Uxbal (un credibile e “provato” Javier Bardem, Palma d’oro a Cannes ex-aequo con Elio Germano e in aria di Oscar come migliore attore protagonista) è un uomo solo che vive alla periferia di Barcellona. La sua vita si alterna tra la gestione dei due figli piccoli, Mateo e Ana, il difficile contenimento della madre dei bambini – con problemi di personalità e di alcol – e la gestione del lavoro. Uxbal, infatti, mantiene i difficili rapporti tra la tra la mala cinese e i venditori Biutiful locambulanti africani. A questo quadro fatto di desolazione e disperazione si aggiunge un suo dono: è in grado di mettersi in contatto con le anime dei morti: offre loro la possibilità di sapere gli ultimi pensieri degli scomparsi. Eppure non è tutto qui: Uxbal scopre di avere pochi mesi di vita, è affetto da un tumore terminale. Prima della sua morte deve quindi trovare il modo di “sistemare” le sue varie famiglie: i figli che rischiano di rimanere in balia della pazzia della madre e i rapporti con gli africani, che con il passare del tempo sono diventati parte preponderante della sua vita.

In “Biutiful” (come secondo Uxbal si pronuncia e scrive la parola inglese) Alejandro Gonzales Iñarritu dopo “21 grammi” e “Babel”, per la prima volta lavora senza lo sceneggiatore Guillermo Arriaga. La mancanza dell’alter ego narrativo si sente, l’immagine domina sulla parola che manca però di un senso compiuto, definitivo, conclusivo. Su tutti lascia incerti il simbolismo del bosco (luogo dove incontra il nonno, che apre e chiude la pellicola): forse una necessaria contrapposizione tra la natura, pacifica e ciclica, e la disperazione della visione di Barcellona che avvolge lo spettatore durante tutto il resto del film.
Una pellicola dolorosa, candidata all’Oscar 2011 per il miglior film straniero, che apre questioni sociali e politiche da varie angolazioni, senza però dare alla fin fine una direzione critica che permetta allo spettatore di provare empatia: l’intreccio non ha presa emotiva. Bardem è sempre in scena, con piani americani o piani strettissimi. È lui il pilastro della vicenda, l’anima della vicenda ed ogni personaggio “esiste” relazionandosi con Uxbal. Una maschera di dolore e sofferenza.

Titolo originaleid.
RegiaAlejandro González Iñárritu
SceneggiaturaAlejandro González Iñárritu, Armando Bo, Nicolas Giacobone
FotografiaRodrigo Prieto
MontaggioStephen Mirrione
ScenografiaBrigitte Broch
CostumiBina Daigeler, Paco Delgado
MusicaGustavo Santaolalla
CastJavier Bardem, Blanca Portillo, Rubén Ochandiano, Félix Cubero, Martina Garcia, Manolo Solo
ProduzioneMENAGE ATROZ, MOD PRODUCCIONES in coproduzione con IKIRU FILMS
Anno2010
NazioneMessico
GenereDrammatico
Durata138'
DistribuzioneUniversal Pictures
Uscita04 febbraio 2011