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Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica |
Giuria Internazionale Venezia 65
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Wim Wenders (Germania) Presidente
Wim
Wenders è nato a Düsseldorf, in Germania,
nel 1945 ed è tra le figure più influenti
del nuovo cinema tedesco degli anni Settanta. Si è
aggiudicato numerosi premi di prestigio e il plauso
della critica internazionale con i suoi film, fra cui:
Der Amerikanische Freund (L’amico americano, 1978),
Paris, Texas (Paris, Texas, 1984), Der Himmel über
Berlin (Il cielo sopra Berlino, 1987), Bis ans Ende
der Welt (Fino alla fine del mondo, 1991), Lisbon Story
(Lisbon Story, 1994) e Buena Vista Social Club (Buena
Vista Social Club, 1999). Dal 2001 un’importante
rassegna dei lavori fotografici di Wim Wenders, Immagini
dal pianeta terra, è stata presentata in musei
e istituzioni artistiche di tutto il mondo. L’autore,
che ha anche pubblicato diversi libri di saggi e fotografie,
vive tra Los Angeles e Berlino con sua moglie, la fotografa
Donata Wenders. Wim Wenders è presidente della
European Film Academy ed è membro dell’ordine
Pour le Mérite.
Yurij
Nikolaevic Arabov (Federazione Russa)
Yurij
Arabov nasce a Mosca nel 1954. Nel 1980 si laurea come
sceneggiatore al VGIK (Istituto Statale Pansovietico
del Cinema). Debutta al cinema nel 1978 con Odinokij
golos celoveka (La voce solitaria dell’uomo) di
Aleksandr Sokurov, film proibito in Unione Sovietica
fino al 1987. A partire dagli anni Ottanta è
sceneggiatore per Sokurov di numerosi film. Molte delle
sue sceneggiature sono ispirate alla cosiddetta età
d’argento della cultura russa, in particolare
Gospodin oformitel’, primo thriller mistico russo.
Arabov ha vinto numerosi premi, i più prestigiosi
sono quello per la miglior sceneggiatura al Festival
di Cannes per Moloch (Moloch) nel 1999 e il Nika, il
più importante riconoscimento cinematografico
russo, nel 2002. Poeta metametaforico è autore
di numerose raccolte di poesia e di volumi in prosa
e vincitore del premio Boris Pasternak per la letteratura.
Negli anni Ottanta è tra i fondatori del Club
«Poesia» a Mosca. Dal 2002 insegna drammaturgia
al VGIK. Tra le sue sceneggiature principali: Odinokij
golos celoveka (1987), Gospodin oformitel’ (1988),
Krug vtoroy (1990), Prisutstvyie (1992) Tikhie stranitsy
(1993), Mat i syn (Madre e figlio, 1997), Moloch (Moloch,
1999), Teletz (2000), Solnze (Il sole, 2004), Yuriev
den (2008).
Valeria
Golino (Italia)
Valeria
Golino (Napoli, 1966) è attrice prediletta da
alcuni dei più importanti registi italiani e
interprete europea tra le più richieste negli
Stati Uniti. Il suo primo ruolo da protagonista è
in Piccoli fuochi di Peter Del Monte. Nel 1986 si aggiudica
la Coppa Volpi alla 43. Mostra Internazionale d’Arte
Cinematografica per l’interpretazione in Storia
d’amore di Francesco Maselli. Prende parte a diverse
produzioni internazionali: Paura e amore di Margarethe
von Trotta, Gli occhiali d’oro di Giuliano Montaldo,
Rain Man di Barry Levinson, Puerto Escondido di Gabriele
Salvatores. Per la sua interpretazione in Le acrobate
di Silvio Soldini le viene attribuita nel 1997 la Grolla
d’Oro come migliore attrice protagonista. Nel
1998 è alla Mostra di Venezia con L’albero
delle pere di Francesca Archibugi e Side Streets di
Tony Gerber e l’anno successivo torna come madrina
della cerimonia di premiazione. Negli ultimi anni il
suo talento eclettico si conferma in numerose interpretazioni:
Frida (Frida) di Julie Taymor, Respiro di Emanuele Crialese
(Nastro d’Argento come miglior attrice protagonista),
36 Quai des Orfèvres di Olivier Marchal, La guerra
di Mario di Antonio Capuano (David di Donatello come
migliore attrice protagonista), Texas di Fausto Paravidino,
A casa nostra di Francesca Comencini, Il sole nero di
Krzysztof Zanussi, La ragazza del lago di Andrea Molaioli
e Caos calmo di Antonio Luigi Grimaldi.
Douglas
Gordon (Regno Unito)
Douglas
Gordon è nato a Glasgow nel 1966. Conseguita
la laurea presso la Glasgow School of Art, tra il 1988
e il 1990 ha seguito un corso di specializzazione presso
la Slade School of Art di Londra. Con il suo lavoro
su video, fotografia e scultura, Gordon affronta ed
esplora dualità universali quali la vita e la
morte o il bene e il male. L’artista ha allestito
importanti mostre personali presso la Tate Liverpool
(2000), il Museum of Contemporary Art di Los Angeles
(2001), la Hayward Gallery di Londra (2002) e il Van
Abbemuseum di Eindhoven (2003). Nel 2005 ha curato l’esposizione
The Vanity of Allegory del Deutsche Guggenheim di Berlino
e ha presentato al pubblico il film Zidane - Un portrait
du 21e siècle (Zidane - Un ritratto del XXI secolo).
Tra le sue ulteriori personali sono da citare Superhumanatural,
allestita presso la National Gallery of Scotland (2007),
Between Darkness and Light, presso il Kunstmuseum di
Wolfsburg (2007) e Timeline, presso il MoMA di New York
(2006), come pure le esposizioni più recenti
realizzate presso la Collezione Lambert e il Palazzo
dei Papi di Avignone (luglio 2008). Gordon è
stato il vincitore dell’edizione 1996 del Turner
Prize, nel 1997 è stato insignito del Premio
2000 presso la 54. Mostra del Cinema di Venezia, nel
1998 ha ricevuto lo Hugo Boss Prize presso il Guggenheim
Museum SoHo e nel maggio del 2008 ha vinto il Roswitha
Haftmann Prize. Gordon vive e lavora tra Glasgow, Berlino
e New York.
John
Landis (USA)
Il
regista John Landis ha iniziato la sua carriera nell’ufficio
corrispondenza degli studios della 20th Century Fox.
Con Kentucky Fried Movie (Ridere per ridere, 1977),
National Lampoon’s Animal House (Animal House,
1978), The Blues Brothers (1980), Trading Places (Una
poltrona per due, 1983), Spies Like Us (Spie come noi,
1985), Three Amigos! (I tre amigos, 1987) e Coming to
America (Il principe cerca moglie, 1988), commedie passate
ormai alla storia, Landis ha realizzato alcuni dei più
classici successi del cinema di tutti i tempi. Il suo
film dell’orrore An American Werewolf in London
(Un lupo mannaro americano a Londra, 1981) può
vantare un vasto seguito di appassionati in tutte le
generazioni. Nel 1983 John Landis ha reinventato il
concetto di videoclip con Thriller di Michael Jackson
e in seguito ha lavorato nella veste di produttore esecutivo
e di regista a svariati serial TV quali Dream On e,
più di recente, Masters of Horror. Nel 2004 Landis
ha prodotto e diretto Slasher, un lungometraggio documentario
che segue le vicissitudini di un navigato venditore
di auto usate e, nel 2007, Mr. Warmth: The Don Rickles
Project, un omaggio alla carriera del celebre comico
Don Rickles. Presentato al pubblico al New York Film
Festival, il film è stato trasmesso dalla HBO.
Dopo le retrospettive organizzate in omaggio alla sua
carriera a Torino e a Edimburgo, la Cinemathéque
française renderà un tributo a Landis
nel febbraio del 2009 a Parigi. Il regista è
sposato con Deborah Nadoolman, costumista insignita
di un premio Oscar.
Lucrecia
Martel
Nata
nel 1966, Lucrecia Martel ha studiato animazione presso
l’Avellaneda Experimental (AVEX), ha frequentato
per diversi anni la Escuela Nacional de Experimentación
y Realización Cinematográfica (ENERC)
e ha studiato scienze della comunicazione. Tra il 1988
e il 1994 ha diretto svariati cortometraggi tra cui
Rey muerto (1995), inserito in Historias breves I. Nel
2001 Martel ha diretto il film La ciénaga (La
ciénaga), che ha ottenuto riconoscimenti in diversi
festival tra cui quelli di Berlino, L’Avana e
Tolosa, come pure al Sundance. Nel 2004 la regista ha
scritto e diretto La niña santa, in concorso
a Cannes nello stesso anno. Nel 2006 ha fatto parte
della giuria lungometraggi del Festival di Cannes. Nel
2008 partecipa nuovamente al Festival di Cannes, in
concorso con La mujer sin cabeza.
Johnnie To (Cina, Hong
Kon
All’apice
di una carriera cinematografica durata venticinque anni
e con quaranta film all’attivo, Johnnie To è
oggi tra i registi più importanti di Hong Kong.
Raggiunto il successo commerciale negli anni Ottanta,
a metà anni Novanta To si è dedicato a
opere più personali in seguito alla fondazione
della casa di produzione cinematografica Milkyway Image.
Negli ultimi dieci anni la raffinata estetica dei film
d’azione di To ha attecchito anche in Occidente.
Hak se wui (Election) è stato presentato in concorso
a Cannes nel 2005 e ha fruttato a To il suo terzo premio
per la migliore regia presso gli Hong Kong Film Awards.
Il suo Fangzhu (Exiled) è stato presentato in
concorso alla 63. Mostra Internazionale d’Arte
Cinematografica di Venezia, cui To ha partecipato anche
l’anno seguente con il film in concorso Shentan
(Mad Detective). Dal 2004 To riveste il ruolo di presidente
per il cinema e le arti multimediali presso lo Hong
Kong Art Development Council.
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| Orizzonti.
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Chantal Akerman (Belgio) Presidente
Sin
dai suoi primi corto e lungometraggi, seguendo le orme
dell’avanguardia newyorkese, Chantal Akerman sperimenta
un cinema alla ricerca di una verità che solo
una macchina da presa – attraverso l’esplorazione
dello spazio e la registrazione degli avvenimenti nella
loro durata reale – è in grado di svelare
(Hôtel Monterey, Jeanne Dielman, 23, Quai du Commerce,
1080 Bruxelles). La sua produzione a cavallo tra finzione,
documentari (D’Est, Sud, De l’autre côté),
film d’essai (Là-bas) e installazioni video
è percorsa al tempo stesso da uno stile burlesco
spesso autobiografico che comprende anche diverse commedie
(Golden Eighties, Un divan à New-York). Nella
sua opera esprime sempre un complesso rapporto con i
luoghi, gli oggetti, gli altri, ma anche con se stessa,
con la sua storia personale e con le sue origini (la
sua famiglia di ebrei polacchi ha vissuto la deportazione
e l’esilio). I suoi film, vicini alla generazione
successiva alla nouvelle vague testimoniano un’abilità
creativa, un gusto per la sperimentazione narrativa
e un rigore per l’osservazione documentaristica
che la conducono a un’indagine dei comportamenti
umani di un’acutezza rara.
Nicole Brenez (Francia)
Nicole
Brenez è docente di Scienze cinematografiche
presso l’Università Paris 1. Laureatasi
presso l’Ecole Normale Supérieure, la studiosa
ha pubblicato diversi libri tra cui Shadows de John
Cassavetes; De la Figure en général et
du Corps en particulier. L’invention figurative
au cinéma; Abel Ferrara; Traitement du Lumpenproletariat
par le cinéma d’avantgarde e Cinémas
d’avant-garde. Brenez ha anche curato, da sola
o con altri, diversi volumi: Poétique de la couleur,
une histoire du cinéma experimental; Jeune, dure
et pure, une histoire du cinéma d’avantgarde
et expérimental en France; La Vie nouvelle/nouvelle
Vision; Cinéma/Politique Série 1 e Jean-Luc
Godard: Documents. Responsabile dei programmi d’avanguardia
della Cinémathèque française dal
1996, ha organizzato numerose iniziative e retrospettive
cinematografiche, tra cui Jeune, dure et pure, une histoire
du cinéma d’avant-garde en France, realizzata
nel 2000 per la Cinémathèque Française.
Brenez ha inoltre curato diverse rassegne a Buenos Aires,
Rio de Janeiro, New York, Tokyo, Londra e Madrid.
Barbara Cupisti (Italia)
Barbara
Cupisti debutta come danzatrice per poi dedicarsi alla
recitazione presso l’Accademia Nazionale d’Arte
Drammatica «Silvio D’Amico» di Roma.
Esordisce nel mondo del cinema con La chiave di Tinto
Brass e prosegue così la carriera di attrice
recitando come protagonista in moltissimi B-movie horror
e thriller per Dario Argento, Lamberto Bava e Michele
Soavi. In Italia lavora con Carlo Verdone e Gabriele
Salvatores e all’estero con Planchon, Vasconcelos,
Jewison e per moltissime fiction internazionali. Nel
1999 approda alla conduzione televisiva scoprendo una
passione per la regia che sfocia nel documentario. Vicina
soprattutto al realismo viscontiano, Barbara Cupisti
ama misurarsi «con storie di persone e non con
fatti», tralasciando la spiegazione storico-sociale
e politica delle realtà che racconta. Madri,
il suo primo lungometraggio presentato lo scorso anno
alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
di Venezia, ha vinto il David di Donatello nel 2008.
Ha appena terminato Forbidden Childhood Forbidden Dreams
ambientato tra Israele e i Territori Occupati.
José Luis Guerin
(Spagna)
José
Luis Guerin è nato a Barcellona nel 1960. I suoi
film gli hanno ottenuto numerosi riconoscimenti. In
particolare, Los motivos de Berta: fantasía de
pubertad (1985) è stato insignito del premio
Sant Jordi (RNE) per il miglior film e del premio speciale
della sezione Forum del Festival di Berlino. Innisfree
(1990) ha ricevuto il premio Sant Jordi (RNE) per il
miglior film e il premio per il miglior film giovane
agli European Film Awards, e il premio per il miglior
film dell’anno della Writer’s Association.
Tren de sombras (1997) ha ottenuto il premio Sant Jordi
per il miglior film ed è stato presentato al
Festival di Cannes nella sezione Quinzaine des Réalisateurs.
En construcción (2001) è stato insignito
del Fotogramma d’argento per il miglior film,
del premio Goya per il miglior documentario, del premio
Sant Jordi per il miglior film e del premio Città
di Barcellona. Nel 2007 En la ciudad de Sylvia è
stato presentato in concorso alla 64. Mostra Internazionale
d’Arte Cinematografica di Venezia e i «Cahiers
du Cinéma España» lo hanno definito
uno dei migliori film spagnoli dell’anno. Nello
stesso anno il film ha partecipato sempre in concorso
ai Festival del cinema di Toronto, New York e São
Paulo e nel 2008 ha ricevuto il premio Jules Verne al
Festival du Cinéma Espagnol di Nantes ed è
stato presentato in concorso alla Biennale di Annecy,
in Francia, al San Francisco Film Festival, al Festival
del Cinema Indipendente Bafici e al Jeonju International
Film Festival.
Veiko Õunpuu (Estonia)
Veiko
Õunpuu (Saaremaa, Estonia, 1972) esordisce con
successo nella regia nel 2006 con il corto Tühirand
aggiudicandosi tutti i premi cinematografici estoni.
Il cortometraggio conquista il cuore del pubblico e
dei critici grazie all’equilibrio tra sottile
ironia e marcata forma poetica, tratto caratteristico
dello stile di Õunpuu. Nel 2007 debutta nel panorama
internazionale presentando in anteprima mondiale alla
64. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
il suo lungometraggio d’esordio, Sügisball,
che vince il Premio Orizzonti. Il film, presentato da
Õunpuu come una commedia nerissima che parla
di solitudine e speranza, racconta le storie di alcuni
personaggi che vivono in un agglomerato di palazzoni
di epoca sovietica: uno scrittore alcolizzato lasciato
dalla moglie, uno scapolo solitario travolto da un’accusa
di pedofilia, una donna perseguitata dall’ex marito
e, infine, un architetto che trascura la moglie per
dedicarsi all’estetica. Sügisball ha ottenuto
i massimi riconoscimenti anche ai Festival cinematografici
di Bratislava, Salonicco e Marrakesh.
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| Corto
Cortissimo .
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Amos Poe (USA) Presidente
Amos
Poe, regista e sceneggiatore, vive tra New York e Firenze.
Esponente di spicco del movimento No Wave Cinema (1975-1985),
nato nella movimentata scena artistica e musicale dell’East
Village, Poe è considerato da molti il padre del
moderno cinema indipendente statunitense. Tra i suoi film:
The Blank Generation (1976), Unmade Beds (1976), The Foreigner
(1978), Subway Riders (1981), Alphabet City (1984), Rocket
Gibraltar (1988), Triple Bogey on a Par Five Hole (1991),
Dead Weekend (1995), Frogs for Snakes (1998), Empire II
(2007) e The Guitar (2008). Amos Poe insegna sceneggiatura
e produzione cinematografica presso la Tisch School of
the Arts dell’Università di New York; tra
i suoi progetti più recenti è da citare
www.pianospecs.com, una piattaforma online di promozione
attiva per registi, designer e artisti.
Gianni Rondolino (Italia)
Gianni
Rondolino nasce a Torino nel 1932. Già professore
ordinario di Storia e critica del cinema all’Università
di Torino, è socio dell’Accademia delle Scienze
di Torino, vicepresidente dell’Archivio Nazionale
Cinematografico della Resistenza, membro dei comitati
scientifici della Storia del cinema italiano edita dal
Centro Sperimentale di Cinematografia e della Fondazione
Federico Fellini. Inoltre è stato fondatore, direttore
e presidente del Torino Film Festival. È autore
di numerosi libri, tra i più importanti: Storia
del cinema d’animazione (1974, 2003), Storia del
cinema (1977, varie edizioni), Luchino Visconti (1981,
2006), Roberto Rossellini (1989, 2006), Cinema e musica
(1991, 1998). Collabora con il quotidiano «La Stampa».
Joana Vicente (Portogallo)
Joana
Vicente ha prodotto più di trenta film realizzati
da registi acclamati del calibro di Stephen Soderbergh,
Jim Jarmusch e Brian De Palma. Nel 1996 ha fondato la
Open City Films in società con Jason Kliot, nonché
la HDNet Films, lo studio di produzione di film ad alta
definizione di Mark Cuban e Todd Wagner. I suoi film hanno
ricevuto numerosi premi, tra cui una candidatura agli
Oscar per Enron: The Smartest Guys in the Room (Enron
- L’economia della truffa). Awake (Presunta innocenza),
l’ultima produzione della Open City con la partecipazione
di Jessica Alba e Hayden Christiansen, è stata
al quinto posto nelle classifiche d’incasso degli
Stati Uniti. Con la HDNet Films, Vicente ha prodotto lungometraggi
e documentari girati in digitale, tutti distribuiti dalla
Magnolia Pictures. Le più recenti produzioni della
HDNet presentate al Sundance Film Festival 2008 sono:
Quid pro Quo, con la partecipazione di Vera Farmiga e
Nick Stahl, e Gonzo: The Life and Work of Dr. Hunter S.
Thompson, un documentario con la voce narrante di Johnny
Depp. Tra le altre pellicole prodotte dalla HDNet Films
sono da citare Redacted, Broken English e Bubble. Prima
della creazione della HDNet, Vicente e Kliot hanno fondato
la prima compagnia di produzione digitale degli Stati
Uniti, la Blow Up Pictures, coronata dal successo di una
serie di film digitali a basso costo tra cui Chuck &
Buck, Lovely & Amazing e Series7.
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Opera
Prima |
Abdellatif Kechiche (Tunisia)
Presidente
Abdellatif
Kechiche debutta in teatro con un adattamento da García
Lorca, messo in scena da Muriel Channey. Compie i suoi
primi passi nel cinema nel 1984 in Le Thé à
la menthe di Abdelkrim Bahloul. Pur continuando a recitare
anche a teatro, si fa notare nel 1987 in Les Innocents
di André Téchiné. Nel 1991 lavora
in Bezness di Nouri Bouzid e riceve il premio per la migliore
interpretazione al Festival Internazionale di Damas e
al Festival del Cinema Francofono di Namur. Nel 2000 passa
alla regia con La Faute à Voltaire (Tutta colpa
di Voltaire). Il film ottiene, tra l’altro, il premio
per la migliore opera prima alla Mostra Internazionale
d’Arte Cinematografica di Venezia, il premio speciale
della giuria al Festival del Cinema Francofono di Namur
e il premio speciale della giuria al Festival Premiers
Plans di Angers. Nel 2003 realizza L’Esquive. Il
film trionfa ai César 2005 (miglior film, migliore
regia, migliore sceneggiatura) e ottiene numerosi altri
riconoscimenti in tutto il mondo. Nel 2007 esce La Graine
et le Mulet (Couscous) che riceve, tra l’altro,
il premio speciale della giuria (ex-aequo) alla 64. Mostra
del Cinema di Venezia oltre al prestigioso premio Louis
Delluc. Il film si aggiudica inoltre i César 2008
per il miglior film, la migliore regia e la migliore sceneggiatura.
Alice Braga (Brasile)
L’attrice
brasiliana Alice Braga si è guadagnata il plauso
della critica assurgendo a fama internazionale con la
sua emozionante esibizione in Cidade de Deus (City of
God) che ha contribuito a lanciare il film verso numerose
candidature al Golden Globe e agli Oscar. L’attrice
ha affiancato di recente Will Smith nel successo di botteghino
I Am Legend (Io sono leggenda), prodotto dalla Warner
Bros. e diretto da Francis Lawrence. Nel 2008 Braga è
sul grande schermo con il film di David Mamet, Redbelt,
distribuito nel 2008 dalla Sony Pictures Classics. Terminato
Redbelt, Braga si è unita al prestigioso cast composto
tra l’altro da Sean Penn e Harrison Ford nel film
di Wayne Kramer Crossing Over, uscito nelle sale per la
Weinstein Company nel mese di agosto del 2008. Braga ha
lavorato nuovamente con il regista di Cidade de Deus,
Fernando Meirelles, recitando in Blindness, un film di
prossima uscita basato su un romanzo del Premio Nobel
José Saramago. La pellicola, in cui compaiono anche
Julianne Moore e Mark Ruffalo, verrà distribuita
nel settembre del 2008 dalla Miramax. Braga ha iniziato
di recente, per la Universal, le riprese di Repossession
Mambo, con Jude Law e Forest Whitaker. Scritto da Eric
Garcia, a partire da un proprio romanzo, il film sarà
nelle sale nel 2009.
Gregory Jacobs (USA)
Gregory
Jacobs ha prodotto The Informant, in uscita nel 2009,
diretto da Steven Soderbergh con la partecipazione di
Matt Damon. Tra le sue produzioni precedenti, figurano
i film di Soderbergh The Good German (Intrigo a Berlino,
2006), Full Frontal (presentato nel 2002 alla 59. Mostra
Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia),
Bubble (presentato nel 2005 alla 62. Mostra di Venezia)
ed Equilibrium, il contributo di Soderbergh alla trilogia
di cortometraggi distribuiti insieme con il titolo di
Eros (presentato nel 2004 alla 61. Mostra di Venezia).
Jacobs è produttore esecutivo dei film di Soderbergh
in lingua spagnola Guerrilla e The Argentine, presentati
in anteprima al Festival di Cannes nel 2008. La collaborazione
tra i due è iniziata con King of the Hill (Piccolo,
grande Aaron) ed è proseguita con altri nove film,
tra cui Ocean’s Thirteen, Ocean’s Twelve (per
cui ha rivestito il ruolo di produttore esecutivo), Traffic
ed Erin Brockovich. Gregory Jacobs ha inoltre diretto
Wind Chill, un horror/thriller con la partecipazione di
Emily Blunt uscito nelle sale nel 2007, e ha compiuto
il suo debutto come sceneggiatore e regista con Criminal
(presentato nel 2004 alla 61. Mostra di Venezia), cui
hanno partecipato John C. Reilly, Diego Luna e Maggie
Gyllenhaal.
Donald
Ranvaud (Regno Unito)
Donald
Ranvaud ha fondato il «Framework Journal»
nel 1975 e per dodici anni ha insegnato in diverse università
britanniche. Collaboratore di varie testate tra cui «The
Guardian», «La Repubblica», «MFB»
e «Cahiers du Cinéma», ha diretto servizi
per i programmi di C4 e RAI Uno e ha co-diretto Visioni
private. Nel ruolo di script editor (MEDIA 1) ha esaminato
6.000 proposte appoggiandone 320 in diciotto mesi. Produttore
a tempo pieno dal 1989, Ranvaud ha lavorato a La vita
appesa a un filo, Addio mia concubina, Central do Brasil,
Familia Rodante, Lavoura Arcaica, Madame Sata, City of
God e The Constant Gardener, conquistando nel complesso
dodici candidature agli Oscar. Come presidente della Buena
Onda, ruolo che riveste dal 2003, Ranvaud ha continuato
a scoprire e a incoraggiare giovani registi, mettendoli
nelle condizioni di accedere ai mercati internazionali.
Il produttore ha lanciato una joint venture con la Cinergia
e il Puerto Rico Film Fund e, in seguito all’istituzione
della Fábrica, ha fondato in Bolivia l’istituto
di teatro e cinema Artes Andes Americas. Dagli inizi del
2005 Ranvaud si è dedicato alla questione cruciale
del futuro di un cinema possibile, ideando una piattaforma
di distribuzione caratterizzata da un buon rapporto costi-benefici
e capace di diventare il nuovo paradigma digitale di fruizione
dei film di qualità.
Heidrun Schleef (Germania)
Heidrun
Schleef nasce in Germania nel 1962. Ultimati gli studi
classici frequenta un corso di Teoria del cinema alla
New York University e studia regia al Centro Sperimentale
di Cinematografia di Roma. Nel 1995 scrive soggetto e
cosceneggiatura de La seconda volta di Mimmo Calopresti;
sempre con Calopresti lavora per La parola amore esiste
(fuori concorso al Festival di Cannes e vincitore del
Nastro d’Argento per il miglior soggetto nel 1999),
per Preferisco il rumore del mare e per La felicità
non costa niente. Scrive con Nanni Moretti la sceneggiatura
de La stanza del figlio (Palma d’oro al Festival
di Cannes nel 2001) e il soggetto de Il caimano. Nel 2003
co-sceneggia Ricordati di me di Gabriele Muccino. Tra
le principali sceneggiature cui ha collaborato: Giro di
lune tra terra e mare di Giuseppe M. Gaudino, Un viaggio
chiamato amore di Michele Placido, Te lo leggo negli occhi
di Valia Santella, Mare nero di Roberta Torre e L’uomo
di vetro di Stefano Incerti.
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