l’esercito egiziano alle loro calcagna, permettendo infine a Mosè di salire sul monte Sinai e riportare sulle tavole i Dieci Comandamenti i quali, contravvenendo con quanto avviene durante tutta la pellicola, ironicamente riportano scritto “non uccidere”.

Ridley Scott ha ormai perfezionato una raffinata tecnica mediante la quale progetta complicatissimi elefanti che partoriscono topolini; il precedente “The Counselor” con il suo cast stellare e la sceneggiatura di Cormac McCarthy era in realtà un puntata di qualche serie poliziesca riuscita male e con qualche sproloquio di troppo, ma qui c’è la specialità della casa: il pasticcio storico. Sì perché dopo “Il Gladiatore” che tanto successo gli arrise tutto è lecito, allora Mosè può combattere vestito da guerriero medievale e il faraone, rasato e con gli occhi inquietantemente truccati come Michael Stipe, può dedicarsi alle pubbliche impiccagioni con ragguardevole anticipo sulle mirabili civiltà europee.exodus-poster

Da “I duellanti”, il vero talento di Scott sembra risiedere nella descrizione dell’azione tout court e allora la scena della battaglia tra Ittiti e Egiziani è uno dei pochi momenti riusciti. Affrontare una storia quasi impossibile come il secondo Libro dell’Antico Testamento sembra invece un atto di presunzione e di mancanza di rispetto non solo verso i credenti, ma anche e soprattutto nei riguardi degli spettatori.
In due ore e mezza infatti si ha il dovere di abbozzare i caratteri dei personaggi principali e non di lasciarli alla mercé degli eventi: l’evoluzione di Mosè, nonostante l’impegno di Bale, resta essenzialmente incomprensibile e l’attore sembra un qualcosa a metà tra un pazzo ed un invasato. Quando dialoga con Dio ha di fronte un bambino un po’ cattivo, mentre quando gli chiedono perché abbia dato fuoco alla città del faraone uccidendo famiglie innocenti risponde che lo ha fatto perché glielo ha detto lo stesso Dio, rendendo sinceramente ardua l’empatia dello spettatore, che nonostante tutto ogni tanto dovrebbe avere accesso alle news dei telegiornali.

Forse questa megaproduzione pensava che a mettere la cosiddetta pezza sulla piattezza della messa in scena e sugli strafalcioni ci pensassero gli effetti in 3D, che in un misterioso progetto di evoluzione tecnologica il Demiurgo del cinema ha messo nelle mani di questa rappresentazione. Ogni vigilia di Natale e di Pasqua su Rete 4 però, intorno alla mezzanotte, le acque del Mar Rosso si aprono intorno al Mosè di Charlton Heston nella tradizionale proiezione de “I dieci comandamenti” forte solo del suo Technicolor, che ahimè vince la sfida della meraviglia a mani basse.

L’unica consolazione viene dal fatto che la prossima volta che leggeremo la notizia dell’ennesimo kolossal nelle mani di Ridley Scott non dovremo avere paura e non aspettarci nulla di nuovo, perché in realtà l’unico intreccio che potrebbe fare al caso della sua idea di cinema oggi sarebbe un infinito inseguimento tra Bugs Bunny e Willy il Coyote, togliendo l’ironia e aggiungendo effetti, costumi e allestimenti senza parsimonia e senza troppo buonsenso.

Titolo italianoExodus -Dei e re
Titolo originaleExodus - Gods and kings
RegiaRidley Scott
SceneggiaturaJeffrey Caine, Steven Zaillian, Adam Cooper, Bill Collage
FotografiaDariusz Wolski
MontaggioBilly Rich
ScenografiaArthur Max
CostumiJanty Yates
MusicaAlberto Iglesias
CastChristian Bale, Joel Edgerton, Aaron Paul, Maria Valverde, Ben Kingsley, Sigourney Weaver
ProduzioneChernin Entertainment, Scott Free Productions, Babieka, Volcano Films
Anno2014
NazioneUsa, UK, Spagna
GenereAzione
Durata150'
Distribuzione20th Century Fox
Uscita15 gennaio 2015