L’Armorica (vale a dire l’odierna Bretagna) è l’unica parte della Gallia che si ostina a resistere ai Romani. Così il perfido Giulio Cesare intuisce che se non sarà la violenza a sottomettere i rissosi barbari ci riuscirà il suo opposto, cioè una frivola e spiccata civilizzazione. Così nasce il progetto “Regno degli Dei”, lussuoso centro abitativo pieno di ogni comfort da costruire in quelle terre lontane previo disboscamento. Il popolo dei Galli nel vedere le famiglie romane vivere fra cotanto lusso e accrescere i propri affari per la stessa ragione abbocca facilmente alla trappola, e parrebbe proprio che l’infinita tenzone si sia risolta pacificamente, soffocando ogni afflato ribelle con marmi lussuosi, ricchi banchetti e lezioni di protoaerobica. Per fortuna però Asterix e Obelix sono così forti da non cedere neppure alle tentazioni più subdole.

Va detto subito: al contrario degli altri film di animazione che popolano i cinema oggi, i punti di forza di questo sono tutti nella “vecchiaia” del soggetto iniziale. Sia ben chiaro, il lavoro di computer grafica (disponibile anche in 3D) accontenta anche il più nostalgico dei fan dei fumetti per bambini, perché la nitidezza delle ambientazioni e la dinamicità dei protagonisti è sbalorditiva (non a caso, Louis Clichy, uno dei registi, ha lavorato con la Pixar). asterix-regno-dei-posterMa se i pregi di questa pellicola si limitassero solo a questo, se ne potrebbero citare per le stesse regioni altre decine solo negli ultimi anni. Quello che rende davvero interessante questa storia è aver semplicemente trasposto un albo degli anni ’70, con personaggi creati 55 anni fa esaltandone tutta l’attualità.

Non mancheranno di certo la pozione magica, gli inseguimenti e le memorabili zuffe, ma certamente il messaggio e se vogliamo l’insegnamento che anche gli adulti ne possono trarre è tutt’altro che banale: a un certo punto gli schiavi chiedono di affrancarsi e di avere accesso agli alloggi del “Regno degli dei”, così un furbo senatore non cede alla rabbia ma li accontenta facendo capire loro che se vorranno pagare l’affitto delle loro residenze dovranno lavorare comunque alle stesse condizioni per l’esercito romano come liberi soldati.

Il fatto che il torpore e una certa agiatezza siano uno strumento di assoggettamento ben più efficace della cruda violenza è una teoria che oggi risulta ancora più vera di quando fu concepita sull’albo a fumetti. Ciò non toglie però che Obelix resti un tenero mangione, che i centurioni romani siano pigri e ridicoli come la storia di questa saga impone, che il cane Idefix continui ad essere una vera peste e che soprattutto le risate dei più piccoli non vengano a mancare.

Titolo originaleAstérix: Le domain des dieux
RegiaLouis Clichy, Alexandre Astier
SceneggiaturaAlexandre Astier, Jean-Remi François, Philip LaZebnik
MontaggioSoline Guyonneau
ScenografiaCeline Desrumaux
MusicaPhilippe Rombi
ProduzioneM6 Studio, Belvision, M6 Films, SNC
Anno2014
NazioneFrancia
GenereAnimazione
Durata85'
DistribuzioneKoch Media
Uscita15 gennaio 2015