Tutto in una notte. Una casa isolata… due amiche inseparabili… un assassino sanguinario… un’unica regola: SOPRAVIVERE.Alta_tensione LOC

Questa la trama di un horror secco, condensato nella trama, nei personaggi, nell’ambientazione. Un casale perso in mezzo ad un campo di grano che sembra il profondo sud americano ed invece siamo in Francia, che pesca a piene mani nei topoi primordiali del genere horror ma tiene lo spettatore inchiodato sulla poltrona dall’inizio alla fine.
I riferimenti filmici sono evidenti; siamo dalle parti di Non aprite quella porta, La Casa, L’ultima casa a sinistra.

“Ci siamo divertiti ad immaginare tutte le situazioni più tremende che conoscevamo e le abbiamo assemblate in un’ora e mezza di suspence. Abbiamo giocato con tutte le paure primarie, quella dell’ignoto, del buio, la claustrofobia e la morte” raccontano il regista Alexandre Aja insieme al co-sceneggiatore Gregory Levasseur.

Alta tensione è una perfetta macchina di paura, una generatrice di terrore puro e primordiale, con atmosfere soffuse nella prima parte dedicata alla descrizione del casale da cui tutto ha origine per debordare nello splatter più violento e reazionario tipicamente Anni Settanta, con il sangue che schizza sulla macchina da presa colorando di rosso emoglubinico lo schermo e le nostre iridi.

Un film che tralascia inutili preamboli per catapultarci nel cuore dell’azione accanto alle due protagoniste femminili vittime di un violentissimo assassino che irrompe di notte nel casale e da l’avvio alla mattanza. La regia di Aja riesce a creare un clima claustrofobico insostenibile, riempiendo di oscura inquietudine dettagli di vita quotidiana ALTA TENSIONE LOCattraverso giochi di luce, funzionali movimenti di macchina ed un sonoro calibratissimo tra musiche e suoni d’ambiente. Nonostante momenti di puro gore con amputazioni, sgozzamenti e decapitazioni il film vive sull’equilibrio instabile di una angoscia persistente che è tanto nostra quanto quella delle due protagoniste Cecile De France (L’appartamento spagnolo) e Maiwenn. Angoscia che poi esplode nella seconda parte in cui l’effettaccio manifesto, lo schizzo di sangue diviene protagonista assoluto come nella convulsa sequenza della macchina fatta a pezzi da una motosega a lama rotante, insieme ai suoi malcapitati passeggeri.

La trama è tanto pretestuosa quanto funzionale alla scansione degli eventi e al servizio dei nostri peggiori incubi, tant’è che si sorvola sulla “trovata finale” che capovolge inaspettatamente ai più, il senso di quanto raccontato sino a quel punto. Ma perdoniamo con leggerezza questa devianza alla “Sesto Senso” di cui oramai il cinema sembra non poterne più fare a meno; perdoniamo l’assoluta inverosimiglianza su cui poggia la “devianza”; lo perdoniamo sull’altare di 85 minuti vissuti pericolosamente con il fiato mozzato. Sconsigliato agli impressionabili!

Titolo originaleHaute Tension
RegiaAlexandre Aja
SceneggiaturaAlexandre Aja, Gregory Levasseur
FotografiaMaxime Alexandre
MontaggioBaxter
MusicaFrancois Eudes
CastCecile De France, Maiwenn, Philippe Nahon, Franck Khalfoun, Andrei Finti, Oana Pellea, Marco Claudiu Pascu, Jean-Claude De Goros, Bogdan Uritescu
Anno2003
NazioneFrancia
GenereHorror
Durata85'
DistribuzioneEagle Pictures
Uscita05 febbraio 2005