Morte accidentale di un anarchico
Titolo originale
Morte accidentale di un anarchico
Autore
Dario Fo
Anno
1974
Editore
Einaudi

“Bisognava far caciara, con ogni mezzo; perché la gente che è sempre distratta, che legge poco e male e solo quel che gli passa il convento, sapesse come lo stato può organizzare il massacro e gestire il pianto, lo sdegno, le medaglie alle vedove e agli orfani, e i funerali con i carabinieri sull’attenti che fanno il presentat’arm”.

Non poteva passare sotto silenzio, era inevitabile che la vicenda dell’anarchico Pinelli diventasse un caso, non solo per la cronaca italiana ma anche per il mondo del teatro. Ed allora Dario Fo entra in scena e non lesina battute e considerazioni pungenti su società, istituzioni e stereotipi umani. La verità molto spesso è folle ed insicura, può presentarsi sotto vesti inconsuete e rendere la sua presenza inaccettabile. Ed allora anche un Matto, un uomo di strada può con la sola sua presenza essere un simbolo del sapere e della giustizia. Dario Fo si immerge nella mentalità di quest’uomo, anarchico e portatore di sogni. Si entra in Questura, a Milano dove tutto inizia e finisce, dove tutto è rarefatto. L’atmosfera è tesa ma anche irreale, ogni cosa appare sommersa in una coltre di nebbia, la verità tarda a farsi vedere. Personaggi stereotipati e caricaturali fanno la loro comparsa sulla scena, ognuno porta con sé una notizia, un dato, ma il puzzle non si completa, ogni pezzo della vicenda sembra non combaciare con il seguente. Serve ragionamento, astuzia e fiuto ed allora un Matto può risultare utilissimo. Il commissario Bertozzo, gli agenti, il commissario sportivo, il Questore e la giornalista non riescono a trovare il bandolo della matassa, solo un Matto sembra scorgere la luce, come se lui conoscesse ogni meandro della mente umana. Proprio lui, con la sua M maiuscola perché merita rispetto ed ammirazione. Così l’uomo della strada appare sicuro ed affascinante, mentre la giustizia e la verità sembrano povere e ridicole. La vicenda si ramifica in varie direzioni e anche se in modo marginale Fo ci aiuta a comprendere meglio la vicenda Pinelli, che tanto chiara non appare. Un testo lineare quello del premio Nobel, istrionico a tratti ma soprattutto dotato di carattere e personalità. Non ci si perde mai, non si stacca mai gli occhi dalle parole che il Matto calibra a meraviglia. Il fiato si spezza. Vi è il finale da raccontare, da vivere, da leggere ma questo rimarrà sempre un mistero perché la morte di Pinelli non è solo teatro ma soprattutto storia ancora da scoprire, magari con l’aiuto di un Matto.
[alessio moitre]

Dario Fo (nato a Sangiano il 24 marzo 1926) è uno scrittore, scenografo, drammaturgo, pittore, attore e regista italiano. È famoso per i suoi testi teatrali di satira politica e sociale, per l'impegno politico ed ecologico. Fo, in quanto attore, regista, scenografo, drammaturgo, costumista, impresario della sua stessa compagnia (ma anche pittore) è sicuramente un uomo di teatro completo come in Italia solo Eduardo De Filippo lo è stato. Le sue opere sono regolarmente rappresentate in tutto il mondo e, dopo una prima candidatura già avvenuta nel 1975, è stato insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1997.