“So
che è un segreto, perché lo sento sussurrare dappertutto.”
William Congreve
Giorgio Baietti ci racconta un’esperienza vissuta in prima
persona. Esperienza che si ripete per studi e per passione.
Ci racconta il suo viaggio a Rennes Le Chateau, chiesa simbolo
che racchiude dentro di sé tanti enigmi, strettamente
collegata alla leggenda del Sacro Graal e dei Rosacroce. E dietro
al mistero si nasconderebbe anche una ricorrente numerologia:
prima di tutto la data del 17 gennaio in cui sono accaduti avvenimenti
importanti, ma anche 11, 22, 64.
Quella di Rennes le Chateau (Villa Chateau è il nome
della residenza di Sir Leigh Teabing nel Codice da Vinci) è
una storia strana. Un piccolo paese, conosciuto al mondo per
la sua altrettanto piccola Chiesa. Il tutto avvolto nel mistero
del passato e delle persone che vi sono entrate in contatto.
Basti pensare che gli abitanti che lo popolano sono solo ottantotto,
immersi in scenari naturali come terme e menhir, circondati
da costellazioni dell’Orsa Maggiore e di Orione incise
tra alberi e rocce. Fuori da Rennes le Chateau vive la storia
dei Romani, dei Galli e poi dei Visigoti, Arabi, Franchi. Dentro
Rennes Le Chateau si lascia il mondo “normale” per
entrare in una realtà ammantata di mistero. Belgi, Celti,
Galli, Romani, Visigoti, Merovingi sono passati da qua. Qualcosa
è stato carpito e tramandato ai Catari e poi ai Templari
che vi giunsero tra il 1132 e il 1137, pochi anni dopo la costituzione
del loro ordine (1118). Fino ad arrivare alla data fondamentale
nel 1885, il primo giugno, quando l’arrivo di un nuovo
parroco segnerà la leggenda. Francois Berenger Sauniere
(questo il nome del parroco e questo il nome anche del Sauniere
che Dan Brown fa morire nel Louvre) sarà un parroco fuori
dal comune, compirà molti viaggi, accumulerà molti
denari e custodirà molti segreti. Frequenti e lunghe
le permanenze a Parigi, con visite al Louvre dove acquisterà
tre copie di celebri dipinti: Il ritratto di papa Celestino
V, Le tentazioni di Sant’Antonio di David Teniers e i
Pastori dell’Arcadia Di Nicola Poussin. Tre quadri che
hanno al loro interno strani segreti e oscuri messaggi.
La Chiesa di Rennes le Chateau non è esattamente quello
che ci si aspetta da un luogo di culto cristiano. A partire
dalle tombe che la circondano, con iscrizioni segrete, anagrammi,
messaggi dal Priorato di Sion, lettere dimenticate o aggiunte
o al contrario (ricorrente è la N rovesciata anche nella
scritta INRI sulla croce). Poi c’è la Tour Magdala,
fortemente voluta da Sauniere, una torre neogotica con dodici
merletti come i segni zodiacali. Costruita su uno strapiombo,
a parte i giochi di tunnel sotterranei, quello che inquieta
è la presenza di demoni ghignanti che fanno capolino,
teschi che adornano le statue della Maddalena, strane amputazioni
delle mani delle statue di Cristo, croci con donne crocifisse,
rebus e premonizioni, statue di Asmodeo, il demone orrendo.
Ma anche bambini Gesù strabici, le stazioni della Via
Crucis dipinte con simboli profani. Difficile credere che qui
dentro regnasse il culto cattolico. Tutto rimanda al culto dei
Templari, anche quando Sauniere muore e il giorno del funerale
viene coperto con una coperta di ponpon. Il villaggio gli rende
omaggio staccando i ponpon, un rituale strano, che compare nelle
esequie dei grandi maestri Templari. Un’ultima curiosità.
La vetrata della Chiesa. É stata costruita in modo tale
che ogni 17 gennaio si creino dei giochi di luce sul pavimento,
delle mele blu.
Ma il mistero di Rennes le Chateau continua anche fuori dalla
fortezza e lontano nella storia. Non lontana da Rennes le Chateau
si trova la chiesa di Rennes le Bains, meno famosa ma ugualmente
misteriosa. Ma la storia racconta anche di avvenimenti lontani.
Si pensa che addirittura Hitler avesse arruolato uomini per
compiere una spedizione alla ricerca del mistero. Oppure si
dice che la Sagrada Familia di Gaudì racchiuda in sé
simbologie e segreti, come il tempio di San Sulpizio a Parigi,
o la figura di San Vincenzo de’ Paoli.
[sara
lucarini]
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| Giorgio
Baietti, una laurea in lettere e una in sociologia, è
giornalista pubblicista e insegna italiano e filosofia.
Direttore responsabile di un periodico culturale, è
uno dei primi studiosi italiani del mistero di Rennes le
Chateau, divulgandolo con conferenze e trasmissioni televisive.
Dal 1988 svolge i suoi studi sui Pirenei, collaborando con
studiosi francesi e inglesi. Sempre sull’argomento
ha pubblicato il libro Rennes le Chateau:
il segreto di Berengher Sauniere. |
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