Vita di Pi
Titolo originale
Life of Pi
Autore
Yann Martel
Anno
2003
Editore
Piemme

“Un attimo prima di andarsene il Dorado fece qualcosa di straordinario: cominciò a emanare lampi di tutti i colori. Bagliori blu, verdi, rossi, oro e violetti si inseguivano sulla sua pelle squamosa. Era come ammazzare di botte un arcobaleno.”

Vita di Pi inizia proponendosi come “un libro che farà incontrare Dio a chiunque”, l’ammirevole intento dell’autore è, a detta di alcuni lettori, soffocato nelle stesse pagine del libro, dall’avventura e dal senso d’irrealtà che traspira da questa stessa. Come è forse intuibile dalla citazione che precede questa recensione non stiamo parlando di un libro qualunque, la lettura è sconsigliabile a chi è debole di stomaco: assieme a Pi fra i protagonisti ci sono alcuni animali, e fra questi alcuni sono feroci, e si comportano come tali (il tutto è descritto con dovizia di particolari e ciò è molto utile al fine di rendere viva la storia), senza contare che in una storia che tocca il tema della lotta per la sopravvivenza è logico trovare comportamenti estremi, discutibili nel contesto della vita moderna, inclusa l’antropofagia. È da segnalare la brillante mossa d’inserire nel romanzo un doppio narratore: l’autore ci descrive Piscine Molitor, osservandolo attentamente (fra un capitolo e l’altro troviamo, specie all’inizio, il Mister Pi “di oggi” descritto sia dall’autore che da sé medesimo).
Vita di Pi non è solo la storia di un’avventura: il romanzo parte dall’inizio, da un Pi con la sua “vita di routine”. Il personaggio, già nel suo nome, Piscine Molitor, si presenta nella sua originalità, con le sue riflessione strambe, scritte con un linguaggio semplice, rivolte soprattutto ai problemi ch’egli ha con il suo nome, con gli animali dello zoo del padre e soprattutto al tema portante della prima parte del romanzo: l’amore per Dio. Egli si ritrova, a sedici anni, ad aver abbracciato ben tre fedi contemporaneamente (indù, cristiana, musulmana) e ad avere una fiducia incondizionata in Dio.
La famiglia di Pi decide di trasferirsi in Canada, ed è in quel viaggio che tutto si sconvolge: il naufragio della nave Tsimtsung, la perdita dei genitori ed il trovarsi su di una scialuppa in compagnia di una iena, di una femmina di orango, di una zebra ed infine di una ferocissima tigre del Bengala rispondente al nome di Richard Parker, salvata da lui stesso.
Sconvolto il contesto, dopo le prime scene terribili in cui, in una lotta spietata del mondo animale, il nostro sedicenne indiano finisce per trovarsi solo con Richard Parker, cominciano ad alternarsi pagine che regalano al lettore una tenerezza sconcertante dove Pi ammaestra la tigre con la pazienza, la dolcezza, e la costanza di un piccolo principe Saint-Exuperiano, ad altre dove viviamo la “realtà” disumanizzante della situazione estrema, e ci troviamo faccia a faccia con la routine di un ragazzo disperato. Vita di Pi è un romanzo che mescola fantasia, assurdo, azione e riflessione ma non si può individuare un autentico sfondo filosofico all’interno di quest’opera, c’è un sincero ed appassionato studio dell’umanità, diversi spunti di riflessione d’importanza vitale ma che è difficile definire come prettamente filosofici, o prettamente teologici; è sicuramente uno di quei testi che ha la magia di scatenare dentro ogni lettore infinite domande, un libro da leggere e rileggere. Sta al lettore percorrere il delicato cammino sul filo d’inchiostro che lo condurrà ad un doppio finale inimmaginabile nonostante le anticipazioni che lo stesso Pi dà all’inizio, un finale a scelta, o forse un finale che illude sul sottile confine fra verità e menzogna o, ancora, un finale che spiega cosa risulta più comodo conoscere per esseri umani, che sono così lontani dal vero, dal divino e dall’assoluto. Sta alla mente del lettore infine scovare la risposta, ad un lettore che vive ogni giorno nel mondo “civile”, senza allontanarsene per duecentoventisette giorni e senza ritrovarsi in “situazioni palesemente disperate” (dove ogni minuto si alternano fervide speranze di vita e ombrose certezze di morte). La risposta si trova nei meandri del Pacifico, che, come chi leggerà questo romanzo avrà il piacere di scoprire, è dentro ognuno di noi.
[aurora capoferro ronchetta]

 

Yann Martel è figlio di diplomatici canadesi. È nato in Spagna nel 1963 e ha abitato un po' dovunque: Alaska, Columbia Britannica, Costarica, Francia, Ontario, Messico e India. Attualmente vive a Berlino. In corso di pubblicazione in ventotto paesi, Vita di Pi, vincitore del Man Booker Prize 2002, è un caso letterario internazionale. Dall'Inghilterra all'India, dal Canada agli Stati Uniti ha scalato le classifiche di vendita, conquistando milioni di lettori. La Fox 2000 ha acquistato i diritti cinematografici del romanzo per trarne un film.