Esercizi di stile
Titolo originale
Exercises de style
Autore
Raymond Queneau
Anno
1947
Editore
Einaudi (2005)

Un giorno Queneau decise di mettersi a giocare, a giocare con le parole, con l'opinione pubblica, con le metafore e con tutte le altre figure retoriche a sua disposizione. Fu così che nacquero gli Esercizi di stile: uno stesso fatto raccontato per pagine e pagine in maniera sempre diversa!
Quest’opera è stata la dannazione di molti traduttori (tanto da guadagnarsi l'attenzione di Umberto Eco, che li ha tradotti per la casa editrice Einaudi): il volume dei novantanove Exercis è un piccolo gioiello per tutti coloro che non credono esista una maniera corretta ed assoluta per scrivere qualcosa. Fra i vari giochi che ci propone, oltre ad interessanti troncature, si trovano scambi di lettere all'interno delle parole, aferesi e molto altro ancora, che deliziano tutti quelli che si basano unicamente sullo stile narrativo: narrazione in alessandrini, Bucolica, Olfattiva, Haiku e si va avanti così fra un esercizio e l’altro, cambiando il genere o lo spirito narrativo a piacimento, senza un ordine preciso; è un libro che sembra scritto per puro gusto, contenente deliziose parodie del narrato ed esempi sempre attualissimi.
Un piccolo gioiello per ogni francesista, ma anche per linguisti, semiologi e per tutti coloro che scrivono e leggono con passione e amano conoscere le mille strutture che possono esserci dietro ad un testo. Le numerose difficoltà di traduzione vengono affrontate da Eco con una classe tutta particolare: attraverso la presenza del testo francese a fronte (che consente al lettore una traduzione personale), ed attraverso quei mille espedienti, assolutamente brillanti, che egli descrive vent’anni più tardi nel suo mirabile saggio sulle esperienze di traduzione, Dire quasi la stessa cosa (Mondolibri), che scaturisce da un’insieme di lavori scritti in precedenza raccolti in un meraviglioso manuale, cambiando il senso del testo dove la traduzione lo richiede assolutamente e spiegandoci le sue scelte passo per passo.
Non è un manuale per una “scuola stilistica”, è un semplice insieme di exempla leggermente venato da una doppia faccia: “chi ha orecchie intenda” o meglio “chi ha occhi legga”; vi è un piccolo messaggio nascosto tra una riga e l'altra di quel filo d'ironia che appare, a volte più, a volte meno, in ogni esercizio e che finisce appunto per insinuare nella nostra mente, attraverso le sue parodie, (spesso appositamente portate all'eccesso), le multiformi possibilità dello scrivere, e forse anche la loro non necessaria sottomissione alle esigenze di un pubblico o di un autore. Si, a volte leggendo sembra di vedere il testo vincere l'autore, piegarlo ai suoi voleri, sotto quell’apparenza di gioco d’autore. Rimane questo un dubbio insolvibile la cui risposta è in mano al lettore.
Esercizi di stile è un testo che, in maniera assolutamente fine, divertirà immensamente ogni lettore, accompagnandolo con vivacità nella magia del surreale.

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aurora capoferro ronchetta]

Raymond Queneau nasce a Le Havre il 21 febbraio 1903. Partecipa attivamente al movimento surrealista condividendone la curiosità per i giochi del linguaggio, ma se ne allontana nel 1929, dopo la rottura con Breton. Dal 1938 è Redattore della Casa Editrice Gallimard; ha un ruolo di spicco nella cultura dell'antifascismo europeo, entrando nel 1944 nel direttivo del Comitato Nazionale degli Scrittori (C.N.E.). È stato appassionato di matematica, linguistica, letteratura, psicoanalisi. Nel 1927 si accosta al movimento surrealista, nel 1933 esordisce con il romanzo La gramigna, cui seguono Odile, Pierrot amico mio e nel 1951 pubblica i versi Piccola cosmogonia portatile. Queneau prende di mira le convenzioni della lingua letteraria, contrapponendovi la libertà del linguaggio parlato. La disarticolazione della sintassi e l'introduzione di vocaboli popolari, accanto al recupero delle forme più solenni della retorica, generano un irresistibile umorismo, nel quale dispiega un’inesauribile verve e uno straordinario virtuosismo tecnico. Tra le opere più mature troviamo Zazie nel metro, La domenica della vita, I fiori blu, forse il suo capolavoro, e Icaro involato, del 1975.