Un giorno
Queneau decise di mettersi a giocare, a giocare con le parole,
con l'opinione pubblica, con le metafore e con tutte le altre
figure retoriche a sua disposizione. Fu così che nacquero
gli Esercizi di stile: uno stesso
fatto raccontato per pagine e pagine in maniera sempre diversa!
Quest’opera è stata la dannazione di molti traduttori
(tanto da guadagnarsi l'attenzione di Umberto Eco, che li ha
tradotti per la casa editrice Einaudi): il volume dei novantanove
Exercis è un piccolo gioiello
per tutti coloro che non credono esista una maniera corretta
ed assoluta per scrivere qualcosa. Fra i vari giochi che ci
propone, oltre ad interessanti troncature, si trovano scambi
di lettere all'interno delle parole, aferesi e molto altro ancora,
che deliziano tutti quelli che si basano unicamente sullo stile
narrativo: narrazione in alessandrini, Bucolica, Olfattiva,
Haiku e si va avanti così fra un esercizio e l’altro,
cambiando il genere o lo spirito narrativo a piacimento, senza
un ordine preciso; è un libro che sembra scritto per
puro gusto, contenente deliziose parodie del narrato ed esempi
sempre attualissimi.
Un piccolo gioiello per ogni francesista, ma anche per linguisti,
semiologi e per tutti coloro che scrivono e leggono con passione
e amano conoscere le mille strutture che possono esserci dietro
ad un testo. Le numerose difficoltà di traduzione vengono
affrontate da Eco con una classe tutta particolare: attraverso
la presenza del testo francese a fronte (che consente al lettore
una traduzione personale), ed attraverso quei mille espedienti,
assolutamente brillanti, che egli descrive vent’anni più
tardi nel suo mirabile saggio sulle esperienze di traduzione,
Dire quasi la stessa cosa (Mondolibri),
che scaturisce da un’insieme di lavori scritti in precedenza
raccolti in un meraviglioso manuale, cambiando il senso del
testo dove la traduzione lo richiede assolutamente e spiegandoci
le sue scelte passo per passo.
Non è un manuale per una “scuola stilistica”,
è un semplice insieme di exempla leggermente venato da
una doppia faccia: “chi ha orecchie intenda” o meglio
“chi ha occhi legga”; vi è un piccolo messaggio
nascosto tra una riga e l'altra di quel filo d'ironia che appare,
a volte più, a volte meno, in ogni esercizio e che finisce
appunto per insinuare nella nostra mente, attraverso le sue
parodie, (spesso appositamente portate all'eccesso), le multiformi
possibilità dello scrivere, e forse anche la loro non
necessaria sottomissione alle esigenze di un pubblico o di un
autore. Si, a volte leggendo sembra di vedere il testo vincere
l'autore, piegarlo ai suoi voleri, sotto quell’apparenza
di gioco d’autore. Rimane questo un dubbio insolvibile
la cui risposta è in mano al lettore.
Esercizi di stile è un testo
che, in maniera assolutamente fine, divertirà immensamente
ogni lettore, accompagnandolo con vivacità nella magia
del surreale.
[aurora
capoferro ronchetta]
|
| Raymond
Queneau nasce a Le Havre il 21 febbraio 1903. Partecipa
attivamente al movimento surrealista condividendone la curiosità
per i giochi del linguaggio, ma se ne allontana nel 1929,
dopo la rottura con Breton. Dal 1938 è Redattore
della Casa Editrice Gallimard; ha un ruolo di spicco nella
cultura dell'antifascismo europeo, entrando nel 1944 nel
direttivo del Comitato Nazionale degli Scrittori (C.N.E.).
È stato appassionato di matematica, linguistica,
letteratura, psicoanalisi. Nel 1927 si accosta al movimento
surrealista, nel 1933 esordisce con il romanzo La
gramigna, cui seguono Odile,
Pierrot amico mio e nel 1951 pubblica i versi Piccola
cosmogonia portatile. Queneau prende di mira le convenzioni
della lingua letteraria, contrapponendovi la libertà
del linguaggio parlato. La disarticolazione della sintassi
e l'introduzione di vocaboli popolari, accanto al recupero
delle forme più solenni della retorica, generano
un irresistibile umorismo, nel quale dispiega un’inesauribile
verve e uno straordinario virtuosismo tecnico. Tra le opere
più mature troviamo Zazie nel
metro, La domenica della vita,
I fiori blu, forse il suo capolavoro,
e Icaro involato, del 1975.
|
|