Effetti secondari dei sogni
Titolo originale
No et moi
Autore
Delphine de Vigan
Anno
2008
Editore
Mondadori
Prezzo
Euro 18,00

“Stiamo insieme, vero, Lou, stiamo insieme?”
C’è un’altra domanda che ritorna spesso, alla quale rispondo di si come alla prima, vuole sapere se ho fiducia in lei, se mi fido di lei.
Non posso fare a meno di pensare a quella frase che ho letto da qualche parte, non so più dove: chi chiede continuamente conferma della tua fiducia sarà il primo a tradirla. Ma scaccio quelle parole lontano da me.”

Lou Bertignac, la protagonista narratrice di questo romanzo, è una ragazzina di tredici anni con una famiglia distrutta dalla morte prematura della sua sorellina e con notevoli problemi di inserimento scolastico. Possiede quella che si definisce una intelligenza precoce, per questo frequenta la terza liceo, tra ragazzi più grandi di lei e con diversi interessi. Per non annoiarsi Lou fa esperimenti, di chimica, fisica o matematica, le sue compagne per non annoiarsi il sabato pomeriggio vanno a fare shopping da H&M o chattano su MSN.
Un giorno incontra una giovane senzatetto, Nolween, proprio lo stesso giorno in cui il suo professore le aveva chiesto una relazione orale su un argomento a piacere e lei aveva scelto di fare un reportage sui senzatetto. Certo che alle volte il caso…Questo artificio è talmente fittizio che basterebbe a far smettere di leggere il libro ma andiamo avanti visto che la scrittura e lieve e poco impegnativa.
Leggera però è anche la personalità di ogni protagonista. Si intravedono tanti personaggi interessanti. Delphine De Vigan getta tantissimi semi ma al momento della raccolta non abbiamo niente in mano.
C’è un padre amorevole, che rimane per anni accanto alla moglie depressa e alienata, che cerca di dare tutto l’affetto alla figlia e prova a farle fare una vita normale. Un personaggio così potrebbe avere tantissimo da dire e invece niente, sembra quasi un fantasma.
C’è una madre, una donna distrutta dal dolore che si risveglia solo quando la figlia porta a casa Nolween. Lou vuole dare calore, un tetto e un po’ di stabilità a questa sua nuova e unica amica.
I genitori accettano No in casa e la signora Bertignac torna a vivere, grazie forse alla presenza di questa ragazza sfortunata o chissà per quale altro motivo, non si capisce, non si sa come ma guarisce dalla depressione, così senza far partecipe il lettore. Anche lei un fantasma, da depressa come da guarita.
Poi c’è Lucas, il bel tenebroso compagno di classe di Lou, anche lui con una famiglia disastrata, pluriripetente, che si innamora della piccola Lou e la aiuterà nel tentativo di inserire Nolween nella società. Anche lui sarebbe stato un bel soggetto da sviluppare, padre all’estero, madre assente, perso tra la sua musica e la sua nullafacenza, sembra tirar fuori una sensibilità fuori dal comune con Lou, la sua Pepite, ma pure dei suoi pensieri non v’è traccia.
E che dire di No. La sua voce avrebbe dovuto portarci a conoscere la vita di chi come lei si è ritrovato a vivere per strada, avrebbe dovuto commuoverci un po’ o almeno farci pensare a come alcune persone sono costrette a vivere o a quanti squallidi compromessi sono costrette a cedere, a come per debolezza o sfinimento si gettano in situazioni drammatiche, e invece niente. Si intuisce il bene che vuole a Lou, ma insomma è un po’ poco.
Bravi comunque quelli della Mondadori. Hanno saputo trovare un titolo e una copertina che sicuramente gli permetteranno di vendere bene il loro prodotto.
Leggere un libro così è come vedere uno di quei film che piacciono tanto agli adolescenti, dove ci sono tanti argomenti interessanti tirati in ballo ma nessuno sviscerato a dovere. Insomma è un po’ come guardare un film di Silvio Muccino, tanto carino, col suo sorriso che riempie lo schermo ma che poi alla fine cosa lascia? [francesca bompadre]