“Ami
qualcuno indipendentemente da quello che fa, o il tuo amore
cambia quando cambia il tuo punto di vista, quando impari di
più su di lui?L’amore non rimane fermo, ci sono
sempre delle cose che devi lasciare entrare. Annoiato, a casa,
avevo desiderato quello che non conoscevo, una vita di sperimentazione,
ed ecco quello che mi capitava era più di quanto avessi
immaginato.”
La vita
di Jamal Khan, un tranquillo analista inglese di origini pakistane,
viene scossa dal ritorno del suo passato. Al College aveva amato
Ajita, una bellissima ragazza indiana, ma proprio questa forte
passione costringerà i due ragazzi ad allontanarsi. La
morte violenta del padre di lei la farà fuggire da Londra.
Ora Jamal è un serio professionista sulla quarantina,
con le sue abitudini, la sua vita scandita da orari precisi.
E’ separato dalla moglie Josephine e ha Rafi, un figlio
dodicenne che adora.
Ma l’ombra di un fantasma grava su di lui. E’ ossessionato
dal ricordo di quella folle notte in cui si decise il destino
del suo sfortunato amore e la sua vita ordinata e meticolosa
è turbata dal martellante desiderio di rivedere Ajita.
Passioni, ossessioni e ricordi che legano lui e la ragazza.
Attraverso una serie di incontri e circostanze più o
meno casuali i due si incontreranno di nuovo e Jamal si renderà
conto che il compimento del suo grande sogno di rivedere il
suo amore di gioventù non è come se lo immaginava.
Kureishi sembra dirci che a volte la soddisfazione dei nostri
desideri più forti e più intimi non sempre ci
porta alla felicità. E’ come la pelle di zigrino
di Balzac. Più desideri riusciamo ad esaudire più
la pelle si accorcia, portandoci alla fine di tutto, alla fine
dei desideri, alla fine della vita.
Sembra accorgersene in tempo Jamal, grazie all’aiuto della
moglie, che intravede l’insofferenza dell’ex marito,
forse perché anche lei è presa da una strana inquietudine,
tornando così ad una “normalità” che
rende la vita di tutti una vita felice.
Fin qui nulla sembra essere diverso da molte altre storie già
raccontate dall’autore. “Il corpo”, “Nell’intimità”
e “Il buddha delle Periferie” raccontano di passioni
laceranti e di come attraverso la soddisfazione di pulsioni
e istinti l’uomo si senta almeno momentaneamente appagato.
In questo nuovo romanzo però a fare la differenza sono
tutti quelli che nel cinema vengono chiamati gli “Attori
non protagonisti”. L’universo che circonda Jamal
è composto da una serie di personaggi che varrebbero
da soli lo spunto per altrettante storie interessanti. Sua sorella
Miriam, una stravagante grassa signora piena di piercing e tatuaggi,
greve e superficiale, quasi tossica che si innamora di Henry,
il miglior amico di Jamal, un regista teatrale, raffinato ed
intellettuale, il classico stereotipo di inglese snob. Ad unire
queste due persone appartenenti a mondi così diversi
sarà la scoperta delle gioie del sesso non convenzionale.
Ma sarà sufficiente questo per l’amore vero? E
poi c’è Karen, una amica di gioventù del
protagonista, una “Stronza della televisione” che
in passato ha fatto conoscere a Jamal la Londra degli anni Settanta,
quella delle feste, della droga, della musica rock e della trasgressione
vera. Anche lei alla fine dovrà fare i conti con la realtà,
rivelandosi decisamente molto più umana degli altri.
E molti altri personaggi che gravitano intorno alla vita di
Jamal, ognuno con una storia forte alle spalle, ognuno con qualcosa
da dirci che lascia spazio a molte riflessioni.
A dettare il ritmo del romanzo, tra attualità e tuffi
nel passato c’è la società inglese, i conflitti
razziali, le difficoltà di integrazione dei musulmani,
sempre presenti e rese ancora più forti dopo l’attentato
di King’s Cross del 2004.
Questo romanzo è un mosaico di storie, di persone, di
mondi diversi che sembrano riunirsi tutti sotto la stessa ricerca
di felicità. Kureishi lo racconta bene, la lettura scorre
facile e veloce, il libro si presta molto alla sceneggiatura
di un film che chissà forse vedremo realizzato presto.
[francesca
bompadre]
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Hanif
Kureishi è nato a Londra nel 1954 da padre pakistano
e da madre inglese. In questa città si è
scontrato in prima persona con quei problemi razziali
e le incomprensioni culturali che costellano molti dei
suoi lavori letterali e teatrali.
Romanziere, drammaturgo, sceneggiatore, Kureishi è
uno degli scrittori inglesi più letti in patria
e tra i più noti a livello internazionale.
Dopo gli studi in filosofia presso l’Università
di Londra e dopo un periodo in cui, per sopravvivere,
scrive racconti erotici e lavora come portiere al Royal
Theater, inizia a essere apprezzato come drammaturgo.
Il suo primo testo teatrale, Soaking
Up the Heat, prodotto dal London's Theater Upstairs,
è del 1976, mentre il suo secondo dramma, The
Mother Country, vince il “Thames Television
Playwright Award” nel 1980. Il successo arriva con
il suo primo lavoro per il Royal Court Theater, Borderline,
spaccato di vita sugli immigrati a Londra e con Outskirts,
messo in scena dalla London's Royal Shakespeare Company.
Come autore di testi Kureishi si dedica anche al cinema.
Nel 1985 scrive la sceneggiatura di My
Beautiful Laundrette, diretta dal regista inglese
Stephen Frears. Anche la sua successiva sceneggiatura,
Sammy e Rosie vanno a letto
(1987) viene portata sul grande schermo da Frears: qui
Kureishi esplora le abitudini e il modo di vivere di una
coppia londinese formata da un commercialista di origine
pakistana e una donna bianca, militante di sinistra.
In qualità di romanziere Kureishi descrive soprattutto
la vita degli immigrati con le loro difficoltà
di adattamento e di identificazione in una terra a cui
appartenere. Il suo primo romanzo è del 1990, The
Buddha of Suburbia (Il Budda delle periferie, Bompiani,
2001). Basato in parte su esperienze autobiografiche,
narra la vita di un giovane omosessuale di origine metà
indiana e metà inglese, cresciuto nella Londra
multietnica. In The Black Album
(Bompiani, 2000), pubblicato nel 1995, Kureishi si immerge
nel mondo solitario e incerto di un giovane pakistano
che si trova a dover sceglier tra la ragazza amata e i
suoi amici musulmani. Tra gli altri romanzi ricordiamo
Londra mi uccide (Baldini
& Castoldi, 1997), Nell’intimità
(Bompiani, 1998) da cui è stato tratto l’omonimo
e premiatissimo film diretto da Patrice Chéreau;
Il corpo (Bompiani 2003),
sulle avventure di uno scrittore ricco e affermato, novello
Dorian Gray; Goodbye Mother
(Bompiani, 2001), romanzo sulle riflessioni personali
di un giornalista in seguito all’abbandono della
moglie e agli errori commessi con il proprio padre.
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