Ho qualcosa da dirti
Titolo originale
Something To Tell You
Autore
Hanif Kureishi
Anno
2008
Editore
Bompiani
Prezzo
Euro 19,50

“Ami qualcuno indipendentemente da quello che fa, o il tuo amore cambia quando cambia il tuo punto di vista, quando impari di più su di lui?L’amore non rimane fermo, ci sono sempre delle cose che devi lasciare entrare. Annoiato, a casa, avevo desiderato quello che non conoscevo, una vita di sperimentazione, ed ecco quello che mi capitava era più di quanto avessi immaginato.”

La vita di Jamal Khan, un tranquillo analista inglese di origini pakistane, viene scossa dal ritorno del suo passato. Al College aveva amato Ajita, una bellissima ragazza indiana, ma proprio questa forte passione costringerà i due ragazzi ad allontanarsi. La morte violenta del padre di lei la farà fuggire da Londra.
Ora Jamal è un serio professionista sulla quarantina, con le sue abitudini, la sua vita scandita da orari precisi. E’ separato dalla moglie Josephine e ha Rafi, un figlio dodicenne che adora.
Ma l’ombra di un fantasma grava su di lui. E’ ossessionato dal ricordo di quella folle notte in cui si decise il destino del suo sfortunato amore e la sua vita ordinata e meticolosa è turbata dal martellante desiderio di rivedere Ajita.
Passioni, ossessioni e ricordi che legano lui e la ragazza. Attraverso una serie di incontri e circostanze più o meno casuali i due si incontreranno di nuovo e Jamal si renderà conto che il compimento del suo grande sogno di rivedere il suo amore di gioventù non è come se lo immaginava. Kureishi sembra dirci che a volte la soddisfazione dei nostri desideri più forti e più intimi non sempre ci porta alla felicità. E’ come la pelle di zigrino di Balzac. Più desideri riusciamo ad esaudire più la pelle si accorcia, portandoci alla fine di tutto, alla fine dei desideri, alla fine della vita.
Sembra accorgersene in tempo Jamal, grazie all’aiuto della moglie, che intravede l’insofferenza dell’ex marito, forse perché anche lei è presa da una strana inquietudine, tornando così ad una “normalità” che rende la vita di tutti una vita felice.
Fin qui nulla sembra essere diverso da molte altre storie già raccontate dall’autore. “Il corpo”, “Nell’intimità” e “Il buddha delle Periferie” raccontano di passioni laceranti e di come attraverso la soddisfazione di pulsioni e istinti l’uomo si senta almeno momentaneamente appagato.
In questo nuovo romanzo però a fare la differenza sono tutti quelli che nel cinema vengono chiamati gli “Attori non protagonisti”. L’universo che circonda Jamal è composto da una serie di personaggi che varrebbero da soli lo spunto per altrettante storie interessanti. Sua sorella Miriam, una stravagante grassa signora piena di piercing e tatuaggi, greve e superficiale, quasi tossica che si innamora di Henry, il miglior amico di Jamal, un regista teatrale, raffinato ed intellettuale, il classico stereotipo di inglese snob. Ad unire queste due persone appartenenti a mondi così diversi sarà la scoperta delle gioie del sesso non convenzionale. Ma sarà sufficiente questo per l’amore vero? E poi c’è Karen, una amica di gioventù del protagonista, una “Stronza della televisione” che in passato ha fatto conoscere a Jamal la Londra degli anni Settanta, quella delle feste, della droga, della musica rock e della trasgressione vera. Anche lei alla fine dovrà fare i conti con la realtà, rivelandosi decisamente molto più umana degli altri. E molti altri personaggi che gravitano intorno alla vita di Jamal, ognuno con una storia forte alle spalle, ognuno con qualcosa da dirci che lascia spazio a molte riflessioni.
A dettare il ritmo del romanzo, tra attualità e tuffi nel passato c’è la società inglese, i conflitti razziali, le difficoltà di integrazione dei musulmani, sempre presenti e rese ancora più forti dopo l’attentato di King’s Cross del 2004.
Questo romanzo è un mosaico di storie, di persone, di mondi diversi che sembrano riunirsi tutti sotto la stessa ricerca di felicità. Kureishi lo racconta bene, la lettura scorre facile e veloce, il libro si presta molto alla sceneggiatura di un film che chissà forse vedremo realizzato presto. [francesca bompadre]

 


Hanif Kureishi è nato a Londra nel 1954 da padre pakistano e da madre inglese. In questa città si è scontrato in prima persona con quei problemi razziali e le incomprensioni culturali che costellano molti dei suoi lavori letterali e teatrali.
Romanziere, drammaturgo, sceneggiatore, Kureishi è uno degli scrittori inglesi più letti in patria e tra i più noti a livello internazionale.
Dopo gli studi in filosofia presso l’Università di Londra e dopo un periodo in cui, per sopravvivere, scrive racconti erotici e lavora come portiere al Royal Theater, inizia a essere apprezzato come drammaturgo. Il suo primo testo teatrale, Soaking Up the Heat, prodotto dal London's Theater Upstairs, è del 1976, mentre il suo secondo dramma, The Mother Country, vince il “Thames Television Playwright Award” nel 1980. Il successo arriva con il suo primo lavoro per il Royal Court Theater, Borderline, spaccato di vita sugli immigrati a Londra e con Outskirts, messo in scena dalla London's Royal Shakespeare Company.
Come autore di testi Kureishi si dedica anche al cinema. Nel 1985 scrive la sceneggiatura di My Beautiful Laundrette, diretta dal regista inglese Stephen Frears. Anche la sua successiva sceneggiatura, Sammy e Rosie vanno a letto (1987) viene portata sul grande schermo da Frears: qui Kureishi esplora le abitudini e il modo di vivere di una coppia londinese formata da un commercialista di origine pakistana e una donna bianca, militante di sinistra.
In qualità di romanziere Kureishi descrive soprattutto la vita degli immigrati con le loro difficoltà di adattamento e di identificazione in una terra a cui appartenere. Il suo primo romanzo è del 1990, The Buddha of Suburbia (Il Budda delle periferie, Bompiani, 2001). Basato in parte su esperienze autobiografiche, narra la vita di un giovane omosessuale di origine metà indiana e metà inglese, cresciuto nella Londra multietnica. In The Black Album (Bompiani, 2000), pubblicato nel 1995, Kureishi si immerge nel mondo solitario e incerto di un giovane pakistano che si trova a dover sceglier tra la ragazza amata e i suoi amici musulmani. Tra gli altri romanzi ricordiamo Londra mi uccide (Baldini & Castoldi, 1997), Nell’intimità (Bompiani, 1998) da cui è stato tratto l’omonimo e premiatissimo film diretto da Patrice Chéreau; Il corpo (Bompiani 2003), sulle avventure di uno scrittore ricco e affermato, novello Dorian Gray; Goodbye Mother (Bompiani, 2001), romanzo sulle riflessioni personali di un giornalista in seguito all’abbandono della moglie e agli errori commessi con il proprio padre.