A 20 anni, nel 1942, Maria Fux vide una foglia mossa dal vento che sembrava non volersi staccare dall’albero e decise che da quel momento avrebbe provato a danzare come quella foglia; oggi a Buenos Aires, nella sua Accademia, quella scelta di reinterpretare e reinventare i canoni della danza sono portati avanti da lei stessa che, nonostante abbia superato i novant’anni, è ancora la mattatrice e il nucleo portante delle sue originali lezioni. La più svariata umanità affolla l’aula: due adolescenti con la sindrome di down, una donna con una malformazione alla gamba, una ragazza sordomuta e una giovane italiana che ha da poco perso la madre; ognuno trova il suo spazio e la sua maniera personale di impadronirsi della musica e trarne beneficio.

Il vero punto di forza di questo documentario risiede ovviamente nella stessa protagonista, Dancing-with-Maria-locche col suo carisma e le sue semplici parole riesce a delineare a tratti con poesia quel processo misterioso per cui ogni corpo fa suo il ritmo. Pur avendo un’estrazione classica e una carriera di tutto rispetto, la Fux ha deciso di rendere la danza, di norma tra le discipline più rigide e chiuse, accessibile a chiunque, anche e soprattutto in ragione dei limiti fisici o psicologici, dedicandosi a quella che viene oggi definita “danzaterapia”. La regia segue dunque con cenni mirati il percorso dei personaggi succitati, insistendo sulla commistione tra le parole di Maria e la musica, confidando sulla forza evocativa delle immagini e riprendendo la recente lezione di Wenders in “Pina 3D” nella valorizzazione della danza contemporanea.

All’inizio una giovane Maria balla sulle note di Dizzy Gillespie in una suggestiva sigla televisiva in bianco e nero e forse l’interesse artistico avrebbe tratto beneficio dai filmati di repertorio e dal racconto in prima persona della protagonista, dando conto con più dettagli della biografia della Fux e  togliendo magari un po’ di ripetitività alle riprese in aula. L’aspetto educativo e il significato di fondo restano invece intatti, così come resta impresso il bel finale in cui dall’alto si vedono gli allievi dell’Accademia che in una lenta coreografia riescono letteralmente a prendere possesso di una trafficata strada di Buenos Aires.

Titolo originaleid.
RegiaIvan Gergolet
FotografiaIvan Gergolet, David Rubio
MontaggioNatalie Cristiani
MusicaLuca Ciut
CastMaria Fux, Martina Serban, María José Vexenat, Marcos Ruiz, Macarena Battista,
ProduzioneTransmedia, Imaginada Films, Staragara
Anno2014
NazioneItalia, Argentina, Slovenia
GenereDocumentario
Durata75'
DistribuzioneExit Films
Uscita26 febbraio 2015