ALICE-NELLA-CITTA-logoDopo i The Pills (e non solo), anche i The Jackal tentano il triplo salto carpiato da sketch da milioni di visualizzazioni su YouTube al lungometraggio per il cinema, con esiti, purtroppo, non del tutto convincenti.

Ciro è un grafico con poca, anzi pochissima fortuna sul fronte lavorativo, una cotta di lunghissima data per Matilde, a cui non riesce a dire di no, e un amico, Fabio, con un immenso amore per gli alieni e la saga dei “Fottuti Musi Verdi“. Dopo aver accidentalmente spedito il proprio curriculum nello spazio, Ciro viene convocato (più che altro, trascinato fuori foto-addio-fottuti-musi-verdi-7-lowdalla sua stanza con raggi luminosi di dubbia entità) dal misterioso Brandon, affinché elabori un nuovo logo per la sua società energetica aliena. Tutto sembra perfetto: finalmente Ciro ha un contratto regolare, uno stipendio, le sue capacità vengono apprezzate e gli sforzi ripagati… Peccato che la Terra abbia un enorme debito per l’utilizzo dell’energia solare proprio con la società di Brandon, intenzionato a risolvere l’insolvenza dei terrestri con un enorme cannone. Riusciranno i nostri eroi a salvare il mondo?

Il grande nodo da risolvere per chiunque passi dal web alla pellicola è la presa di coscienza che si ha a che fare con un linguaggio diverso, con regole, codici e standard differenti. Insomma, ciò che funziona a meraviglia sul web può non reggere altrettanto bene al cinema e se non si corregge bene il tiro, il tonfo, come in questo caso, è dietro l’angolo. Addio Fottuti Musi Verdi poteva essere un divertentissimo B-movie sci-fi, una presa in giro di certa foto-addio-fottuti-musi-verdi-4-lowfilmografia “macha” sugli alieni (come le prime sequenze facevano sperare) o anche una classica commedia rivista e corretta dal tocco The Jackal. Non è nulla di tutto ciò.

Sebbene il film sia sorprendentemente curato dal punto di vista degli effetti visivi – anche se c’è da sottolineare che in questo i The Jackal si sono sempre distinti anche sul web dai loro vari cugini – alla resa dei conti si rivela un collage sgangherato di sketch noti e stranoti al pubblico di affezionati. Nel corso degli anni, i videomaker partenopei hanno elaborato una serie di personaggi, situazioni, battute immediatamente riconoscibili e, come è giusto che sia, tutto ciò ha trovato spazio nel loro primo lungometraggio ma più che come firma o marchio di fabbrica, quasi come unico mezzo per costruire la maggior parte delle scene e delle gag comiche. L’effetto finale è ridondante per chi conosce gli autori e poco apprezzabile dai nuovi adepti. Non salva la situazione il cameo di Gigi D’Alessio, divertente ma anche ormai inflazionato come oggetto comico, né i foto-addio-fottuti-musi-verdi-2-lowriferimenti (troppi e troppo smaccati) al ben più felice Smetto quando voglio di Sydney Sibilla. Si ha insomma l’impressione di guardare qualcosa di fin troppo confuso e superficiale a livello narrativo e facilotto in quanto a comicità .

Se da un lato possiamo apprezzare il tentativo, almeno su carta, di portare al cinema qualcosa di fresco e nuovo, nella pratica non possiamo non constatarne le dovute mancanze.

Titolo italianoAddio Fottuti Musi Verdi
RegiaFrancesco Ebbasta (alias Francesco Capaldo)
SceneggiaturaFrancesco Capaldo, Valerio Cilio, Alfredo Felco, Fausto Rio, Simone Russo, Marco Sani
FotografiaFrancesco Di Giacomo
MontaggioFrancesco Capaldo, Nicola Verre
MusicaMichele Braga
CastCiro Priello, Beatrice Arnera, Ruzzo Simone, Fabio Balsamo, Alfredo Felco, Roberto Zibetti, Fortunato Cerlino, Salvatore Esposito
ProduzioneCattleya, The Jackal, Rai Cinema
Anno2017
NazioneItalia
GenereCommedia
Durata93'
Distribuzione01 Distribution
Uscita09 novembre 2017