Venezia 63: il diario di Marco Catola

 
In collaborazione con il sito Cinema Invisibile, i retroscena, i pettegolezzi, i commenti fuori di censura sulla 63a Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia da parte dell'inviato d'assalto Marco Catola!
Giorno per giorno, quello che avreste voluto sapere sulla Mostra del Cinema e nessuno ha mai osato raccontarvi...!
30 agosto 2006
Ci risiamo. Basta! Non dirò più come ogni anno che questa è l’ultima volta che seguirò il festival di Venezia tanto non ci crede nessuno. Vi posso solo dire che ci sono andato vicino. Eh sì a Roma ci sarà la Festa del Cinema ad ottobre e quindi chi me lo faceva fare di venire di nuovo a Venezia? Poi mi sono detto: “oh Dio a Roma? All’Auditorium? Coi mezzi? Con Veltroni e Rutelli come padrini della manifestazione?”. No, no, no, non si può. Allora ho dato uno sguardo veloce al programma di Venezia e non ci si crede quest’anno Muller si è davvero superato! Voi penserete perché ci sarà Lynch, De Palma, Tsai Min Liang, Stone, Spike Lee, Resnais, Verhoeven e Aronofsky…Eh no! Semplicemente perché ha messo in concorso solo due italiani!!! Che peraltro dovrebbero essere due conferme: una vecchia (Amelio con La stella che non c’è) e una giovane (Crialese con Nuovomondo). Vi avverto già: non che questo significhi che me li vedrò, anzi ci sono buone possibilità che salti Amelio che reggo poco e un po’ meno buone che salti Crialese che conosco meno, però almeno non siamo ai livelli della Comencini!
Primo giorno di festival e già ci sono delle novità: il buon caro Muller ha pensato bene di mettere proiezioni apposta per i daily, la categoria più numerosa di spettatori, così chiamati perché dovrebbero scrivere quotidianamente dei film ma che in realtà se ne sbattono e per un motivo o per l’altro (raccomandazioni?) si trovano a farne parte senza una ragione se non quella di sbatterti in faccia la loro priorità di accesso. Anch’io avevo fatto domanda per l’accredito daily ma mi è stato detto che l’ho richiesto troppo tardi e ormai l’ultimo daily era stato dato a Gianni, il penultimo a Pinotto… Vabbè sarà per il prossimo anno. Ogni giorno alla sala Perla ci sono proiezioni esclusive per i daily così che si spera, ma ho i miei dubbi, non vengano a rompere le balle al PalaGalileo, pardon da quest’anno, ecco un’altra grandiosa novità di Muller!, si chiama PalaLido, eh sì ci voleva proprio… Devo dire che per adesso la nuova tecnica di ammollare il grosso degli accrediti alla sala Perla sembra dare i suoi frutti, non ci sono state file insormontabili e neppure risse per vedere De Palma. Oh Dio aspetterei a cantare vittoria visto che siamo solo al primo giorno.
Per il resto niente di nuovo a parte una terribile tempesta che ha inaugurato il festival. In sala i soliti noti: Anselmona Dell’Olio (che sapeva della pioggia e si è presentata in poncho impermeabile), Tatti Sanguineti con inconsueta barbona da Che, Emanuela Martini con poco fluente chioma rossa e inconfondibile voce baritonale, il mio amico Paolo Zelati esperto di horror in bermuda, la mandria di Cinema Avvenire che da quest’anno hanno fatto anche loro il daily format cartaceo come faceva ma non fa più purtroppo Filmtv e che continua invece a fare imperterrito Ciak, e persino udite udite il mitico Francesco Alò, sì proprio lui, il caro Alò che mai si era concesso al Lido e che invece anche lui da quest’anno farà parte della vasta cerchia di nerds cinefili di Venezia. Ah dimenticavo in sala ho intravisto pure la metà della coppia di comici Lillo & Greg, non chiedetemi quale dei due, non li conosco per nome, era quello più in carne, che ce faceva a vedersi The US vs John Lennon non si sa…E anche l’attrice rasata di Elisa di Rivombrosa, quella che faceva la cattiva, sì quella che ha fatto della zeppola un’arma non convenzionale, credo che si chiami Jane Alexander…
31 agosto 2006
Mi ero dimenticato di dirvi due cose: la prima è che quest’anno non sono da solo come al solito ma grazie a Dio in mio soccorso è arrivata, o meglio tornata, Anna Lai, la mia inseparabile amica-collega-compagna d’avventure; la seconda è che Alò ha i baffetti da sparviero. Due cose che non potevo non comunicarvi…Soprattutto la seconda.
Per quanto riguarda le defezioni invece devo annunciarvi che quest’anno disgraziatamente non ci sarà Fabio Melandri, altro amico-collega-compagno d’avventure, eh sì il buon Melandri ci ha dato buca ma lo perdoniamo perché il suo primo festival (AKUO videoclip music festival) l’ha davvero stremato e venire a Venezia dopo un simile sforzo significava la morte. Ma anche un altro grande ci ha abbandonato, il nostro Valerione Sammarco, che in realtà non ci ha abbandonato ma ci ha proprio snobbato, è qui a Venezia ma non con noi! Da direttore di testata qual è non se l’è sentita di scendere al nostro livello e ha preferito fare gruppo con i suoi esimi colleghi puzzettoni con priorità di accesso. Per entrambi i disertori vi rimando a www.ilgrido.org per il Melandri e a www.zabriskiepoint.net per il Sammarco.
La conferma di fedeltà invece è arrivata dall’unico, vero, mitico personaggio della scorsa trasferta veneziana, il regista (folle) Andrea Costantino, che è tornato con noi a testimonianza che la passione per il cinema non si ferma neppure di fronte ai 250 euro di accredito Industry. Viva Costantino!
Mentre andavo in sala ho visto Romina Power, che vippona! E con lei c'era pure Fiorucci, lo stilista. Ecco non lo so ditemi voi...Questo è il festival di Venezia.
1 settembre 2006
C’è poco da fare questo Muller piace. Almeno così sembra. Con i precedenti direttori quando, e succedeva spesso, c’erano film mediocri, sbagliati (e per sbagliati intendo non adatti al concorso) o semplicemente brutti nessuno riusciva ad avere pietà e inveiva contro il personalissimo gusto di chi li aveva selezionati. Da quando c’è Muller nessuno osa tanto. Quando c’è un film pietoso tutti si limitano a dire: “Ah ma Muller è stato coraggioso ad inserirlo in concorso!”, oh Dio, che dire? Il coraggio giustifica l’inettitudine? Forse. Certo è che Muller è tutto tranne che inetto. Però se me lo consentite più che coraggioso è furbetto. Ora con tutte le sezioni che ci sono, con tutti i film che c’erano (si vocifera che quest’anno siano stati visionati per la selezione addirittura 1600 lungometraggi!) è possibile che il buon caro Muller abbia inserito due noir come The black Dahlia e Hollywoodland in concorso? Ora passi il secondo ma il primo non era da Fuori Concorso? Quali sono a questo punto i parametri perché un film sia in concorso? Su cosa si basa Muller per decidere che Infamous è per la sezione Orizzonti e il cartone giapponese Paprika è per il concorso? Decisamente interessante non credete? Voglio dire a Cannes un anno era in concorso pure Shrek! Forse c’è un trend intellettuale? O forse vige la solita legge della promozionale ormai internazionale del detto latino “Do ut des”? Non lo sapremo mai…
Diciamo però che per adesso non ci si può lamentare: il sole è tornato a splendere in laguna, le file sono sopportabili, la pressione psicologica ha abbassato la guardia e il programma sembra rispettare le aspettative. Dopo De Palma che ci ha fatto sudare freddo per la paura (e non per il truce smembramento di Betty Short ma per il sentore che potesse trattarsi della solita bufala, in realtà non certo capolavoro ma neppure una bufala, un film senza infamia e senza lode) il timore maggiore lo serbano gli altri film americani presenti a Venezia: INLAND EMPIRE di Lynch che ci auguriamo non sia una cocente delusione, World Trade Center di Oliver Stone, The Black Book di Paul Verohoeven (olandese ma americano di adozione). Sono questi in realtà i film che spaventano di più. Tralasciamo chiaramente il documentario di Spike Lee sull’uragano Catrina della durata di 255’ minuti!
Nel frattempo vi posso annunciare che per adesso il film-ecatombe, cioè il film che ha visto più morti in sala dell’attacco di Pearl Harbour (e non mi riferisco al film), è di sicuro il tailandese Sang Sattawat di Apichatpong Weerasethakul, che poi è lo stesso di Tropical Malady! Non solo dormivano tutti senza ritegno ma non c’è stato proprio verso di svegliarli a fine proiezione. Alcuni li hanno portati via in barella. Altro che Fantozzi alla Corazzata Potemkin!
In sala intanto ho avvistato Pier Maria Bocchi, il mio idolo, vestito con gilet a strisce da liceale e borsetta di peluche a forma di Pokemon!, Mereghetti e pure Grillini! In fila invece ho sentito una rincoglionita che diceva che quest’anno in concorso c’è pure il film di Barbara Alberti! Oh Dio, ho pensato, ma che hanno rimesso in circolo la legge dei finanziamenti a cani e porci, quella stessa legge che aveva permesso a Marina Ripa di Meana di girare quel capolavoro passato alla storia con il titolo di Cattive ragazze e a D’Agostino di girare il suo meraviglioso Mutande pazze? E invece no, non si tratta di Barbara Alberti, grazie al cielo, ma di Barbara Albert, regista austriaca di Fallen. Meno male, ci mancava solo la Alberti qui a Venezia e il circo Togni era al completo…
2 settembre 2006
Sono arrivati!!! No, non i vip, non vi illudete, intendo i primi fischi… Sono arrivati e non ci crederete mai ma sono toccati ad Oliver Stone per il suo World Trade Center! Be’ in realtà già la critica americana l’aveva stroncato considerandolo uno dei film più pro-America, pro-famiglia, pro-bandiera a stelle strisce degli ultimi tempi. E anche il pubblico non aveva gradito molto (il film è costato 65 milioni di dollari e ne ha incassati solo 45!). Qualche timido buu! se l’è beccato pure Verhoeven ma il suo Black Book, fumettone spionistico della Seconda Guerra mondiale, sembra aver riscosso molti consensi. Volevo a questo proposito farvi notare che i fischi e i buu ci sono anche quest’anno a testimonianza che non erano i poveri accrediti culturali, la massa di cinefili che solitamente accalcava le sale del Lido per vedersi i film in anteprima, i soli responsabili di questa incivile usanza, ahimé tutta italiana temo. Ora vi dico perché sono così sicuro di questo: l’organizzazione ha pensato bene di proibire l’accesso dei suddetti accrediti alle proiezioni della stampa, quindi vi posso assicurare che alla proiezione del film di Stone, come a tutte le altre che ci sono state finora, non c’era nessun accredito culturale tra il pubblico ma i fischi si sono sentiti, eccome se si sono sentiti, sono venuti giù di botto come le Torri Gemelle!
Le file cominciano ad aumentare, purtroppo siamo arrivati al weekend e si prospettano momenti duri per gli accrediti gialli. Eh sì il colore della sfiga non è il viola ma il giallo. Il colore dei Media Press, la classe più infima delle categorie stampa, quella che nel casellario non trova mai inviti, né gadgets, né pressbook, gli ultimi degli ultimi insomma. Speriamo di riuscire ad entrare alle prossime proiezioni ma la vedo brutta: film come The Queen di Frears, che si vocifera faccia il suo passaggio in sala solo a Venezia perché le indiscrezioni sulla Regina d’Inghilterra che rivela avrebbero indotto la famiglia reale a proibirne la messa in circolo, e INLAND EMPIRE di Lynch susciteranno di sicuro il delirio e forse sarà un problema recuperarli.
Intanto ieri è arrivata Sandra Bullock… In pedalò!!! Eh sì la leggenda vuole che Miss Congeniality non volendo rinunciare al fittness quotidiano sia stata consigliata dal suo personal trainer a fare moto in laguna e lei ha pensato bene di affittarsi un pedalò… Ma una corsetta per i viali del Lido no? E poi scusate ma invece di curarsi del corpo, che peraltro non è un granché, non sarebbe meglio occuparsi anche un po’ della mente? Voglio dire la sua Harper Lee in Infamous non resterà certo nella storia, neanche il film in realtà… Vabbè quale altro film della Bullock potrà mai restare nella storia? Ah sì certo “28 giorni”…
Un gossip: lo sapete chi ho visto quando ero in fila per entrare al film di Stone? La sig.ra Coriandoli!!! Sì vabbè Maurizio Ferrini… Ma la cosa comica è che usciva dalla proiezione del film di Spike Lee, 255 minuti!!! Vedi a cosa serve sopravvivere sull’Isola dei Famosi? A sopravvivere ad un pippone di 4 ore sull’uragano Kathrina! Viva Ferrini!
3 settembre 2006
E’ arrivato! No, non il vip del giorno… E’ arrivato il film più brutto del festival: trattasi di Para entrar a vivir di Jaume Balaguerò, enfant prodige (???) del cinema horror spagnolo, regista di Nameless, già presente l’anno scorso qui al festival con Fragile. Meno male che Muller ha avuto l’accortezza di metterlo fuori concorso. Be’ non ci voleva poi tanto, anche un cieco lo avrebbe escluso a priori, un sano di mente l’avrebbe bruciato ma non si può pretendere tanto da Muller… Intendo la sanità mentale chiaramente.
Intanto il Festival prosegue. La gente pullula come le api sul miele. Da domani si dovrebbe tornare alla normalità. Ad essere sinceri però non ci si può lamentare. Le file sono meno tediose del solito e la qualità dei film è davvero medio-alta. Non ci sono schifezze insomma. Film belli, meno belli ma comunque dignitosi. Insomma il buon caro Muller migliora di anno in anno come il buon vino. Io sono astemio però.
Ho visto finalmente le tre madri. Oh Dio mi dimentico sempre sono solo due (Chiacchiari e Emiliani), la terza, la mater suspiriorum, la meno velenosa, alias Demetrio Salvi, non viene mai a Venezia. All’uscita della proiezione notturna di Daratt ho visto Chiacchieri tutto solo soletto, io ero in bici, allora l’ho preso di soppiatto e gli ho urlato: “Chiacchiari!”, oh s’è preso un coccolone, mi ha guardato, ha accennato un sorrisetto ma non mi ha riconosciuto ne sono certo, aveva una faccia così sgomento, chissà che ha pensato…
Ho rivisto anche la Anselmona Dell’Olio con braccio al collo, non mi ricordo se già ce l’aveva o se la frattura se l’è procurata qui, comunque speriamo niente di grave, cos’è l’hanno spinta giù dal canale non appena ha dato qualche giudizio sui film? Forse è caduta…
In fila per The Queen mi è passato davanti il mitico Monicelli, ahò ma quello non ha più di 90 anni? Tra lui e Oliveira certo non si sa chi li porta meglio gli anni…
In sala invece ho riconosciuto un critico, credo si chiami Rondolino, almeno così ho letto spizzando sul suo tesserino al collo. Questo esimio critico è quello che quando l’anno scorso mi persi la proiezione di Brokeback Mountain mi disse di non preoccuparmi perché era sì carino ma non avrebbe mai vinto! Dopo una settimana si aggiudicò il Leone d’Oro e io non l’avevo visto. Dite che dovrei farglielo notare o lascio perdere? Ma sì magari gli chiedo qualche previsione per quest’anno… Scusi sig. Dondolino mi sono perso Paprika, com’è? Lo recupero? No, non ti preoccupare, tanto è un film di animazione, non vincerà mai, ok grazie e tra una settimana: il leone d’oro va a…Paprika! Ecco speriamo di no, perché Paprika ormai non lo posso recuperare…

4 settembre 2006  
Hanno annunciato che oggi è approdata al Lido Manuela Arcuri… Manuela Arcuri? A fare che? Un calendario in laguna? Non credo… Forse a presentare un film? Ah sì “La bombolonaia di Torpignattara”… No, non credo… Hmm allora perché è venuta? Voglio dire lo sa che in questo periodo c’è un festival di cinema? Quindi che ci sta a fa’? Vabbè a Cannes c’erano la Falchi e la Cucinotta, a Venezia non può starci la Arcuri?
Non c’è da stupirsi più di tanto, lo sapete chi è la madrina del festival? Isabella Ferrari! No dico, chiudete gli occhi e ditemi al volo il titolo di un film della suddetta attrice? No, Distretto di polizia non vale… Hmm vediamo un po’ Sapore di mare dei Vanzina? Troppo importante… Allora, ecco, be’, vediamo… Oh Dio, hmm… C’è l’ho sulla punta della lingua, l’anno ne aveva fatto uno col marito Renato De Maria, no proprio mi sfugge… Poco male tanto è madrina lo stesso no?
E non c’è da stupirsi neppure che in giuria quest’anno ci sia quel simpaticone di Placido. Sembra quasi che per toglierselo dalle palle gli abbiano detto: “Tiè, beccate la giuria e non scassare, se ci sono dei film di mmerda sei libero di fischiare! Mi raccomando uno deve vincere il leone però…” Almeno si potrà sfogare sui film del concorso e non prendersela più con la stampa colpevole di non aver amato quel capolavoro di Ovunque sei. Restando nell’ambito della giuria del concorso vi posso dire che oltre al suddetto Placido ci sono anche Catherine Deneuve, meravigliosa presidentessa, Bigas Luna (!!!), il regista di Bambola, ve lo ricordate? L’ultimo capitombolo con anguille annesse della Marini, Park Chan-Wook, regista coreano di Old Boy, Paulo Branco, produttore e distributore portoghese di quasi tutti i film di De Oliveira, Chulpan Khamatova, la deliziosa attrice di origini russe interprete di Luna Papa e Good bye Lenin, e Cameron Crowe, regista americano di Singles, Jerry Maguire e Quasi famosi. Si dovrebbe prospettare una buona scelta per il leone visti i giurati. Che je dirà Placido a questi non si sa comunque riponiamo le nostre belle speranze nella lungimirante Catherine, dea del cinema di tutti i tempi…
Aiuto! Pericolo bomba! Possibile attentato! Sì, in mezzo al Vialone che porta al Palazzo del cinema hanno ritrovato una borsa incustodita. Per un attimo il Lido si è fermato. Strade bloccate. La polizia nel panico. Che se fa? Chiamate gli artificieri!!! Poi una cazzo di vecchina rincoglionita è emersa tra la folla rivendicando la borsa da mare… Certo una bomba… Sì una delle tante che girano qui al Lido… Come che Isabella Ferrari è la madrina del festival! Ma per favore… Ah quella non è una bomba scusate…
Oggi è stata la giornata di Cuaròn, l’eclettico regista messicano di Y tu mama tambien e dell’ultimo episodio di Harry Potter Harry Potter e il prigioniero di Azkaban. Io nutro per lui un certo affetto non solo perché il suo Children of Men è forse uno dei migliori film del concorso ma anche e soprattutto perché è sposato con una bellissima ragazza che conosco e di cui vi parlo spesso durante le mie trasferte veneziane. Si chiama Annalisa Bugliani. Non voglio sempre ripetermi, quella dello spot lesbico della Campari, quella che stava con Predolin e lavorava per Telepiù. Insomma lei è sposata con Cuaròn e ci ha fatto pure un figlio. Compare anche nel film di Harry Potter, quando ci sono i quadri viventi lei è la donna col bambino in mano, presumibilmente il loro figlioletto. Annalisa meravigliosa. Cuaròn grande. Forza Children of Men!!!
5 settembre 2006
Abbiamo trovato il secondo bimbo brutto del festival! Dopo Para entrar a vivir di Balaguerò ecco un altro film davvero inguardabile: The Wicker Man, remake americano dell’omonimo film degli anni Settanta, per la regia di Neil La Bute, quello di Betty Love e soprattutto Nella società degli uomini. Neil ma che hai combinato? Che ti è saltato in mente? Da dimenticare…
Intanto sono arrivati altri fischi e purtroppo se li è beccati il film di Aronofsky, l’attesissimo The Fountain. Vorrei precisare a questo proposito che i fischi sono arrivati di nuovo alla proiezione stampa dove non sono presenti gli accrediti culturali. No, perché dovete sapere che Muller dopo 40 anni ha diversificato le proiezioni. I quotidiani (i cosiddetti daily, colore rosso dei tesserini, sono 1 miliardo e non si capisce come mai visto che in Italia sono al massimo una decina i veri quotidianisti, sì ci sono gli stranieri ma davvero sono così tanti?) separati dai periodici (quelli con il tesserino blu, anche loro 1 miliardo e non si ricapisce visto che in Italia quanti periodici ci sono che si occupano di cinema, hhm 3? 4?). E Muller avrebbe fatto questo su richiesta esplicita di produttori e distributori. Ora a parte che è offensivo ritenere che i rossi siano professionisti che non oserebbero mai fischiare mentre gli altri sì ma poi non è vero. Se un film è indecente in Italia (forse anche altrove) viene fischiato. Da tutti. Rossi, blu e gialli. E pure verdi (i poveri accrediti culturali). Mi dispiace Muller ma forse il problema sta a monte. Scegliere film decenti…
Io intanto mi sono perso il film di Estevez Bobby che è in concorso. E indovinate un po’cosa hanno detto le persone che l’hanno visto? Che è bellissimo e che forse vincerà…E indovinate quale film non verrà replicato nei prossimi giorni? Bobby! E te pareva? L’unico film che mi perdo magari vince…E neanche lo posso recuperare! Ma va va…
Un’ultima cosa prima di passare al consueto primo bilancio dei film visti finora: alla proiezione del film di Tsai Ming-Lian, durante i titoli di testa, quando compare sullo schermo il nome del regista, uno scroscio di applausi, ok Tsai Ming-Lian è da sempre osannato dalla critica. Nel corso del film, però, vi assicuro che la maggior parte della gente si è addormentata, nel buio della sala ho spizzato in giro che io e Amelie Poulain siamo soliti fare. E non me lo invento stavano tutti a dormire. Cosa può essere successo quando si sono accese le luci? Un altro scroscio di applausi…Ecco ma ora dico: ma possibile che la stampa italiana sia ancora ridotta a questa pantomima ridicola? Possibile che si debba ancora assistere a scene del genere da parte di cosiddetti professionisti del mestiere? Io credo che se abbiamo una stampa preoccupata più all’apparenza che alla sostanza allora ci meritiamo Tavarelli. Ci meritiamo il cinema che abbiamo, cioè un cinema che non c’è.
6 settembre 2006

E’ stato finalmente svelato il mistero del film a sorpresa. Come sapete quel simpaticone di Muller, da quando è direttore, ha introdotto il film a sorpresa. Primo anno: Ferro 3 di Kim Ki Duk, secondo anno: Takeshis’ di Takeshi Kitano, quest’anno: Sanxia Haoren di Jia Zhang-ke, regista cinese di due mattoni storici del festival di Venezia Platform del 2000 e The World del 2004. Non c’è due senza tre dunque. Come Muller avrebbe detto qualche giorno fa ai curiosi che cercavano di carpire informazioni sul film a sorpresa. E si riferiva sia al fatto che il film è orientale come per le due passate edizioni, sia perché è il terzo di Jia Zhang-ke a finire in concorso a Venezia. Deve proprio piacergli a Muller questo Jia Zhang-ke perché è presente, per la prima volta nella storia del festival, anche nella sezione Orizzonti doc con il documentario Dong.
Intanto io riuscirò a recuperare il film di Estevez. Grazie a Dio ci sarà una proiezione supplementare stasera a mezzanotte. Ahò speriamo almeno che non sia una bufala!!!
Per il resto niente di nuovo: secondo alcune indiscrezioni il vincitore del Leone d’oro dovrebbe essere The Queen di Stephen Frears, io spero proprio di no. E non perché il film non mi sia piaciuto, anzi tutt’altro, l’ho trovato adorabile, non vorrei vincesse perché da qualche anno a questa parte c’è la tendenza a far vincere sempre film anglofoni, di buon livello sì ma un po’troppo corretti, puntuali, precisi. Insomma io preferirei un vero colpo di testa dalla giuria. Qualcosa di inaspettato. Che so? The Fountain… No dai scherzo, The Fountain no! Ormai siamo quasi alla fine. Dubito che ci saranno grandi sorprese nei prossimi giorni. C’è molta attesa per il film russo
Euforia su cui Muller punta particolarmente, speriamo che le attese non vengano deluse come al solito…
Intanto al Lido ha fatto la sua entrée anche Valeria Marini, hmm una vera diva… In molti si chiedono che coraggio deve avere per ripresentarsi in laguna dopo il disastro di Bambola
In fila alcuni avrebbero avvistato Giuliano Ferrara che, oltre ad essere quello che è, forse non lo sapete ma è anche il marito dell’Anselmona infortunata… La gente era preoccupata di restare fuori, temeva che vista la stazza avrebbe occupato più di un posto, esagerati, entrare si entra se mai il problema sorge se te lo becchi seduto davanti, addio sottotitoli!!!

7 settembre 2006
Oggi è stata la giornata dei mattoni. Prima INLAND EMPIRE di Lynch, 172 minuti di delirio assoluto. Con tutto l’amore che provo per il maestro vi giuro che non ne potevo più di vedere Laura Dern strillare e infilarsi in corridoi bui per poi uscirne più stonata di prima. Sarà che la sala era strapiena e mi sono ritrovato schiacciato tra una ninfomane e un ciccione che puzzava di cipolla ma la visione di Lynch è stata tutt’altro che piacevole. Poi c’è stato il film a sorpresa 108 minuti di peripezie di un uomo alla ricerca di moglie e figlia nella Cina del Sud. Secondo me è il migliore di tutti i film del concorso e spero che vinca ma ne dubito, resta comunque un bel mattoncino. Infine il film di Straub e Huillet, Quei loro incontri, 68 minuti di declamazione di versi di Pavese, mamma mia che mattonata. A fine proiezione ha applaudito solo una persona, tutti gli altri dormivano… A mezzanotte ho recuperato finalmente Bobby ma sono rimasto sinceramente deluso, mi aspettavo davvero qualcosa di più, da quello che avevo sentito dire pensavo fosse decisamente meglio. Avevano pure detto che era uno dei papabili per il leone ma se vince Bobby allora il mio tesserino è rosso!
Confermo il livello alto della media dei film, non c’è paragone con la scorsa edizione.
Intanto ho scoperto perché Jane Alexander è qui al Lido. Mi sembrava di incontrarla troppo spesso, mi ero illuso quasi mi seguisse… Ma de che? Presenta (!!!) il programma quotidiano di cinema su RaiSat, vabbè meglio lì che in un film no?
8 settembre 2006
E anche quest’anno il festival è giunto alla fine. I giochi sono fatti. Mancava solo l’ultimo film in concorso, l’atteso Nuovomondo di Crialese. Ora tocca alla giuria. Quest’anno però forse più di qualsiasi altra edizione aleggia nell’aria una sconcertante certezza. Sia pubblico che critica sono per una volta unanimi sul possibile Leone d’oro. Eh sì Stephen Frears con il suo The Queen sembra aver messo tutti d’accordo. Almeno così risulta dalle pagelline che il Ciak quotidiano ha pubblicato in questi giorni. Certo la giuria non è né critica né pubblico però se questo è il trend generale, a meno del fatidico colpo di testa che mi auguro, non ci dovrebbero essere grandi sorprese quindi andiamo con i consueti pronostici.
Ecco le possibili candidature:

CONCORSO
THE QUEEN (ci si può stare)
PRIVATE FEARS INPUBLIC PLACES (non sono molto d’accordo)
EJFORIJA (ci si può stare)
BOBBY (assolutamente contrario)
SANXIA HAOREN (magari è il mio preferito)
NUOVOMONDO (sorpresona!!!)

MIGLIORE REGIA
ALFONSO CUARON (CHILDREN OF MEN)
ALAIN RESNAIS (PRIVATE FEARS INPUBLIC PLACES)
STEPHEN FREARS (THE QUEEN)
EMILIO ESTEVEZ (BOBBY)

COPPA VOLPI MASCHILE
SERGIO CASTELLITTO (LA STELLA CHE NON C’E’)
COPPA VOLPI FEMMINILE
HELEN MIRREN (THE QUEEN)

MIGLIOR OPERA PRIMA - LEONE DEL FUTURO
GUIDE TO RECOGNIZING YOUR SAINTS
HYENA
SUR LA TRACE D’IGOR RIZZI
KHADAK

ORIZZONTI
MABEI SHANG DE FATING
SUELY
TAIYANG YU
THE HOTTEST STATE

ORIZZONTO DOC
WHEN THE LEEVES BROKE. A REQUIEM IN FOUR ACTS
THE U.S. VS. JOHN LENNON

SETTIMANA DELLA CRITICA
GUIDE TO RECOGNIZING YOUR SAINTS
HYENA
SUR LA TRACE D’IGOR RIZZI

9 settembre 2006
Sono finalmente usciti i risultati, sì come agli esami di maturità…Be’ devo dire che sono stati un po’una sorpresa e questo non può che avermi fatto piacere tanto più che il Leone d’oro non è andato come tutti si aspettavano a The Queen ma al mio film preferito Sanxia Haoren di Jia Zhang-ke. L’ho sempre detto che tra me e Catherine Deneuve c’era un’intesa!!! Ci sono purtroppo alcune sviste clamorose su cui non si può transigere e mi riferisco a: la Coppa Volpi maschile andata a Ben Affleck (!!!), ma stiamo scherzando? Ora anche se non amo particolarmente Castellitto non c’è paragone tra la sua interpretazione e quella di Affleck anche perché il suo Superman era essenzialmente un personaggio secondario, sì buona la sua interpretazione di un uomo finito, bolso e malinconico ma davvero una performance media, comune, non certo speciale; il premio Mastroianni a Isild Le Besco e non perché questa brava attrice non se lo meriti ma semplicemente perché non è un’attrice esordiente (!!!), ha alle spalle molti altri film tra cui anche Un moment de bonheur di ben 5 anni fa presentato proprio qui a Venezia, me lo ricordo perché la incontrai in fila (!!!) per entrare a vedere il proprio film (!!!); leone speciale per l’insieme dell’opera a Straub e Huillet, anche qui non perché non se lo meritino ma solo perché se non fossero stati in concorso come era giusto ma in una sezione collaterale non avrebbero ricevuto questo riconoscimento e magari qualche altro film avrebbe potuto ricevere un premio, tanto la vita dei film di Straub e Huillet non ha bisogno di simili riconoscimenti, Quei loro incontri è già in programmazione su RaiTre!!!
Guardiamo nello specifico tutti i premi:

LEONE D’ORO: Sanxia Haoren di Jia Zhang-ke

LEONE D’ARGENTO MIGLIORE REGIA: Alain Resnais per Cuori

LEONE D’ARGENTO RIVELAZIONE: Nuovomondo di Emanuele Crialese

PREMIO SPECIALE GIURIA: Daratt di Mahamat-Salet Haroun

LEONE SPECIALE PER L'INSIEME DELL'OPERA: Jean-Marie Straub e Danielle Huìllet per Quei loro incontri

COPPA VOLPI MIGLIOR INTERPRETE MASCHILE: Ben Affleck per Hollywoodland di Allen Coulter

COPPA VOLPI MIGLIOR INTERPRETE FEMMINILE: Helen Mirren per The Queen di Stephen Frears

OSELLA D'ORO PER LA MIGLIORE FOTOGRAFIA: Emmanuel Lubezki, direttore della fotografia di Children of Men di Alfonso Cuaròn

OSELLA D'ORO PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA: Peter Morgan per The Queen di Stephen Frears

PREMIO "Marcello Mastroianni" PER IL MIGLIORE ATTORE ESORDIENTE: Isild Le Besco, protagonista di L'intoccabile di Benoit Jacquot

ORIZZONTI: Mabei shang de fating di Liu Jie

ORIZZONTI DOC: When the Leeves Broke: A Requiem in Four Acts di Spike Lee

SETTIMANA DELLA CRITICA: A Guide To Recognizing Your Saints di Dito Montiel

PREMIO "Luigi De Laurentiis" PER L'OPERA PRIMA: Khadak di Peter Brosens e Jessica Woodwarth.