“Lev
Trotzkij sta cercando di uccidermi”. Comincia così
questa sorprendente autobiografia su Stalin scritta da Richard
Lourie. Siamo nel 1937 e il dittatore è venuto a sapere
che il suo grande nemico, esiliato in Messico, ha iniziato a
scrivere un libro su di lui. “Scrivendo la mia Biografia,
Trotzkij va istintivamente alla ricerca di “quello”,
l'unico crimine che, se scoperto, distruggerebbe l'aura di autorità
che mi permette di governare”. Dunque, per una questione
di legittima difesa, Trozkij deve morire. E mentre Stalin mette
in opera il complesso ingranaggio che dopo tre anni raggiungerà
il suo scopo, le devote spie che ha infiltrato fin nella villa
messicana del rivale gli inviano in anteprima le pagine della
sua biografia. Sorvegliando la lenta ed inesorabile avanzata
di Trozkij verso la scoperta del segreto che non può
essere svelato, Stalin ripensa e racconta la sua vita, dall'infanzia
in cui il giovane Joseph Dzhugashvili, cresciuto nel piccolo
centro georgiano di Gori, fronteggiava un padre ubriaco e violento,
consolidando di conseguenza il rapporto con la madre che sognava
per lui l'abito talare. Ma Stalin era di tutt'altro avviso e
fu proprio in questi anni che si forma uno dei personaggi più
sanguinari e più discussi del secolo scorso.
È una vita a una sola dimensione per lo Stalin di Lourie,
il potere diventa il fine supremo e il delitto il mezzo più
efficace per conquistarlo. Dalle lotte fra ragazzini nel cortile
del seminario ai traffici per conquistare la guida del partito,
prima in Georgia e successivamente a Mosca, la carriera di Stalin
è una metodica catena di crimini: crimini commessi alla
luce del sole, come i processi “pilotati” degli
anni Trenta o l'assassinio di Trotzkij, e crimini occultati,
ignobili, come i tradimenti di amici e compagni. In questo ottimo
montaggio Lourie riesce a mescolare sapientemente verità,
verosimiglianza e finzione narrativa in un impeccabile meccanismo
a orologeria che ripropone eventi e personaggi chiave che tengono
avvinto il lettore fino all'ultima pagina.
Grazie alla virtuosistica capacità dell'autore di far
scaturire il racconto dalla voce del suo protagonista, il romanzo
è anche e soprattutto, un'analisi della logica spietata
del potere totalitario, che si rivela in una parola, in uno
scatto di umore, in un aneddoto: è un'immersione a mente
fredda nell'orrore di una delle più grandi menti criminali
del Ventesimo secolo.
[francesco
milito]
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| Richard
Lourie, newyorkese ha insegnato a lungo storia russa. È
autore di quattro saggi e di numerose traduzioni letterarie
dal russo all'inglese tra le quali spiccano le memorie del
grande fisico sovietico Andrei Sakharov. Oltre a queste
attività, negli Usa è anche un importante
autore di serie tv, tra cui Miami
Vice. Io, Stalin è
il suo primo romanzo. |
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