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| Venezia
65 - Settimana Internazionale della Critica |
rassegna
di 7-8 film – opere prime – autonomamente
selezionati
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Premio Settimana Internazionale
della Critica a
L’Apprenti
di Samuel Collardey
I sette lungometraggi d’esordio che compongono il
programma della 23. Settimana Internazionale della Critica,
provenienti da altrettanti paesi del mondo, sono tutte
“prime mondiali”: la notizia, al di là
del facile orgoglio per noi selezionatori, non è
davvero di poco conto. E’ diventato sempre più
difficile, nel mare magnum di rassegne e festival concentrati
in un breve lasso di tempo (la maggior parte dei quali
per poter sopravvivere pretende “dead line”
di risposta, da parte dei registi invitati, molto anticipati,
finendo per richiedere addirittura la prima mondiale anche
per sezioni non internazionali) riuscire ad allestire
un programma che, come il nostro di quest’anno,
presenti film mai mostrati nemmeno nel loro paese d’origine:
si tratta di film nuovissimi, alcuni appena terminati,
altri opzionati un po’ di tempo fa approfittando
del prestigio che la nostra Settimana continua a guadagnarsi
negli ambienti internazionali.
E’ per questo che l’unico film già
uscito nel suo paese, il norvegese Lønsj (Lunch)
di Eva Sørhaug, che ci piaceva tanto ma avrebbe
costituito semplicemente una prima internazionale, è
stato scelto come film d’apertura, fuori concorso:
è un film che colpirà molto, ne siamo sicuri,
una commedia drammatica, acida e crudele, sull’insensibilità
e l’egoismo contemporanei, in cui gli elementi più
deboli,
come i bambini o ancora in molti casi le donne, finiscono
per pagare in maniera tragica.
Paesi diversi, si diceva. Alla ricerca di fermenti e dinamiche
creative negli esordi provenienti da zone e territori
meno esplorati, ci siamo imbattuti in non poche sorprese:
a cominciare dal film bosniaco Cuvari Noci (Guardiani
di notte), stralunata e laconica incursione nella notte
di alcuni guardiani di un grande magazzino, radiografia
condita di humor nero sui postumi della guerra nella ex
Jugoslavia.
Oppure il film di un regista afghano rifugiato in Francia
dall’età di 15 anni, Kabuli Kid (Il bambino
di Kabul), finanziato dai francesi ma interamente girato
per le strade di una città distrutta dalle bombe
ma vogliosa di ricominciare, con lo spirito positivo del
protagonista del film, un tassista che si ritrova un neonato
abbandonato nella vettura. E ancora, in quanto a paesi
poco visitati, la Malesia, dalla quale i festivalieri
sono abituati a ricevere piccoli film girati in digitale
e che invece con Sell Out! (Vendi!) ci invia l’esordio
di un regista che si confronta con uno scoppiettante musical
satirico sulla globalizzazione e sul degrado dei media.
Poi le conferme. Dalla Turchia, che sta conoscendo una
ventata di innovativa creatività, arriva Iki Çizgi
(Due linee), raffinato ritratto di una coppia nella Istanbul
contemporanea alle prese con i mutamenti esistenziali
e sentimentali indotti dalla modernizzazione e dalla occidentalizzazione;
dalla Cina, tanto per cambiare, ancora un piccolo gioiello
di regia e di intensità narrativa, Huanggua (Cetriolo),
che ci parla dei traumi quotidiani di personaggi spaesati
fra la provincia e la città; dalla Francia, sempre
generosa con le forze giovani desiderose di esordire,
un documentario costruito come un film di finzione, L’apprenti
(L’apprendista), emozionante ritratto di un ragazzino
di 15 anni che ha deciso di diventare agricoltore e allevatore
e che mescola il suo apprendistato professionale con quello
esistenziale.
Per finire con gli italiani. Due film quest’anno,
uno in concorso, uno in chiusura: conferma anche questo
di un ritrovato vigore produttivo e creativo sulla scia
dei successi cannensi? Forse, ma anche più semplicemente
volontà da parte di questo osservatorio appassionato
e libero che è la SIC di segnalare due esempi di
cinema indipendente e artigianale, che devono far riflettere
sia sul rischio di cadere nei facili entusiasmi, sia sulle
reali possibilità che il cinema italiano ha per
uscire dalla crisi.
Nel caso del titolo in concorso, Pranzo di Ferragosto
di Gianni Di Gregorio, si tratta di un piccolo ma prezioso
film realizzato da un esordiente magari non giovanissimo
anagraficamente ma sicuramente tenace e appassionato come
un ragazzino: una sorta di commedia amara sulla vecchiaia
e sulla voglia di vivere,interpretata oltre che dal regista
da un cast di vitalissime e arzille signore e prodotta
da Matteo Garrone con il quale Di Gregorio ha più
volte collaborato come sceneggiatore.
La chiusura l’abbiamo invece affidata a un documentario
surreale ma non per questo meno calato nella realtà
contraddittoria di un territorio “in estinzione”,
come la provincia pugliese: Pinuccio Lovero del giovanissimo
Pippo Mezzapesa è il divertente e ritmato ritratto
di un utopista filosofo che persegue un sogno piuttosto
atipico, quello di diventare becchino. Fare il proprio
mestiere e farlo bene, un desiderio di concretezza, come
nel film francese, come antidoto alla precarietà
del vivere e all’omologazione imperante.
[francesco di pace]
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I sette film presentati in competizione concorrono a due
premi:
Premio Settimana Internazionale della Critica
I sette film verranno giudicati da una giuria internazionale
di critici cinematografici che assegnerà 3.000
euro al regista del film premiato.
Leone del Futuro - Premio Venezia Opera Prima
"Luigi De Laurentiis" Tutte le opere
prime selezionate concorrono inoltre, insieme a tutti
gli altri lungometraggi d’esordio presentati dalla
Mostra, al Leone del Futuro - Premio Venezia Opera Prima
"Luigi De Laurentiis"
del valore di 100.000 USD, messi a disposizione da Filmauro.
Al regista andrà inoltre un buono di 40.000 euro
da spendere in pellicola offerto da Kodak.
L’APPRENTI
(L’apprendista)
di Samuel Collardey
Francia, 2008, 35 mm., col., 85’
CUVARI
NOCI (Guardiani di notte)
di Namik Kabil
Bosnia Erzegovina, 2008, 35 mm., col., 85’
HUANGGUA
(Cetriolo)
di Zhou Yaowu
Cina, 2008, 35mm., col., 100’
IKI
ÇIZGI (Due linee)
di Selim Evci
Turchia, 2008, 35mm, col., 93’
KABULI
KID (Il bambino di Kabul)
di
Barmak Akram
Francia/Afghanistan, 2008, 35mm, col., 94’
PRANZO
DI FERRAGOSTO
di Gianni Di Gregorio
Italia, 2008, 35mm, col., 75’
$E11.OU7!
– SELL OUT! (Vendi!)
di Yeo Joonhan
Malesia, 2008, 35mm., col., 115’
LØNSJ
(Lunch)
di Eva Sørhaug
Norvegia, 2008, 35mm, col., 85’
PINUCCIO
LOVERO – Sogno di una morte di mezza estate di
Pippo Mezzapesa
Italia 2008, HD, colore, 65’
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