In
collaborazione con il sito Cinema
Invisibile, i retroscena, i pettegolezzi,
i commenti fuori di censura sulla 63a Mostra d'Arte
Cinematografica di Venezia da parte dell'inviato
d'assalto Marco Catola!
Giorno per giorno, quello che avreste voluto sapere
sulla Mostra del Cinema e nessuno ha mai osato
raccontarvi...!
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| 30
agosto 2006 |
Ci
risiamo. Basta! Non dirò più come
ogni anno che questa è l’ultima volta
che seguirò il festival di Venezia tanto
non ci crede nessuno. Vi posso solo dire che ci
sono andato vicino. Eh sì a Roma ci sarà
la Festa del Cinema ad ottobre e quindi chi me
lo faceva fare di venire di nuovo a Venezia? Poi
mi sono detto: “oh Dio a Roma? All’Auditorium?
Coi mezzi? Con Veltroni e Rutelli come padrini
della manifestazione?”. No, no, no,
non si può. Allora ho dato uno sguardo
veloce al programma di Venezia e non ci si crede
quest’anno Muller si è davvero superato!
Voi penserete perché ci sarà Lynch,
De Palma, Tsai Min Liang, Stone, Spike Lee, Resnais,
Verhoeven e Aronofsky…Eh no! Semplicemente
perché ha messo in concorso solo due italiani!!!
Che peraltro dovrebbero essere due conferme: una
vecchia (Amelio con La stella
che non c’è) e una giovane
(Crialese con Nuovomondo).
Vi avverto già: non che questo significhi
che me li vedrò, anzi ci sono buone possibilità
che salti Amelio che reggo poco e un po’
meno buone che salti Crialese che conosco meno,
però almeno non siamo ai livelli della
Comencini!
Primo giorno di festival e già ci sono
delle novità: il buon caro Muller ha pensato
bene di mettere proiezioni apposta per i daily,
la categoria più numerosa di spettatori,
così chiamati perché dovrebbero
scrivere quotidianamente dei film ma che in realtà
se ne sbattono e per un motivo o per l’altro
(raccomandazioni?) si trovano a farne parte senza
una ragione se non quella di sbatterti in faccia
la loro priorità di accesso. Anch’io
avevo fatto domanda per l’accredito daily
ma mi è stato detto che l’ho richiesto
troppo tardi e ormai l’ultimo daily era
stato dato a Gianni, il penultimo a Pinotto…
Vabbè sarà per il prossimo anno.
Ogni giorno alla sala Perla ci sono proiezioni
esclusive per i daily così che si spera,
ma ho i miei dubbi, non vengano a rompere le balle
al PalaGalileo, pardon da quest’anno, ecco
un’altra grandiosa novità di Muller!,
si chiama PalaLido, eh sì ci voleva proprio…
Devo dire che per adesso la nuova tecnica di ammollare
il grosso degli accrediti alla sala Perla sembra
dare i suoi frutti, non ci sono state file insormontabili
e neppure risse per vedere De Palma. Oh Dio aspetterei
a cantare vittoria visto che siamo solo al primo
giorno.
Per il resto niente di nuovo a parte una terribile
tempesta che ha inaugurato il festival. In sala
i soliti noti: Anselmona Dell’Olio (che
sapeva della pioggia e si è presentata
in poncho impermeabile), Tatti Sanguineti con
inconsueta barbona da Che, Emanuela Martini con
poco fluente chioma rossa e inconfondibile voce
baritonale, il mio amico Paolo Zelati esperto
di horror in bermuda, la mandria di Cinema Avvenire
che da quest’anno hanno fatto anche loro
il daily format cartaceo come faceva ma non fa
più purtroppo Filmtv e che continua invece
a fare imperterrito Ciak, e persino udite udite
il mitico Francesco Alò, sì proprio
lui, il caro Alò che mai si era concesso
al Lido e che invece anche lui da quest’anno
farà parte della vasta cerchia di nerds
cinefili di Venezia. Ah dimenticavo in sala ho
intravisto pure la metà della coppia di
comici Lillo & Greg, non chiedetemi quale
dei due, non li conosco per nome, era quello più
in carne, che ce faceva a vedersi The
US vs John Lennon non si sa…E anche
l’attrice rasata di Elisa di Rivombrosa,
quella che faceva la cattiva, sì quella
che ha fatto della zeppola un’arma non convenzionale,
credo che si chiami Jane Alexander…
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agosto 2006 |
Mi
ero dimenticato di dirvi due cose: la prima è
che quest’anno non sono da solo come al
solito ma grazie a Dio in mio soccorso è
arrivata, o meglio tornata, Anna Lai, la mia inseparabile
amica-collega-compagna d’avventure; la seconda
è che Alò ha i baffetti da sparviero.
Due cose che non potevo non comunicarvi…Soprattutto
la seconda.
Per quanto riguarda le defezioni invece devo annunciarvi
che quest’anno disgraziatamente non ci sarà
Fabio Melandri, altro amico-collega-compagno d’avventure,
eh sì il buon Melandri ci ha dato buca
ma lo perdoniamo perché il suo primo festival
(AKUO
videoclip music festival) l’ha davvero
stremato e venire a Venezia dopo un simile sforzo
significava la morte. Ma anche un altro grande
ci ha abbandonato, il nostro Valerione Sammarco,
che in realtà non ci ha abbandonato ma
ci ha proprio snobbato, è qui a Venezia
ma non con noi! Da direttore di testata qual è
non se l’è sentita di scendere al
nostro livello e ha preferito fare gruppo con
i suoi esimi colleghi puzzettoni con priorità
di accesso. Per entrambi i disertori vi rimando
a www.ilgrido.org per il Melandri e a www.zabriskiepoint.net
per il Sammarco.
La conferma di fedeltà invece è
arrivata dall’unico, vero, mitico personaggio
della scorsa trasferta veneziana, il regista (folle)
Andrea Costantino, che è tornato con noi
a testimonianza che la passione per il cinema
non si ferma neppure di fronte ai 250 euro di
accredito Industry. Viva Costantino!
Mentre andavo in sala ho visto Romina Power, che
vippona! E con lei c'era pure Fiorucci, lo stilista.
Ecco non lo so ditemi voi...Questo è il
festival di Venezia. |
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settembre 2006 |
C’è
poco da fare questo Muller piace. Almeno così
sembra. Con i precedenti direttori quando, e succedeva
spesso, c’erano film mediocri, sbagliati
(e per sbagliati intendo non adatti al concorso)
o semplicemente brutti nessuno riusciva ad avere
pietà e inveiva contro il personalissimo
gusto di chi li aveva selezionati. Da quando c’è
Muller nessuno osa tanto. Quando c’è
un film pietoso tutti si limitano a dire: “Ah
ma Muller è stato coraggioso ad inserirlo
in concorso!”, oh Dio, che dire? Il
coraggio giustifica l’inettitudine? Forse.
Certo è che Muller è tutto tranne
che inetto. Però se me lo consentite più
che coraggioso è furbetto. Ora con tutte
le sezioni che ci sono, con tutti i film che c’erano
(si vocifera che quest’anno siano stati
visionati per la selezione addirittura 1600 lungometraggi!)
è possibile che il buon caro Muller abbia
inserito due noir come The
black Dahlia e Hollywoodland
in concorso? Ora passi il secondo ma il primo
non era da Fuori Concorso? Quali sono a questo
punto i parametri perché un film sia in
concorso? Su cosa si basa Muller per decidere
che Infamous
è per la sezione Orizzonti e il cartone
giapponese Paprika
è per il concorso? Decisamente interessante
non credete? Voglio dire a Cannes un anno era
in concorso pure Shrek!
Forse c’è un trend intellettuale?
O forse vige la solita legge della promozionale
ormai internazionale del detto latino “Do
ut des”? Non lo sapremo mai…
Diciamo però che per adesso non ci si può
lamentare: il sole è tornato a splendere
in laguna, le file sono sopportabili, la pressione
psicologica ha abbassato la guardia e il programma
sembra rispettare le aspettative. Dopo De Palma
che ci ha fatto sudare freddo per la paura (e
non per il truce smembramento di Betty Short ma
per il sentore che potesse trattarsi della solita
bufala, in realtà non certo capolavoro
ma neppure una bufala, un film senza infamia e
senza lode) il timore maggiore lo serbano gli
altri film americani presenti a Venezia: INLAND
EMPIRE di Lynch che ci auguriamo non sia
una cocente delusione, World
Trade Center di Oliver Stone, The
Black Book di Paul Verohoeven (olandese
ma americano di adozione). Sono questi in realtà
i film che spaventano di più. Tralasciamo
chiaramente il documentario di Spike Lee sull’uragano
Catrina della durata di 255’ minuti!
Nel frattempo vi posso annunciare che per adesso
il film-ecatombe, cioè il film che ha visto
più morti in sala dell’attacco di
Pearl Harbour (e non mi riferisco al film), è
di sicuro il tailandese Sang
Sattawat di Apichatpong Weerasethakul,
che poi è lo stesso di Tropical
Malady! Non solo dormivano tutti senza
ritegno ma non c’è stato proprio
verso di svegliarli a fine proiezione. Alcuni
li hanno portati via in barella. Altro che Fantozzi
alla Corazzata Potemkin!
In sala intanto ho avvistato Pier Maria Bocchi,
il mio idolo, vestito con gilet a strisce da liceale
e borsetta di peluche a forma di Pokemon!, Mereghetti
e pure Grillini! In fila invece ho sentito una
rincoglionita che diceva che quest’anno
in concorso c’è pure il film di Barbara
Alberti! Oh Dio, ho pensato, ma che hanno rimesso
in circolo la legge dei finanziamenti a cani e
porci, quella stessa legge che aveva permesso
a Marina Ripa di Meana di girare quel capolavoro
passato alla storia con il titolo di Cattive
ragazze e a D’Agostino di girare
il suo meraviglioso Mutande
pazze? E invece no, non si tratta di Barbara
Alberti, grazie al cielo, ma di Barbara Albert,
regista austriaca di Fallen.
Meno male, ci mancava solo la Alberti qui a Venezia
e il circo Togni era al completo…
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settembre 2006 |
Sono
arrivati!!! No, non i vip, non vi illudete, intendo
i primi fischi… Sono arrivati e non ci crederete
mai ma sono toccati ad Oliver Stone per il suo
World
Trade Center! Be’ in realtà già
la critica americana l’aveva stroncato considerandolo
uno dei film più pro-America, pro-famiglia,
pro-bandiera a stelle strisce degli ultimi tempi.
E anche il pubblico non aveva gradito molto (il
film è costato 65 milioni di dollari e
ne ha incassati solo 45!). Qualche timido buu!
se l’è beccato pure Verhoeven ma
il suo Black Book,
fumettone spionistico della Seconda Guerra mondiale,
sembra aver riscosso molti consensi. Volevo a
questo proposito farvi notare che i fischi e i
buu ci sono anche quest’anno a testimonianza
che non erano i poveri accrediti culturali, la
massa di cinefili che solitamente accalcava le
sale del Lido per vedersi i film in anteprima,
i soli responsabili di questa incivile usanza,
ahimé tutta italiana temo. Ora vi dico
perché sono così sicuro di questo:
l’organizzazione ha pensato bene di proibire
l’accesso dei suddetti accrediti alle proiezioni
della stampa, quindi vi posso assicurare che alla
proiezione del film di Stone, come a tutte le
altre che ci sono state finora, non c’era
nessun accredito culturale tra il pubblico ma
i fischi si sono sentiti, eccome se si sono sentiti,
sono venuti giù di botto come le Torri
Gemelle!
Le file cominciano ad aumentare, purtroppo siamo
arrivati al weekend e si prospettano momenti duri
per gli accrediti gialli. Eh sì il colore
della sfiga non è il viola ma il giallo.
Il colore dei Media Press, la classe più
infima delle categorie stampa, quella che nel
casellario non trova mai inviti, né gadgets,
né pressbook, gli ultimi degli ultimi insomma.
Speriamo di riuscire ad entrare alle prossime
proiezioni ma la vedo brutta: film come The
Queen di Frears, che si vocifera faccia
il suo passaggio in sala solo a Venezia perché
le indiscrezioni sulla Regina d’Inghilterra
che rivela avrebbero indotto la famiglia reale
a proibirne la messa in circolo, e INLAND
EMPIRE di Lynch susciteranno di sicuro
il delirio e forse sarà un problema recuperarli.
Intanto ieri è arrivata Sandra Bullock…
In pedalò!!! Eh sì la leggenda vuole
che Miss Congeniality non volendo rinunciare al
fittness quotidiano sia stata consigliata dal
suo personal trainer a fare moto in laguna e lei
ha pensato bene di affittarsi un pedalò…
Ma una corsetta per i viali del Lido no? E poi
scusate ma invece di curarsi del corpo, che peraltro
non è un granché, non sarebbe meglio
occuparsi anche un po’ della mente? Voglio
dire la sua Harper Lee in Infamous
non resterà certo nella storia,
neanche il film in realtà… Vabbè
quale altro film della Bullock potrà mai
restare nella storia? Ah sì certo “28
giorni”…
Un gossip: lo sapete chi ho visto quando ero in
fila per entrare al film di Stone? La sig.ra Coriandoli!!!
Sì vabbè Maurizio Ferrini…
Ma la cosa comica è che usciva dalla proiezione
del film di Spike Lee, 255 minuti!!! Vedi a cosa
serve sopravvivere sull’Isola dei Famosi?
A sopravvivere ad un pippone di 4 ore sull’uragano
Kathrina! Viva Ferrini! |
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settembre 2006 |
E’
arrivato! No, non il vip del giorno… E’
arrivato il film più brutto del festival:
trattasi di Para entrar
a vivir di Jaume Balaguerò, enfant
prodige (???) del cinema horror spagnolo, regista
di Nameless, già
presente l’anno scorso qui al festival con
Fragile.
Meno male che Muller ha avuto l’accortezza
di metterlo fuori concorso. Be’ non ci voleva
poi tanto, anche un cieco lo avrebbe escluso a
priori, un sano di mente l’avrebbe bruciato
ma non si può pretendere tanto da Muller…
Intendo la sanità mentale chiaramente.
Intanto il Festival prosegue. La gente pullula
come le api sul miele. Da domani si dovrebbe tornare
alla normalità. Ad essere sinceri però
non ci si può lamentare. Le file sono meno
tediose del solito e la qualità dei film
è davvero medio-alta. Non ci sono schifezze
insomma. Film belli, meno belli ma comunque dignitosi.
Insomma il buon caro Muller migliora di anno in
anno come il buon vino. Io sono astemio però.
Ho visto finalmente le tre madri. Oh Dio mi dimentico
sempre sono solo due (Chiacchiari e Emiliani),
la terza, la mater suspiriorum, la meno velenosa,
alias Demetrio Salvi, non viene mai a Venezia.
All’uscita della proiezione notturna di
Daratt ho visto Chiacchieri
tutto solo soletto, io ero in bici, allora l’ho
preso di soppiatto e gli ho urlato: “Chiacchiari!”,
oh s’è preso un coccolone, mi ha
guardato, ha accennato un sorrisetto ma non mi
ha riconosciuto ne sono certo, aveva una faccia
così sgomento, chissà che ha pensato…
Ho rivisto anche la Anselmona Dell’Olio
con braccio al collo, non mi ricordo se già
ce l’aveva o se la frattura se l’è
procurata qui, comunque speriamo niente di grave,
cos’è l’hanno spinta giù
dal canale non appena ha dato qualche giudizio
sui film? Forse è caduta…
In fila per The Queen
mi è passato davanti il mitico Monicelli,
ahò ma quello non ha più di 90 anni?
Tra lui e Oliveira certo non si sa chi li porta
meglio gli anni…
In sala invece ho riconosciuto un critico, credo
si chiami Rondolino, almeno così ho letto
spizzando sul suo tesserino al collo. Questo esimio
critico è quello che quando l’anno
scorso mi persi la proiezione di Brokeback
Mountain mi disse di non preoccuparmi
perché era sì carino ma non avrebbe
mai vinto! Dopo una settimana si aggiudicò
il Leone d’Oro e io non l’avevo visto.
Dite che dovrei farglielo notare o lascio perdere?
Ma sì magari gli chiedo qualche previsione
per quest’anno… Scusi sig. Dondolino
mi sono perso Paprika,
com’è? Lo recupero? No, non ti preoccupare,
tanto è un film di animazione, non vincerà
mai, ok grazie e tra una settimana: il leone d’oro
va a…Paprika! Ecco speriamo di no, perché
Paprika ormai non lo posso recuperare…
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settembre 2006 |
Hanno
annunciato che oggi è approdata al Lido
Manuela Arcuri… Manuela Arcuri? A fare che?
Un calendario in laguna? Non credo… Forse
a presentare un film? Ah sì “La bombolonaia
di Torpignattara”… No, non credo…
Hmm allora perché è venuta? Voglio
dire lo sa che in questo periodo c’è
un festival di cinema? Quindi che ci sta a fa’?
Vabbè a Cannes c’erano la Falchi
e la Cucinotta, a Venezia non può starci
la Arcuri?
Non c’è da stupirsi più di
tanto, lo sapete chi è la madrina del festival?
Isabella Ferrari! No dico, chiudete gli occhi
e ditemi al volo il titolo di un film della suddetta
attrice? No, Distretto di polizia non vale…
Hmm vediamo un po’ Sapore
di mare dei Vanzina? Troppo importante…
Allora, ecco, be’, vediamo… Oh Dio,
hmm… C’è l’ho sulla punta
della lingua, l’anno ne aveva fatto uno
col marito Renato De Maria, no proprio mi sfugge…
Poco male tanto è madrina lo stesso no?
E non c’è da stupirsi neppure che
in giuria quest’anno ci sia quel simpaticone
di Placido. Sembra quasi che per toglierselo dalle
palle gli abbiano detto: “Tiè,
beccate la giuria e non scassare, se ci sono dei
film di mmerda sei libero di fischiare! Mi raccomando
uno deve vincere il leone però…”
Almeno si potrà sfogare sui film del concorso
e non prendersela più con la stampa colpevole
di non aver amato quel capolavoro di Ovunque
sei. Restando nell’ambito della giuria
del concorso vi posso dire che oltre al suddetto
Placido ci sono anche Catherine Deneuve, meravigliosa
presidentessa, Bigas Luna (!!!), il regista di
Bambola, ve lo ricordate?
L’ultimo capitombolo con anguille annesse
della Marini, Park Chan-Wook, regista coreano
di Old
Boy, Paulo Branco, produttore e distributore
portoghese di quasi tutti i film di De Oliveira,
Chulpan Khamatova, la deliziosa attrice di origini
russe interprete di Luna Papa e Good bye Lenin,
e Cameron Crowe, regista americano di Singles,
Jerry Maguire e Quasi
famosi. Si dovrebbe prospettare una buona
scelta per il leone visti i giurati. Che je dirà
Placido a questi non si sa comunque riponiamo
le nostre belle speranze nella lungimirante Catherine,
dea del cinema di tutti i tempi…
Aiuto! Pericolo bomba! Possibile attentato! Sì,
in mezzo al Vialone che porta al Palazzo del cinema
hanno ritrovato una borsa incustodita. Per un
attimo il Lido si è fermato. Strade bloccate.
La polizia nel panico. Che se fa? Chiamate gli
artificieri!!! Poi una cazzo di vecchina rincoglionita
è emersa tra la folla rivendicando la borsa
da mare… Certo una bomba… Sì
una delle tante che girano qui al Lido…
Come che Isabella Ferrari è la madrina
del festival! Ma per favore… Ah quella non
è una bomba scusate…
Oggi è stata la giornata di Cuaròn,
l’eclettico regista messicano di Y
tu mama tambien e dell’ultimo episodio
di Harry Potter Harry Potter
e il prigioniero di Azkaban. Io nutro per
lui un certo affetto non solo perché il
suo Children
of Men è forse uno dei migliori
film del concorso ma anche e soprattutto perché
è sposato con una bellissima ragazza che
conosco e di cui vi parlo spesso durante le mie
trasferte veneziane. Si chiama Annalisa Bugliani.
Non voglio sempre ripetermi, quella dello spot
lesbico della Campari, quella che stava con Predolin
e lavorava per Telepiù. Insomma lei è
sposata con Cuaròn e ci ha fatto pure un
figlio. Compare anche nel film di Harry Potter,
quando ci sono i quadri viventi lei è la
donna col bambino in mano, presumibilmente il
loro figlioletto. Annalisa meravigliosa. Cuaròn
grande. Forza Children
of Men!!!
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settembre 2006 |
Abbiamo
trovato il secondo bimbo brutto del festival!
Dopo Para entrar a vivir
di Balaguerò ecco un altro film davvero
inguardabile: The
Wicker Man, remake americano dell’omonimo
film degli anni Settanta, per la regia di Neil
La Bute, quello di Betty
Love e soprattutto Nella
società degli uomini. Neil ma che
hai combinato? Che ti è saltato in mente?
Da dimenticare…
Intanto sono arrivati altri fischi e purtroppo
se li è beccati il film di Aronofsky, l’attesissimo
The
Fountain. Vorrei precisare a questo
proposito che i fischi sono arrivati di nuovo
alla proiezione stampa dove non sono presenti
gli accrediti culturali. No, perché dovete
sapere che Muller dopo 40 anni ha diversificato
le proiezioni. I quotidiani (i cosiddetti daily,
colore rosso dei tesserini, sono 1 miliardo e
non si capisce come mai visto che in Italia sono
al massimo una decina i veri quotidianisti, sì
ci sono gli stranieri ma davvero sono così
tanti?) separati dai periodici (quelli con il
tesserino blu, anche loro 1 miliardo e non si
ricapisce visto che in Italia quanti periodici
ci sono che si occupano di cinema, hhm 3? 4?).
E Muller avrebbe fatto questo su richiesta esplicita
di produttori e distributori. Ora a parte che
è offensivo ritenere che i rossi siano
professionisti che non oserebbero mai fischiare
mentre gli altri sì ma poi non è
vero. Se un film è indecente in Italia
(forse anche altrove) viene fischiato. Da tutti.
Rossi, blu e gialli. E pure verdi (i poveri accrediti
culturali). Mi dispiace Muller ma forse il problema
sta a monte. Scegliere film decenti…
Io intanto mi sono perso il film di Estevez Bobby
che è in concorso. E indovinate un po’cosa
hanno detto le persone che l’hanno visto?
Che è bellissimo e che forse vincerà…E
indovinate quale film non verrà replicato
nei prossimi giorni? Bobby!
E te pareva? L’unico film che mi perdo magari
vince…E neanche lo posso recuperare! Ma
va va…
Un’ultima cosa prima di passare al consueto
primo bilancio dei film visti finora: alla proiezione
del film di Tsai Ming-Lian, durante i titoli di
testa, quando compare sullo schermo il nome del
regista, uno scroscio di applausi, ok Tsai Ming-Lian
è da sempre osannato dalla critica. Nel
corso del film, però, vi assicuro che la
maggior parte della gente si è addormentata,
nel buio della sala ho spizzato in giro che io
e Amelie Poulain siamo soliti fare. E non me lo
invento stavano tutti a dormire. Cosa può
essere successo quando si sono accese le luci?
Un altro scroscio di applausi…Ecco ma ora
dico: ma possibile che la stampa italiana sia
ancora ridotta a questa pantomima ridicola? Possibile
che si debba ancora assistere a scene del genere
da parte di cosiddetti professionisti del mestiere?
Io credo che se abbiamo una stampa preoccupata
più all’apparenza che alla sostanza
allora ci meritiamo Tavarelli. Ci meritiamo il
cinema che abbiamo, cioè un cinema che
non c’è. |
| 6
settembre 2006 |
E’
stato finalmente svelato il mistero del film
a sorpresa. Come sapete quel simpaticone di
Muller, da quando è direttore, ha introdotto
il film a sorpresa. Primo anno: Ferro
3 di Kim Ki Duk, secondo anno: Takeshis’
di Takeshi Kitano, quest’anno: Sanxia
Haoren di Jia Zhang-ke, regista cinese
di due mattoni storici del festival di Venezia
Platform del 2000
e The World del
2004. Non c’è due senza tre dunque.
Come Muller avrebbe detto qualche giorno fa
ai curiosi che cercavano di carpire informazioni
sul film a sorpresa. E si riferiva sia al fatto
che il film è orientale come per le due
passate edizioni, sia perché è
il terzo di Jia Zhang-ke a finire in concorso
a Venezia. Deve proprio piacergli a Muller questo
Jia Zhang-ke perché è presente,
per la prima volta nella storia del festival,
anche nella sezione Orizzonti doc con il documentario
Dong.
Intanto io riuscirò a recuperare il film
di Estevez. Grazie a Dio ci sarà una
proiezione supplementare stasera a mezzanotte.
Ahò speriamo almeno che non sia una bufala!!!
Per il resto niente di nuovo: secondo alcune
indiscrezioni il vincitore del Leone d’oro
dovrebbe essere The
Queen di Stephen Frears, io spero proprio
di no. E non perché il film non mi sia
piaciuto, anzi tutt’altro, l’ho
trovato adorabile, non vorrei vincesse perché
da qualche anno a questa parte c’è
la tendenza a far vincere sempre film anglofoni,
di buon livello sì ma un po’troppo
corretti, puntuali, precisi. Insomma io preferirei
un vero colpo di testa dalla giuria. Qualcosa
di inaspettato. Che so? The
Fountain… No dai scherzo, The
Fountain no! Ormai siamo quasi alla
fine. Dubito che ci saranno grandi sorprese
nei prossimi giorni. C’è molta
attesa per il film russo Euforia
su cui Muller punta particolarmente, speriamo
che le attese non vengano deluse come al solito…
Intanto al Lido ha fatto la sua entrée
anche Valeria Marini, hmm una vera diva…
In molti si chiedono che coraggio deve avere
per ripresentarsi in laguna dopo il disastro
di Bambola…
In fila alcuni avrebbero avvistato Giuliano
Ferrara che, oltre ad essere quello che è,
forse non lo sapete ma è anche il marito
dell’Anselmona infortunata… La gente
era preoccupata di restare fuori, temeva che
vista la stazza avrebbe occupato più
di un posto, esagerati, entrare si entra se
mai il problema sorge se te lo becchi seduto
davanti, addio sottotitoli!!!
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settembre 2006 |
Oggi
è stata la giornata dei mattoni. Prima
INLAND EMPIRE di
Lynch, 172 minuti di delirio assoluto. Con tutto
l’amore che provo per il maestro vi giuro
che non ne potevo più di vedere Laura Dern
strillare e infilarsi in corridoi bui per poi
uscirne più stonata di prima. Sarà
che la sala era strapiena e mi sono ritrovato
schiacciato tra una ninfomane e un ciccione che
puzzava di cipolla ma la visione di Lynch è
stata tutt’altro che piacevole. Poi c’è
stato il film a sorpresa 108 minuti di peripezie
di un uomo alla ricerca di moglie e figlia nella
Cina del Sud. Secondo me è il migliore
di tutti i film del concorso e spero che vinca
ma ne dubito, resta comunque un bel mattoncino.
Infine il film di Straub e Huillet, Quei
loro incontri, 68 minuti di declamazione
di versi di Pavese, mamma mia che mattonata. A
fine proiezione ha applaudito solo una persona,
tutti gli altri dormivano… A mezzanotte
ho recuperato finalmente Bobby
ma sono rimasto sinceramente deluso, mi aspettavo
davvero qualcosa di più, da quello che
avevo sentito dire pensavo fosse decisamente meglio.
Avevano pure detto che era uno dei papabili per
il leone ma se vince Bobby
allora il mio tesserino è rosso!
Confermo il livello alto della media dei film,
non c’è paragone con la scorsa edizione.
Intanto ho scoperto perché Jane Alexander
è qui al Lido. Mi sembrava di incontrarla
troppo spesso, mi ero illuso quasi mi seguisse…
Ma de che? Presenta (!!!) il programma quotidiano
di cinema su RaiSat, vabbè meglio lì
che in un film no?
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| 8
settembre 2006 |
E
anche quest’anno il festival è giunto
alla fine. I giochi sono fatti. Mancava solo l’ultimo
film in concorso, l’atteso Nuovomondo
di Crialese. Ora tocca alla giuria. Quest’anno
però forse più di qualsiasi altra
edizione aleggia nell’aria una sconcertante
certezza. Sia pubblico che critica sono per una
volta unanimi sul possibile Leone d’oro.
Eh sì Stephen Frears con il suo The
Queen sembra aver messo tutti d’accordo.
Almeno così risulta dalle pagelline che
il Ciak quotidiano ha pubblicato in questi giorni.
Certo la giuria non è né critica
né pubblico però se questo è
il trend generale, a meno del fatidico colpo di
testa che mi auguro, non ci dovrebbero essere
grandi sorprese quindi andiamo con i consueti
pronostici.
Ecco le possibili candidature:
CONCORSO
THE QUEEN (ci si può stare)
PRIVATE FEARS INPUBLIC PLACES (non sono molto
d’accordo)
EJFORIJA (ci si può stare)
BOBBY (assolutamente contrario)
SANXIA HAOREN (magari è il mio preferito)
NUOVOMONDO (sorpresona!!!)
MIGLIORE REGIA
ALFONSO CUARON (CHILDREN OF MEN)
ALAIN RESNAIS (PRIVATE FEARS INPUBLIC PLACES)
STEPHEN FREARS (THE QUEEN)
EMILIO ESTEVEZ (BOBBY)
COPPA VOLPI MASCHILE
SERGIO CASTELLITTO (LA STELLA CHE NON C’E’)
COPPA VOLPI FEMMINILE
HELEN MIRREN (THE QUEEN)
MIGLIOR OPERA PRIMA
- LEONE DEL FUTURO
GUIDE TO RECOGNIZING YOUR SAINTS
HYENA
SUR LA TRACE D’IGOR RIZZI
KHADAK
ORIZZONTI
MABEI SHANG DE FATING
SUELY
TAIYANG YU
THE HOTTEST STATE
ORIZZONTO DOC
WHEN THE LEEVES BROKE. A REQUIEM IN FOUR ACTS
THE U.S. VS. JOHN LENNON
SETTIMANA DELLA
CRITICA
GUIDE TO RECOGNIZING YOUR SAINTS
HYENA
SUR LA TRACE D’IGOR RIZZI
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settembre 2006 |
Sono
finalmente usciti i risultati, sì come
agli esami di maturità…Be’
devo dire che sono stati un po’una sorpresa
e questo non può che avermi fatto piacere
tanto più che il Leone d’oro non
è andato come tutti si aspettavano a The
Queen ma al mio film preferito Sanxia
Haoren di Jia Zhang-ke. L’ho sempre
detto che tra me e Catherine Deneuve c’era
un’intesa!!! Ci sono purtroppo alcune sviste
clamorose su cui non si può transigere
e mi riferisco a: la Coppa Volpi maschile andata
a Ben Affleck (!!!), ma stiamo scherzando? Ora
anche se non amo particolarmente Castellitto non
c’è paragone tra la sua interpretazione
e quella di Affleck anche perché il suo
Superman era essenzialmente un personaggio secondario,
sì buona la sua interpretazione di un uomo
finito, bolso e malinconico ma davvero una performance
media, comune, non certo speciale; il premio Mastroianni
a Isild Le Besco e non perché questa brava
attrice non se lo meriti ma semplicemente perché
non è un’attrice esordiente (!!!),
ha alle spalle molti altri film tra cui anche
Un moment de bonheur
di ben 5 anni fa presentato proprio qui a Venezia,
me lo ricordo perché la incontrai in fila
(!!!) per entrare a vedere il proprio film (!!!);
leone speciale per l’insieme dell’opera
a Straub e Huillet, anche qui non perché
non se lo meritino ma solo perché se non
fossero stati in concorso come era giusto ma in
una sezione collaterale non avrebbero ricevuto
questo riconoscimento e magari qualche altro film
avrebbe potuto ricevere un premio, tanto la vita
dei film di Straub e Huillet non ha bisogno di
simili riconoscimenti, Quei
loro incontri è già in programmazione
su RaiTre!!!
Guardiamo nello specifico tutti i premi:
LEONE
D’ORO: Sanxia
Haoren di Jia Zhang-ke
LEONE
D’ARGENTO MIGLIORE REGIA:
Alain Resnais per Cuori
LEONE
D’ARGENTO RIVELAZIONE:
Nuovomondo di Emanuele
Crialese
PREMIO
SPECIALE GIURIA:
Daratt
di Mahamat-Salet Haroun
LEONE
SPECIALE PER L'INSIEME DELL'OPERA:
Jean-Marie Straub e Danielle Huìllet per
Quei
loro incontri
COPPA
VOLPI MIGLIOR INTERPRETE MASCHILE:
Ben Affleck per Hollywoodland
di Allen Coulter
COPPA
VOLPI MIGLIOR INTERPRETE FEMMINILE:
Helen Mirren per The
Queen di Stephen Frears
OSELLA
D'ORO PER LA MIGLIORE FOTOGRAFIA:
Emmanuel Lubezki, direttore della fotografia di
Children
of Men di Alfonso Cuaròn
OSELLA
D'ORO PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA:
Peter Morgan per The
Queen di Stephen Frears
PREMIO
"Marcello Mastroianni" PER IL MIGLIORE
ATTORE ESORDIENTE:
Isild Le Besco, protagonista di L'intoccabile
di Benoit Jacquot
ORIZZONTI:
Mabei shang de fating
di Liu Jie
ORIZZONTI
DOC:
When the Leeves Broke: A
Requiem in Four Acts di Spike Lee
SETTIMANA
DELLA CRITICA: A
Guide To Recognizing Your Saints
di Dito Montiel
PREMIO
"Luigi De Laurentiis" PER L'OPERA PRIMA:
Khadak di Peter Brosens
e Jessica Woodwarth.
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