“Se
il sintomo persiste, insultare il medico.”
Curatore di rubriche come “Lessico e nuvole” per
il giornale La Repubblica (dapprima sul sito internet quindi
sull’inserto il Venerdì di Repubblica) questo autore
nutre un’autentica passione per i jeux-de-mots e ci riserva
in quest’opera 200 pagine di “frasi matte da legare”
basate su lapsus più o meno freudiani, errori ortografici,
frasi che assumono ben più di un senso, simpatiche casualità
della mente umana, freddezze dei linguaggi formali (e talvolta
di quelli del commercio). È un bell’insieme di
errori e paradossi degni di quella piccola rubrica della settimana
enigmistica: risate a denti stretti! Il tutto condito da una
serie di spiegazioni che riuniscono un sense of humor fresco
e garbato ad una sorta di parte tecnica di facile comprensione
che viene accolta con estrema facilità da qualsiasi lettore.
Si possono definire solo come splendidi capitoli, come quello
riguardo al metodo intuitivo (T9) dei cellulari, alle frasi
matte dei politici della Casa Bianca, agli errori di stampa
e alle frasi del reverendo William Archibald Spooner. Questa
piccola antologia, realizzata anche con l’aiuto dei lettori
delle rubriche di Bartezzaghi, che hanno inviato moltissimi
esempi, provenienti da loro, da loro conoscenti o da cartelli
stradali, è un autentico gioco letterario, condotto con
l’opportuna delicatezza che occorre a separare il cinismo
di chi scorge l’errore linguistico dall’ilarità
di chi trae, innocentemente, il gioco dal lapsus. Su ogni frase
citata ci sono titoli di estrema efficacia descrittiva che presentano
gl’irresistibili “svarioni” con un piacevolissimo
effetto comico che è solo acuito dalle prefazioni e dalle
spiegazioni conclusive dei capitoli (senza contare alcuni deliziosi
commenti interposti fra insiemi di frasi o spiegazioni delle
medesime), dentro il quale è lampante scorgere vivacità,
intelligenza ed anche una certa sensibilità: caratteristiche
indiscutibili del nostro autore che traspaiono, d’altronde,
in ogni cosa da lui scritta. Con l’aggettivo “grazioso”
possiamo rendere, quasi pienamente, le molteplici qualità
di questo testo decisamente particolare, ma, attenzione, si
sconsiglia vivamente ai lettori di leggerlo tutto d’un
fiato, potrebbero ritrovarsi a non essere più in grado
di parlare correttamente!
[aurora
capoferro ronchetta]
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| Stefano
Bartezzaghi è nato a Milano nel 1962. Si è
laureato con una tesi sulle strutture semiotiche dei giochi
enigmistici. Tiene dal 1987 una rubrica di giochi di parole
(La posta in gioco) con i lettori del supplemento della
Stampa, Tuttolibri. Sull’argomento ha scritto due
libri: Accavallavacca (Bompiani,
1992) e Anno Sabbatico (Bompiani,
1995). Nel 1995 ha collaborato con la rubrica Le città
in visibilio al programma radiofonico Appunti di volo (Radio
Tre), in un ciclo condotto da Enrico Morteo e dedicato ai
luoghi urbani. |
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