“Nell’ingarbugliato
ed illeggibile crocevia di percorsi dei viandanti, molti capitano
su una terra rossa ed argillosa che si lascia frustare da venti
secchi e sole infernale per poi – un minuto dopo –
permettere all’acqua dei temporali di accarezzarla e rinfrescarla,
dissetando la vegetazione e dando ristoro al viandante accaldato.
Questa terra è l’Africa, continente selvaggio ed
intricato, per quanto ospitale ed amichevole… Ma nel cuore
dell’Africa sub-sahariana…esiste uno Stato piccolo
piccolo che un presente assassino ha sbalzato fuori da qualsiasi
depliant turistico… si tratta del Randa.”
7 aprile 1994, la data che segna l’inizio del più
grande e silenzioso genocidio dell’era moderna, generato
dalla più violenta e sanguinosa guerra civile etnica,
combattuta a colpi di asce, macete e bastoni, teste mozzate,
amputazioni e atti di giustizia sommaria tra Hutu e Tutsi.
Benvenuti al Luna Park Rwanda,
un parco in cui i corpi galleggiano sui fiumi e vengono trasportati
a valle dalla corrente nell’indifferenza totale; dove
centinaia di ragazzini, orfani di guerra, sopravvivono dormendo
in fontane secche e mendicando la generosità di facoltosi
europei; dove gli stadi diventano palcoscenici di gogne e fucilazioni
di stato; dove negli ospedali piccoli neonati muoiono per denutrizione
mentre per le strade della capitale Gisenyi proiettili vagano
quotidianamente; dove i caschi blu dell’ONU hanno segnato
il punto più basso della loro non esaltante carriera;
dove se nasci di una etnia diversa dalla dominante devi guardati
le spalle dalle bande militari e se appartieni alla classe dominante
rifugiarti dalla resitenza. Un Inferno sulla terra dimenticato
da tutti ma non dall’autore di questo libello Roberto
Mauri, infermiere per Medici senza Frontiere, che con stile
da diario di viaggio ci restituisce frammenti di vita quotidiana,
piccole storie di bambini e uomini senza nome, attraverso appunti
lasciati ingiallire sul quaderno della storia; una storia che
pochi leggeranno. 27 brevi racconti di orrore conditi da particolari
agghiaccianti nelle cui intercapedini emergono di tanto in tanto
brandelli di cinica ironia e schegge di rara ed altruista umanità.
Una porta spalancata su una tragedia che continua a perpetuarsi
anno dopo anno, giorno dopo giorno, ora dopo ora. Anche in questo
preciso momento...
[fabio
melandri]
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| Roberto
Ciko Mauri ha 31 anni e dal conseguimento del diploma alla
scuola per infermieri, lavora al fronte; ha iniziato con
la Bosnia e la guerra nella ex Jugloslavia. E' poi passato
con Medici Senza Frontiere in Africa, è ritornato
in Jugloslavia e poi a San Pietroburgo, dove si è
occupato di un ambulatorio per senza fissa dimora. Da quando
è stato in un orfanotrofio in Rwanda durante il sanguinoso
conflitto tra Hutu e Tutsi, si dedica ai problemi dei minori
abbandonati. Ha trascorso un lungo periodo a Manila, nelle
Filippine, dove si è preso cura dei bambini di strada.
Sulla scia di queste esperienze ha avviato un progetto come
Organizzazione Non Governativa dedicata ai minori a rischio. |
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