Farinelli:
“Voi desiderate ancora che io canti?”
Re: “Avete già cantato, questa sera”
Luisa Elisabetta: “Sono vostri tutti questi clavicembali?”
Farinelli: “Si…”
Luisa Elisabetta: “E li suonate tutti?”
Farinelli (sorride): “Io non so suonare, principessa”
Partita Spagnola è un lavoro
che i nostri due autori hanno iniziato nel 1987, quando erano
ancora all’inizio delle loro carriere, per mandarlo al
festival di Solinas.
Un lavoro che i due autori ritengono immaturo e che, forse,
da un punto di vista organizzativo e stilistico, era proprio
così, ed è per questo che essi lo hanno pubblicato
solo tre anni fa: dopo che Lucia Moisio ha risistemato il format.
La storia però è quella del 1987, ed è
bellissima, come allora, quando prese la menzione di merito
al festival di Solinas.
È una sceneggiatura particolare, scritta a quattro mani,
e scritta talmente bene da rendere quasi impossibile il riconoscimento
del cambio di mano: eccetto pochissime frasi che possono essere
riconosciute da chi legge spesso scritti di Baricco, o da chi
conosce a fondo i lavori della Moisio (frasi che si distinguono
perché tipiche o atipiche nel loro stile), l’intera
sceneggiatura sembra scritta da una sola mano. Non c’è
da aspettarsi verità storiche esatte, ma nemmeno assurdità
come nel film Voce regina (che
invece di concentrarsi sulla voce di Farinelli ci blocca per
interminabili minuti sulla sua castrazione, argomento di rilevanza
discutibile e, se considerato a livello visivo, di dubbio gusto).
Per gli amanti di Baricco questo testo sembrerà un po’
il precursore di Novecento, lo
stesso autore nota le somiglianze fra le due sceneggiature:
“c’è uno che sa fare una cosa da Dio
e, per assurdo, la fa in una situazione nascosta, protetta e
confinata. E lo fa per un numero di anni irragionevole, come
un gesto da cui non riesce a uscire. Guarda caso, in entrambe
le storie il protagonista è un musicista: il più
grande cantante, il più grande pianista. Le situazioni
sono completamente diverse (una corte settecentesca per Farinelli,
un transatlantico degli anni ’20 per Novecento): ma il
succo è quello”.
Indubbiamente il succo è quello: quello della vita di
un artista sospeso nel limbo dell’assurdo e determinato
a restarci, senza un motivo, senza un perché. O forse
con un motivo a noi ignoto, che il nostro artista non sente
il bisogno di spiegarci. È Bello, è surreale ed
è perfetto per quello che ci si aspetta dai nostri due
autori. Talmente surreale da essere difficile da immaginare,
da vedere, ma questo stimola ulteriormente il lavoro fantastico
del lettore e aggiunge un fascino maggiore: quanti Farinelli,
quanti Scarlatti e quanti teatri sul Tago saranno nati dalle
menti dei lettori di questa sceneggiatura: tantissimi, tante
piccole realizzazioni soggettive di un film che non è
mai stato prodotto, tanti sogni. La narrazione passa dal dolce
all’amaro in maniera imprevedibile, l’illogico ci
appare perfettamente logico finché non stacchiamo gli
occhi dal libro, le battute sono brevi e dense di significato,
è un testo dove ogni oggetto parla e dove il viso di
ogni personaggio canta, a modo suo, la storia di Farinelli.
[aurora
capoferro ronchetta]
|
|
Alessandro
Baricco è nato a Torino il 25 gennaio 1958. Si dedica
a studi di critica musicale, pubblicando un saggio sull'opera
rossiniana Il genio in fuga
(1988) e uno sui rapporti tra musica e modernità
L'anima di Hegel e le mucche del Wisconsin
(1992). Nel 1991 esordisce con il romanzo Castelli
di rabbia, che vince il Premio Campiello e il Prix
Médecis étranger 1995. Nel 1993 pubblica Oceano
mare che vince il Premio Viareggio, a cui segue nel
1994 Novecento. Un monologo
un racconto da cui sono stati tratti un lavoro teatrale
e un film (La leggenda del pianista
sull'oceano, di Giuseppe Tornatore).
Nel 1994 fonda insieme ad un gruppo di amici una scuola
di tecniche della narrazione "La Scuola Holden",
nella quale tuttora insegna. |
 |
| Lucia
Moisio, torinese. Sceneggiatrice e regista. Ha scritto il
cortometraggio Vita Spericolata
(premio al Festival Cinema Giovani 1983) e quattro lungometraggi:
Sindrome Boodman, L’uomo perfetto
(con Marco Ponti), Instant Love
(con Marco Ponti e Luca Bianchini) e Cardiofitness
(con Marco Ponti e Barbara Frandino). Ha diretto due cortometraggi
scritti da Alessandro Baricco (Vita
Spericolata e Leva le dita
dal mio budino) e diversi documentari fra cui Totem
– L’ultima Tournée. Insegna sceneggiatura
alla Scuola Holden di Torino. |
|