Una donna
Titolo originale
Egy No
Autore
Peter Esterhazy
Anno
2008
Editore
Feltrinelli
Prezzo
Euro 13,00

“C’è una donna. E’ con me come io con lei, mi odia, mi ama. Quando lei mi odia, io l’amo, quando lei mi ama, io la odio. Non c’è altra soluzione.”

Odi et amo. Ti odio e ti amo, questo è il tormento che da Catullo in poi segna la sorte degli amori. Di quelli cerebrali, carnali, folli, squilibrati, ansiogeni, in una parola assolutamente passionali.
Una donna racconta proprio questo, l’amore carnale, passionale che rende ciechi e sordi.
In ogni capitolo l’autore ci dice che c’è una donna. Lo ama. Lo odia. O forse entrambe le cose. Novantasette capitoli e in ognuno è raccontata una donna e il suo modo di amare. Dalla eterea ballerina di danza classica alla donna mamma, dalla opulenta manager d’affari alla sadica che lui ha il terrore di perdere.“Davvero? Mi porteresti anche dei fiori, ombra? Beh no i fiori no, non sei fatto così. Piuttosto ti romperesti una mano…, e annuisce soddisfatta. Ci penso un po’, poi le rispondo che ha ragione, hai ragione cara, ma poi con la mano ingessata si che te li porterei i fiori”.
E’ un inno alla femminilità. Lui le ama tutte, anche i loro difetti fisici, anzi più è evidente l’imperfezione più è alto il desiderio. Molte sono le donne formose, addirittura grasse ma a Esterhazy sembrano piacere di più e lo racconta. Diciamolo a tutte le ragazze che muoiono di fame per essere come veline, alle volte rischiando anche la salute, diciamolo a tutti gli inventori di miracolosi nuovi regimi alimentari, diete a zona e simili, l’eros non vuole solo la magrezza “C’è una donna. Mi ama, la amo, mi odia, la odio. Da quando ho memoria fa delle cure, cure di decotti, di frutta, controllo del corpo, metodo Jane Fonda... ma a che scopo. Che cosa ci faccio con questi chili sconosciuti che non ci sono?”
E’ un libro erotico certo, l’autore non si scandalizza e scende nei dettagli, ma la sua mano è felice, il suo gusto letterario è sopraffino. E’ vero si racconta di donne banali, di storie comuni ma tutto è circondato da un alone di poesia e la tenerezza che ci suscita questo uomo, a volte anche ridicolo, rendono la narrazione unica. Anche le parti cosiddette volgari sono piene di ironia, rendendo tutto più leggero e piacevole. Quella stessa ironia che lo accompagna sempre, anche quando racconta storie complicate e drammatiche, come nel suo capolavoro Harmonia Caelestis.
Spesso nei salotti buoni si discute di cosa sia arte e cosa invece pornografia, in questo caso non ci sono dubbi. C’è l’arte di narrare la passione, anche quella più rozza, anche quella che ti fa amare i baci di una donna con l’alito che sa di cipolla. E’ la vita vera, l’amore vero, senza orpelli.
Esterhazy pubblica questo breve romanzo nel 1995. In Italia viene tradotto e pubblicato nel 2006 da una piccola casa editrice Forum Edizioni. Feltrinelli lo ripropone dandogli più visibilità e solo ora se ne parla come si deve. E’ un peccato che l’intuito e il buon lavoro fatto da case editrici cosiddette minori venga così sciupato per colpa di poca pubblicità ma soprattutto per la cattiva distribuzione.
[francesca bompadre]


Conte Péter Esterházy de Galántha (Budapest, 14 aprile 1950) è un noto scrittore ungherese.
È anche l'ultimo discendente di una delle più importanti famiglie del suo paese.
Nel 1974 si laureò in matematica all'università di ELTE; nello stesso anno pubblicò su un giornale la sua prima opera. Nei quattro anni successivi fu ricercatore all'interno dell'università.
Il suo romanzo più rappresentativo è Harmonia Caelestis (Feltrinelli 2000).
Le sue opere sono state pubblicate in più di 20 lingue. Ha vinto premi in Francia, Austria, Germania, Slovenia e Norvegia; nel suo paese, tra i numerosi riconoscimenti conferitigli, si segnala nel 1996 il prestigioso Kossuth Prize.