“Peppi’,
dipenderà da te, se la tua vita sarà facile o
sarà difficile. Se tu cercherai di nasconderti in mezzo
agli altri, di assomigliare a chi è diverso da te, passerai
un sacco di guai. Se capirai che a stare un po’ soli,
a essere un esemplare unico, non c’è niente di
male, sarai felice. Siamo tutti esemplari unici, è una
cosa che ho capito troppo tardi”.
Peppino
è un ragazzino di sette anni che vive a Napoli negli
anni 70. Attraverso i suoi occhi impariamo a conoscere la sua
famiglia un po’ stramba. Da quando la mamma si ammala
di depressione a causa del tradimento mai confessato del marito,
il bambino viene affidato ora alle cure della nonna Carmela,
ora alle cure degli zii figli dei fiori Titina e Salvatore,
fino ad arrivare alla guarigione della madre Rosaria che si
riappacificherà con il marito e continuerà a fare
da madre a Peppino. Guarigione che passa attraverso una vicenda
troppo stile libro Harmony, che poteva essere risparmiata e
che disturba, quasi come fosse un “Deus ex machina”
che però non convince e getta nella banalità una
storia che invece all’inizio pareva essere la più
promettente e coinvolgente. Il bambino sembra colmare il momentaneo
vuoto materno attraverso la presenza del suo amico immaginario
Gennaro-Superman, che in vita andava a cercare la Kryptonite
nelle borse della gente e che ora, da morto, dopo essere stato
investito da un tram, consiglia, sostiene e fa compagnia al
povero Peppino, con il nastro adesivo sugli occhiali, zimbello
di quegli arroganti bulletti partenopei che a scuola lo tartassano.
Cotroneo racconta le vicende della famiglia Sansone con un tono
molto lieve e ironico, anche quando mette in scena momenti particolari
e delicati, come la diversità di Gennaro, alter ego di
Peppino, e la “autocoscienza” femminile degli anni
Settanta della zia Titina. E’ emblematica la parabola
della ribelle Titina, la trasgressione delle feste, il fumo,
l’alcool culminerà nel coronamento del suo vero
sogno piccolo borghese, quello del matrimonio. Lo sappiamo bene
ormai, le donne che bruciavano i reggiseno in piazza sono finite
poi a sfaccendare in casa e a badare alle loro nidiate di pargoli.
E quelle ragazze di ieri dalle super mini a fiori rimproverano
alle ragazze di oggi di non essere abbastanza forti per emergere,
di non essere capaci di farsi sentire dagli uomini, che entrano
in crisi e si dividono pure per le quote rosa, che addirittura
hanno bisogno che il Parlamento degli uomini le elargisca come
un atto di cavalleria. Si ma carissime zie Titine d’Italia,
voi che fine avete fatto? Cotroneo ce lo spiega con una sensibilità
tutta sua, non punta il dito contro nessuno, ma basta quello
che ci racconta per farcelo capire. Bravo.
Oltre a queste vicende strettamente familiari l’autore
in alcuni brevi capitoli, ci descrive le vite delle persone
che passano per la vita di Peppino. La storia della maestra
Lina è la vera parte comica del romanzo.
Nel complesso è un romanzo leggero, ironico in alcuni
tratti, amaro in altri, si legge facilmente. Di certo non sarà
il libro dell’anno ma può essere di buona compagnia
la sera, dopo una difficile giornata di lavoro. [francesca
bompadre]
|
 |
|
Ivan
Cotroneo è nato a Napoli, il 21 febbraio del 1968.
Nel 1990 ha mollato gli studi di Giurisprudenza, e si
è trasferito a Roma, per seguire il corso di sceneggiatura
presso il centro Sperimentale di Cinematografia, dove
si è diplomato nel 1992.
Per il cinema ha scritto con Pappi Corsicato le sceneggiature
de I vesuviani (episodio
la Stirpe di Iana) e Chimera,
con Marco Speroni (e Silvia Barbiera e Mario Sesti) la
sceneggiatura di Cosa c'entra con
l'amore (Premio Solinas), con Anna Negri, (e Doriana
Leondeff, e Davide Ferrario) la sceneggiatura di In
principio erano le mutande, con Renato de Maria
(e Francesco Piccolo) la sceneggiatura di Paz!,
con Daniele Luchetti (e Stefania Montorsi), la sceneggiatura
di Il disco del mondo - Piano solo.
Per il teatro ha adattato per l'Italia Closer
di Patrick Marber e Le Regole dell'attrazione
di Bret Easton Ellis, entrambi andati in scena con la
regia di Luca Guadagnino.
Ha inoltre scritto con Serena Dandini, Paola Cannatello
e Rosalia Porcaro lo spettacolo comico Sesso
senza cuore e con Serena Dandini e Nicola Fano
il musical Jovinelli Varietà.
Ha scritto il monologo Se stanotte
sono qui, portato in scena da Claudio Gioè.
E' il traduttore ufficiale per l'Italia di Hanif Kureishi
e Michael Cunningham.
Ha pubblicato nel 1999 la raccolta di citazioni Il
piccolo libro della rabbia, nel 2003 il suo primo
romanzo, Il re del mondo,
e nel 2005 il suo secondo romanzo Cronaca
di un disamore, tutti con l'editore Bompiani.
Scrive su riviste tra cui Rolling Stone, Rodeo e Max e
da quattro da quattro anni tiene un laboratorio di sceneggiatura
presso il Dams, III Università di Roma.
|
|